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We Are Young, We Are Strong – Recensione

La furiosa violenza xenofoba della rivolta di Rostock rivive attraverso un’ambiziosa pellicola

(Wir sind jung. Wir sind stärk) Regia di: Burhan Qurbani – Cast: Saskia Rosendahl, Joel Basman, Jonas Nay – Genere: Drammatico, colore, 127 minuti – Produzione: Germania, 2014.

we-are-strongAgosto 1992, tre anni dopo la caduta del muro di Berlino. Un giorno come un altro nella vita di tre personaggi prima che le violenze contro gli immigrati nella città di Rostock culminassero nella “notte del fuoco” quando 3000 neonazisti incendiarono un centro di accoglienza che ospitava 150 rifugiati vietnamiti. Stefan e i suoi amici, giovani, arrabbiati, disoccupati, aspettano con impazienza i saccheggi notturni e gli scontri con la polizia. Lien, giovane vietnamita trasferitasi in Germania, si chiede se quel posto possa essere davvero la sua nuova patria. Martin, padre di Stefan, invece, ambizioso politico, è tormentato da un dilemma: fare carriera o lottare per i propri ideali e assumersi la responsabilità delle azioni del figlio?

Un film duro e intenso, incentrato sui drammatici eventi della notte del 24 agosto 1992; un’opera in cui appare immediatamente chiaro quanto il lavoro registico sia superiormente anteposto a quello della scrittura e della delineazione dei personaggi. La banda di giovani ragazzi protagonisti, infatti, appare poco sfaccettata e unidimensionale, svantaggio riscontrabile anche nei dialoghi, tendenzialmente più superficiali di quanto ci si aspetterebbe da un film del genere.

Molto interessante è la scelta di rappresentare le vicende dividendo la pellicola in due parti, una più lunga in un bianco e nero dall’effetto spietato e l’altra a colori, a tratti dal piglio documentaristico, capace di rendere visivamente l’impatto della delirante violenza xenofoba, che cancella le persone lasciando posto a dei mostri, in una degenerazione sempre più furiosa.

Oltre all’ottimo lavoro di fotografia anche la scelta di ripresa di alcune scene, su tutte la macabra danza dei tre ragazzi all’interno del condominio abitato da migranti e l’amara immagine del finale, connota in maniera riguardevole l’opera di Burhan Qurbani, cineasta dall’occhio attento di cui torneremo sicuramente a sentir parlare in futuro.

Il pregio di “We Are Young, We Are Strong”, pellicola dal linguaggio affascinante anche se dal ritmo altalenante, sta nel suo rievocare un feroce evento troppo facilmente sepolto nella memoria ma al cui cuore si cela un odio e una violenza fin troppo e spaventosamente attuali.

Miriam Reale

We Are Young, We Are Strong – Recensione

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