Chernobyl: in arrivo la versione putiniana della storia

Non è piaciuta a Putin la versione targata HBO sull’incidente nucleare sovietico più grande degli ultimi 50 anni. Eppure “Chernobyl”, creata da Craig Mazin e diretta da Johan Renck, ha raggiunto un livello di rating mai visto sul sito web IMBD.

La risposta russa alla serie “Chernobyl”

Chernobyl Russia

Malgrado il livello tecnico altissimo e la ricostruzione fedelissima degli avvenimenti e dei personaggi messa in atto dai creatori di “Chernobyl”, bisogna ammettere che la visione degli apparati sovietici, Gorbaciov in primis, sembra una parodia e mette in ridicolo il popolo russo e l’eroismo dimostrato dai “Liquidatori” e da tutti quelli che furono coinvolti nell’incidente. É proprio per questa ragione che è stata annunciata una produzione russa che racconta gli stessi eventi di quel tragico 26 aprile del 1986.

In arrivo per l’anno prossimo dodici puntate realizzati dall’Amalgama Studio con il contributo del Ministero della cultura

Sulle colonne del prestigioso quotidiano “The Moscow Times”, sono apparsi articoli che evidenziano come la storia debba essere raccontata dal punto di vista dei veri protagonisti. Per questa ragione sembra che si stia realizzando una miniserie, grazie al supporto della rete televisiva NTV, virtualmente indipendente ma in realtà sotto il controllo degli apparati. La sta dirigendo il regista Alexei Muradov, che dovrebbe dare la sua versione di fatti drammatici di quella notte di aprile 1986. Da prime indiscrezione sembra che si sostenga la presenza sul luogo di agenti della CIA: la teoria sarebbe supportata da alcune testimonianze e persino da un documentario girato nel 2017.

“Chernobyl in versione sovietica” una teoria tutta da dimostrare

Si sostiene che sia arrivato dal KGB un messaggio super segreto su un grande interesse da parte di spie americane sull’impianto nucleare. Un alto membro del Cremlino avrebbe incontrato sul luogo un ufficiale della CIA, senza tuttavia riuscire a fermare il suo folle piano di sabotaggio. Il progetto dovrebbe essere costato almeno 30 milioni di rubli e sarebbe in visione dagli alti funzionari del Ministero che lo ha finanziato. Teoria fantasiose a parte, è palese come anche dopo tanti anni non si riesca a far luce sulla verità relativamente ai fatti drammatici accaduti.

Resta una sola sicurezza su tutto: ovvero che il reattore di tipo RBMK ad acqua bollente e uranio-grafite a canali aveva dei forti punti di debolezza, di cui erano tutti a conoscenza da tempo. Nulla fu fatto per metterlo in sicurezza e quindi restano in ogni caso grosse responsabilità a carico del governo di allora.

Ivana Faranda

27/06/2019

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