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Le iene: dieci curiosità sul primo film di Quentin Tarantino

Un budget irrisorio, un mucchio di abiti eleganti e una briosa colonna sonora erano tutto ciò di cui Quentin Tarantino aveva bisogno per creare il suo primo lungometraggio “Le iene”, un’opera che ha rivoluzionato il cinema degli anni Novanta lasciando un segno indelebile nella cultura pop del 1992 e facendo diventare Tarantino, dall’umile impiegato di videoteca quale era, uno dei nomi più acclamati e riconoscibili di Hollywood.

Le iene: benvenuti nel mondo di Tarantino

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Le iene: dieci curiosità sul primo film di Quentin Tarantino

Grazie alla grande interpretazione di un cast corale composto da Chris Penn, Harvey Keitel, Michael Madsen, Lawrence Tierney, Steve Buscemi e Tim Roth, “Le iene” introduce per primo i temi identificativi dell’opera di Tarantino. Tra questi possiamo trovare l’ambiguità morale dei personaggi, i dialoghi dalle oscenità elaborate e dal forte black humor e la violenza grottesca.

Riconosciuto e citato come uno dei più grandi film di rapina di tutti i tempi, seppur la sua rapina si svolga interamente fuori dallo schermo, “Le iene” riesce ancora oggi a scioccare e sorprendere lo spettatore e, secondo il cast, i fatti accaduti dietro le quinte non possono che far scaturire le stesse sensazioni che la visione di questo capolavoro provoca.

(Le prossime curiosità potrebbero contenere spoiler riguardanti il film).

1 – Tim Roth e il provino da ubriaco

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Seppur all’inizio Tim Roth fosse molto entusiasta di poter interpretare il personaggio di Mr. Orange nel film “Le iene”, l’attore non volle mai fare l’audizione poiché, in quel periodo, egli non riusciva ad andare bene nei propri provini.

Nonostante questo, Quentin Tarantino e Harvey Keitel lo vollero assolutamente nel cast, così escogitarono un modo per ingannarlo e fargli fare il fantomatico provino.

Tarantino convinse Tim Roth ad andare con lui in un pub e li iniziarono ad ordinare una birra dopo l’altra: “Iniziò a trascrivere lo script su ogni sottobicchiere”, riporta così Indiewire “bevemmo della birra, poi ne comprammo dell’altra e ci trasferimmo nel mio appartamento. A quel punto eravamo così sbronzi che lessi la parte qualcosa come dieci volte… e fu così che mi scelse per il lavoro”.

2 – Le iene e il significato di “Like A Virgin”

Nella scena d’apertura di “Le Iene” ci si pone davanti un monologo riguardante il significato del testo di “Like A Virgin”, brano della celebre cantante Madonna. Durante la colazione, Mr. Brown cerca di spiegare la sua interpretazione della canzone agli altri membri della banda, sostenendo che questa parli essenzialmente del “ca**o”.

Dopo aver visto e apprezzato il film, Madonna si è affrettata a versare acqua fredda sull’interpretazione data da Quentin Tarantino ai suoi testi, inviandogli una copia autografata del suo album “Erotica” insieme al messaggio: “A Quentin. Quest’album non parla del ca**o, parla invece dell’amore. Madonna”.

3 – 35 giorni bastano per “Le iene”

Il film di debutto possono essere un incubo da girare. Sono necessari svariate prove e tentativi per perfezionare ogni scena, ma questo non è il caso di “Le Iene”.

Avendo una conoscenza approfondita dei film molto prima di realizzarne uno e aiutato dal fatto che la maggior parte delle scene fossero ambientate nei confini di un magazzino, Quentin Tarantino è riuscito a girare la pellicola in appena 35 giorni.

Seppur Le iene non fosse un film molto complesso da girare, concludere il primo lungometraggio in poco più di un mese è comunque un’impresa impressionante.

4 – Mr. Blonde ballerino provetto

Quando “Le Iene” venne distribuito nelle sale cinematografiche ci fu una scena di cui nessuno poté smettere di parlare: la sequenza della tortura.

Il brutale taglio delle orecchie eseguito da Michael Madsen è probabilmente la scena più famosa del film ed è stata completamente improvvisata. Le inquietanti mosse di danza di Mr. Blonde sono state inventate sul posto da Madsen, il quale ha ascoltato la traccia “Stealers Wheel” per la prima volta quando la sequenza doveva essere girata.

La sceneggiatura richiedeva semplicemente che l’attore “ballasse maniacalmente”, cosa che ha fatto in modo del tutto spontaneo alla prima ripresa.

5 – Wes Craven non ama le torture

La famigerata scena della tortura ne “Le iene”, sebbene non così grafica come si potrebbe supporre, non è adatta alle persone troppo schizzinose e suscettibili e, proprio per questo, Tarantino era abituato a vedere uscire spettatori dalla sala durante le proiezioni del film.

Durante una delle prime riproduzioni cinematografiche dell’opera, tra le persone che uscirono dalla sala durante la controversa scena ci fu anche il famoso Wes Craven, il defunto regista horror dietro “The Nightmare on Elm Street” e “The Hills Have Eyes”, oltre molti altri titoli conosciuti.

Anche se probabilmente Wes Craven ebbe altri motivi per abbandonare la visione, Quentin Tarantino prese questo avvenimento sul personale: “Cinque persone sono uscite da quel pubblico, incluso Wes Craven. Il fottuto tizio che ha fatto “Last House on the Left” è uscito? Il ragazzo che ha fatto “Last House on the Left”, il mio film è troppo difficile per lui”.

