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Classe Z

Recensione

Classe Z – Recensione: L’ultimo, difficile, anno di liceo

Classe Z

Una commissione scolastica è riunita per decidere i provvedimenti disciplinari d’assumere nei confronti di un professore accusato di aver abbandonato il suo posto senza dare spiegazioni. Improvvisamente nella stanza entrano tre ragazzi che chiedono di essere ascoltati sull’accaduto. Dopo questo preambolo inizia un lungo flashback che prende avvio con il loro primo giorno di scuola dell’ultimo anno di liceo.

Classe Z: una classe ghetto

L’anno scolastico inizia, per questi ragazzi, con il trasferiti in una nuova sezione, creata appositamente dal preside per rinchiudere tutti gli individui peggiori delle altre classi. I professori, in questa sorta di classe ghetto, tendono a disinteressarsi completamente alla didattica, una situazione, inizialmente, particolarmente amata da questi studenti svogliati. L’unico professore che mostra interesse nei loro confronti è il giovane professore Andreoli che si ispira, per il suo lavoro, al mitico professore di “L’attimo fuggente”. I ragazzi non tardarono a bersagliarlo di scherzi e deriderlo per il suo idealismo, costringendo il professore ad abbandonare la classe e la scuola.

Questa prima parte è sicuramente la più divertente, caratterizzata dall’accumulo di una serie di gang capaci di strappare più di un sorriso e, in parte, ispirati a fatti realmente accadute nelle scuole italiane, raccolti, negli anni, dal portale internet ScuolaZoo. Questo è stato coinvolto nel progetto fin dalla fase produttiva come si evince anche dal palese product placement di molte scene.

La seconda parte assume, invece, una valenza più moralistica e sentimentale.

Ben presto questi ragazzi iniziano ad accorgersi che il resto della scuola (che ha ribattezzato la sezione “classe z”) li considera degli “sfigati”. Volendosi mettere in riga si rivolgono proprio ad Andreoli che non tarderà a portargli soccorso e aiutarli a fargli superare il temibile esame di maturità.

Un film che si inserisce nel filone delle commedie giovanilistica, a metà strade tra quelle storie corali scolastiche che hanno fatto la fortuna del primo Fausto Brizzi e a quello spirito, più strettamente goliardico, di certe teen commedy americane. Il tentativo è quello di ammaliare il pubblico liceale, per divertirlo e, possibilmente, rappresentarlo il più verosimilmente possibile. Ma si avverte che il cast tecnico è svilito in un lavoro puramente di commissione. In primis la sceneggiatura debole che procede senza regalare grandi sorpresa, tra luoghi comuni e stereotipi.

Pensiamo solo che nella classe abbiamo tutti i personaggi tradizionali di simili storie: la bella e svampita, il violento e becero, la ragazza dark, ecc.. Non contribuisce nel dare un minimo di spessore psicologico il cast, la cui provenienza in larga parte è costituita dalla televisione e dal web. La produzione ha arruolato alcuni celebre web star come Greta Menchi, il cui canale youtube può contare oltre un milioni di iscritti, e il Pancio che ha oltre due milione di like su facebook; se sul web i loro personaggi funzionano, le loro performance attoriali non sembrano, almeno per il momento, compatibili  con la forma cinema.

Un film che si rivolge unicamente al target dei liceali che, difatti, difficilmente susciterà l’interesserà di pubblico diverso.

Oreste Sacco

Classe Z

Trama

  • Regia: Guido Chiesa
  • Cast:  Andrea Pisani, Greta Menchi, Enrico Oetiker, Alice Pagani, Luca Filippi, Francesco Russo, Antonio Catania, Alessandro Preziosi
  • Genere: Commedia, Colore
  • Produzione: Italia, 2017
  • Durata: n/d
  • Distribuzione: Medusa
  • Data di uscita: 30 Marzo 2017

Classe Z posterIn un liceo scientifico il preside ha preso la decisione di raggruppare tutti gli studenti pigri e indisciplinati dell’ultimo anno nella sezione H (la ‘classe z’ del titolo) usando la scusa del sovraffollamento. Tra questi vi sono Ricky, che vuole solo far confusione e a livello a scolastico non va oltre la copiatura dei compiti, Stella, che arranca senza nessuna minima voglia, e Viola, che, seppur molto propensa allo studio, ha un temperamento che la porta spesso a scontrarsi, compresi gli insegnanti. Inizialmente i ragazzi prendono questa decisione come una benedizione dal cielo: i professori li ignorano e così loro si dedicano a qualsiasi altro hobby, tranne che lo studio.

Classe Z: un professore, disposto ad aiutarli, rivelerà loro la verità…

Tra tutti i nuovi insegnati giovani, però, vi è il supplente d’italiano, che, ispirato dal professor Keating interpretato da Robin Williams ne “L’attimo fuggente“, cerca con un metodo alternativo per spingere i ragazzi verso la cultura; ma nulla sembra funzionare e ottiene solo derisione da parte dei discoli. Almeno fino al momento in cui non rivela loro la verità, ovvero il perché sono stati inseriti in quella sezione, e si renderanno conto dei reali obiettivi del preside.

Il motivo è, infatti, un vero e proprio esperimento messo in atto dal direttore, che vuole provare a vedere se, eliminando gli elementi più indisciplinati e scansafatiche dalle classi, gli altri studenti riescano a concentrarsi meglio ed avere così un rendimento scolastico migliore. I ragazzi cercheranno quindi di studiare e usando le loro abilità metteranno da parte il loro egoismo, chiedendo un aiuto al supplente per ottenere la maturità.

In un’impresa che suona reale e allo stesso tempo epica riusciranno i nostri eroi ad ottenere l’agognato diploma?

Trailer

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