Eco Del Cinema

L’età imperfetta

Recensione

 

L’età imperfetta – Recensione: un film che riflette sull’adolescenza e sulle sue fragilità

l'età imperfetta scena piscina

L’età imperfetta

“L’età imperfetta”  segue la storia di Camilla, una diciassettenne come tante che vive in un centro del Nord Italia con la famiglia. La ragazza condivide con la sorellina la passione per la danza, e spera di diventare un giorno una ballerina. Sogno questo ben compreso da un padre ‘coccolone’, un po’ meno dalla madre, una donna dell’est concreta e poco idealista, che vorrebbe per la figlia uno sbocco lavorativo meno legato all’incertezza.

Camilla è per tutti una ragazza tranquilla, senza grilli per la testa, completamente assorbita dalle prove di danza per una selezione che potrebbe permetterle l’accesso ad uno stage in un’importante accademia francese.

L’opera prima di Ulisse Lendaro, scritta da Cosimo Calamini, scandaglia minuziosamente il repentino mutare della ragazza dopo l’amicizia con Sara, una diciottenne conosciuta a danza. Figlia di genitori separati che la trascurano, è completamente diversa da lei, disinibita, gioiosa, esuberante, e fa provare a Camilla esperienze nuove.

L’età imperfetta: sentimenti forti, nel bene e nel male

Un affetto cresciuto forse troppo velocemente e il susseguirsi frenetico delle giornate, il cui fulcro sono le prove per l’audizione, fanno evolvere il rapporto in maniera imprevedibile, segnando indelebilmente le loro vite, soprattutto quella di Camilla.

La pellicola mostra come il seme del male possa risiedere in ciascuno di noi, e ‘l’età imperfetta’ non può giustificare la rabbia che si tramuta in vendetta. Certe fragilità sono insite nel nostro carattere, e non è detto debbano per forza emergere durante l’adolescenza, di certo un periodo in cui siamo più vulnerabili verso il mondo. Perdersi è facile, a ogni età, ma la storia di Sara e Camilla è anche una storia d’ipocrisia e bugie, di slanci d’affetto eccessivi che si trasformano in dolore e fanno virare il racconto verso il dramma.

Un’interessante pellicola su come spesso il male trovi terreno fertile negli animi all’apparenza più miti.

Maria Grazia Bosu

  

Trama

  • Regia: Ulisse Lendaro
  • Cast: Marina Occhionero, Paola Calliari, Anita Kravos, Anna Valle
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata:  96 minuti
  • Produzione: Italia, 2017
  • Distribuzione: Parthénos
  • Data di uscita: 30 novembre 2017

l'Età imperfetta locandinaLa vicenda de “L’età imperfetta” si svolge in una tranquilla cittadina del Nord Italia in cui vive Camilla: ha ottimi voti a scuola, un rapporto conflittuale con la sorella minore Francesca e un sogno: quello di diventare una ballerina di danza classica, che sua madre (pragmatica e lavoratrice) non condivide, suo padre (più comprensivo) invece sì.

Camilla di lì a poco deve tenere un’audizione per entrare in un’importante accademia, ma all’improvviso nella sua vita entra Sara, anche lei aspirante ballerina.

Sara ha diciotto anni appena compiuti, un padre benestante e una madre assente; è carismatica, sensuale e istintiva. Il loro rapporto prenderà strade imprevedibili, in un vorticoso crescendo di situazioni che sfuggiranno loro di mano, fino a segnare per sempre la vita di entrambe.

 

L’età imperfetta, opera prima di Ulisse Lendaro

“L’età imperfetta”, prodotto da Louis Lender Production, Aurora Film e Rai Cinema, con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, è l’esordio alla regia di Ulisse Lendaro, precedentemente attivo nel settore cinematografico solamente come produttore. Tra i film prodotti da Lendaro si annovera “Medley – Brandelli di scuola“, strampalato splatter ambientato in un liceo vicentino e girato nella seconda metà degli anni ’90 con mezzi di fortuna, e altri due titoli del cinema indipendente italiano come “Still life” e “Miss Take“.

Nel cast, oltre alle giovani Marina Occhionero e Paola Calliari, figurano Anna Valle e Anita Kravos. La prima, attiva specialmente in televisione, è anche la moglie dello stesso Ulisse Lendaro, mentre la seconda ha partecipato al film premio Oscar di Paolo Sorrentino “La grande bellezza“, nel ruolo di una bizzarra artista concettuale di cui il protagonista Jep Gambardella (interpretato da Toni Servillo) si prende gioco durante un’intervista dopo una sua esibizione al Parco degli Acquedotti.

Trailer

 

 

Articoli correlati

Condividi