6 – La prima volta è meglio dimenticarla

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Per la prima proiezione al pubblico di “Le iene”, Quentin Tarantino si sentiva molto onorato di poter mostrare il suo esordio al Sundance Film Festival, un evento pietra miliare per alcuni dei più grandi ed esemplari indie degli ultimi decenni.
Nonostante questo, purtroppo per il regista, la prima del suo capolavoro fu una leggendaria catastrofe.

Secondo Tarantino, parte del problema era dovuta al fatto che il teatro non aveva un obiettivo adatto per il proiettore, facendo così sembrare il film non corretto fino in fondo. Quello però era solo l’inizio.

Con la copia finale del film spedita solo tre giorni prima della proiezione, l’illuminazione della sala mal funzionante e un’interruzione di corrente in un punto cruciale, quella grande esperienza finì per diventare un “fottuto disastro”.

“Si arriva al climax finale, dove tutti si urlano addosso nel capitolo finale, e all’improvviso si accendono le luci. E qualcuno si rende conto: “Oh cazzo, cosa sta succedendo”. Quindi abbassano le luci. Poi finalmente tutti hanno le loro pistole puntate su tutti gli altri e quasi, come se apposta, per quanto riguarda la suspense, proprio al culmine di quella scena c’è un’interruzione di corrente, e tutta la corrente si spegne. Quindi ho pensato, “OK, ecco com’è guardare il tuo film in pubblico”. È stato un fottuto disastro”.

7 – E alla fine resuscitano tutti

Durante la ricerca di produttori per finanziare la creazione del film ed evitare così di doverlo produrre con un budget praticamente inesistente, Quentin Tarantino e Lawrence Bender si imbatterono in alcune buone offerte che però attuarono richieste alquanto bizzarre.

Un produttore avrebbe offerto 1,6 milioni di dollari solo se il finale fosse stato cambiato, in modo da far tornare in vita tutti i personaggi morti. Per giustificare questo avvenimento, avrebbe dovuto utilizzare come espediente narrativo una qualche tipo di bufala o truffa attuata dai protagonisti.

Un altro offrì 500.000 dollari, a patto che il personaggio di Mr. Blonde venisse interpretato dalla sua ragazza. Una richiesta così stravagante che Tarantino e Bender la presero seriamente in considerazione.

8 – Eddie Bunker grande rapinatore

Le iene Eddie Bunker

Prima di diventare un attore, Eddie Bunker trascorse gran parte della prima metà della sua vita dentro e fuori varie strutture correzionali. Questo perché, in quel periodo, l’attore divenne un criminale prendendo parte ad alcune rapine, tra qui una non troppo dissimile alla rapina fallita del film.

Nel 1975, all’età di 42 anni, avviò la sua carriera di attore e sceneggiatore e iniziò a scrivere romanzi gialli. Undici anni prima di prendere parte alla realizzazione del film “Le Iene”, scrisse un romanzo semi-autobiografico dal preveggente titolo “Little Boy Blue”.

Eddie Bunker, che interpreta proprio il personaggio di Mr. Blue nel film, definì la premessa dell’opera di Quentin Tarantino “irrealistica”, ridicolizzando l’idea di una banda di uomini vestiti in modo distinto che si incontra per colazione in un luogo pubblico proprio prima di attuare una rapina.

9 – Le iene e il set decisamente inquietante

La struttura vuota dove i rapinatori multicolore si incontrano dopo la rapina e che funge da sfondo principale del film, non è un vero magazzino.

Quando Harvey Keitel e Steve Buscemi vanno nella stanza sul retro per discutere e lavarsi via il sangue di dosso, si possono vedere chiaramente tubi di plastica e liquido per l’imbalsamazione. Questi indizi svelano la vera natura dell’edificio, il quale in realtà è un obitorio in disuso.

Sebbene l’ampia struttura sia un posto non troppo convenzionale per girare un film, essa si adatta perfettamente alla storia narrata ne “Le iene”, ancor di più se si considera il modo in cui termina.

10 – Mr. Orange: avremmo dovuto saperlo

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La trama de “Le iene” ruota intorno a una rapina trasformatasi in un’imboscata della polizia, dovuta alla presenza di un informatore all’interno della banda di rapinatori.
Per tutta la durata del film i protagonisti e lo spettatore cercano di capire chi possa essere la talpa all’interno del gruppo, ma quando essi giungono alla soluzione è ormai troppo tardi.

Osservando e ascoltando più attentamente alcune sequenze della pellicola, si può notare come Quentin Tarantino abbia giocato con lo spettatore, lasciando qua e là alcuni indizi per farlo arrivare alla risoluzione del mistero.

Nella scena dove Eddie Bunker parla al telefono di come la rapina sia fallita per colpa dell’intervento della polizia, si può notare come un palloncino arancione fluttui dietro la sua macchina.

Quando Mr. Pink e Mr. White discutono su chi possa essere la talpa si può vedere come, sullo sfondo della stanza in cui avviene il dialogo, le bottiglie rosa e bianche siano raggruppate insieme e come quelle arancioni siano isolate da esse.

Il dialogo dove è presente il suggerimento forse più esplicito è quello che avviene a inizio film, quando Mr. Orange è il primo a svelare che Mr. Pink è l’unico a non aver messo la mancia per la cameriera sul tavolo, facendo così capire come lui sia li solamente per poter smascherare le intenzioni degli altri protagonisti.

Michael Fiorile

26/10/2020

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