Anna Magnani: una grande attrice, una donna complicata

Nell’anniversario della sua scomparsa vogliamo ricordare Anna Magnani, icona della romanità, antidiva per eccellenza, una grande attrice, una donna complicata.

Anna Magnani: una grande attrice e una donna complicata che ha lasciato il suo segno nel mondo della settima arte

Anna Magnani approfondimento

Il 26 settembre del 1973 ci lasciava Anna Magnani antidiva per definizione. É diventata iconica per il suo personaggio di donna popolana romana, ma è stata anche interprete di portata internazionale. Durante la sua carriera è stata diretta da Visconti nel 1951 in “Bellissima”. Pochi anni dopo, nel 1956, è stata la prima attrice italiana ad aver vinto l’Oscar per la sua interpretazione nel film di Daniel Mann, “La rosa tatuata“, con Burt Lancaster, tratto dal romanzo di Tennessee Williams. Lavorò tra gli altri anche con Marlon Brando in “Pelle di serpente” di Sidney Lumet del 1960. Sembra che sul set lei si fosse invaghita dell’attore americano, che – anche se gentilmente – la respinse.

Un’infanzia felice con la sua amata nonna ma lontana dalla madre

Anna Magnani nacque a Roma il 7 marzo del 1908 e trascorse i suoi primi anni di vita con la nonna, e le zie Dora, Maria, Olga, Rina e lo zio Romano. La sua famiglia era piuttosto benestante. Sua madre, che l’ebbe giovanissima e nubile, sposò poi un uomo ricco e si trasferì in Egitto, da dove le mandava in dono splendidi abiti. La futura attrice crebbe bene anche senza la sua figura, compensata evidentemente dall’allegria che trovava nella sua casa romana nei pressi del Capidoglio.

L’incontro con la madre avvenne a nove anni, quando le fece visita a Roma e capì che la bimba non sapeva né leggere né scrivere. Per questa ragione la piccola Anna venne mandata in collegio dalla nonna. Questo periodo, seppur breve, segnò profondamente Anna, che decise di diventare attrice per ricevere dal suo pubblico ciò che non aveva avuto dai genitori e compensare così l’abbandono subito.

Anna Magnani cercò in seguito di instaurare un rapporto con la madre, recandosi ad Alessandria d’Egitto, ma si convinse che non sarebbe mai riuscita a farsi amare totalmente da lei.

Dopo i primi studi di arte drammatica presso la scuola Eleonora Duse, diretta da Silvio D’Amico, la Magnani entrò a far parte della compagnia Vergani-Cimara, diretta da Dario Niccodemi.

Fu Antonio Gandusio, nella cui compagnia la futura star entrò insieme al compagno di corso Paolo Stoppa, che spinse la giovane a provare la via del cinema.

Dal suo debutto nel 1934 in “La cieca di Sorrento” di Nunzio Malasomma in poi l’artista crebbe sempre più, con una serie di interpretazioni passate alla storia del cinema.

Una donna tormentata dai molti amori e legatissima al suo unico figlio Luca

Anna Magnani copertina biografia

Anna si sposò nel 1935 con il regista Goffredo Alessandrini, con una cerimonia civile estremamente semplice. Il marito, di molti anni più grande di lei, la viziava e non la faceva lavorare, ma la tradiva molto spesso.

La loro unione si concluse in modo amichevole, tanto che lui le donò una cavalla come dono d’addio, simbolo del suo carattere selvaggio. I due, però, si incontrarono nuovamente nel 1952, quando nel film di Alessandrini “Camicie rosse” interpretò Anita Garibaldi. Il loro rapporto era talmente deteriorato che l’uomo dovette cedere la regia all’allora debuttante Francesco Rosi a causa dei continui scontri.

Da un punto di vista sentimentale la Magnani non ebbe vita facile. L’unico figlio, Luca, nacque il 23 ottobre del 1942 dalla relazione con l’attore Massimo Serato, uno dei belli del cinema italiano, che l’abbandonò non appena seppe della gravidanza.

Successivamente, quando venne consacrata a livello mondiale con il film di Rossellini “Roma città aperta” (1945), grazie al quale ottenne il Nastro d’Argento, iniziò con il regista (sposato allora con la costumista Marcella De Marchis) una relazione, terminata tristemente nel 1948 con l’entrata in scena di Ingrid Bergman. Due film diedero vita alla cosiddetta guerra dei vulcani: “Vulcano” in cui recitava la Magnani e “Stromboli terra di Dio”, in cui Rossellini dirigeva la sua nuova musa.

Nonostante queste vicende tumultuose, che al tempo crearono scalpore, Rossellini rimase attaccato alla star fino alla sua fine, il 26 settembre del 1973, assistendola insieme al figlio Luca, nella dura lotta contro il tumore al Pancreas.

Del resto Anna Magnani non poteva esser messa nel dimenticatoio: per lei hanno scritto canzoni, poesie; nel 2002 il MoMa di New York le ha dedicato una retrospettiva.

La sua fama e il suo carisma non sfuggirono nemmeno a Juri Gagarin che, durante la sua impresa spaziale di completamento dell’orbita ellittica della Terra nel 1961, le mandò il suo saluto.

Lorenzo Buellis

26/06/2019

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