Voldemort: Origin of the Heir: Una piccola perla tutta Made in Italy

È il video di cui si è più discusso durante la settimana, e a buon vedere. Realizzato grazie ad un cowdfunding, Gianmaria Pezzato ci regala uno spezzato inedito sul mago oscuro più famoso di sempre.

Un Voldemort tutto italiano

“Voldemort: Origin of The Heir”, film fanmade nonché prequel non ufficiale di Harry Potter, è sbarcato su YouTube Il 13 gennaio. Il video è diventato subito virale nel giro di pochi giorni, fino a raggiungere 11 mila visualizzazioni nella prima settimana d’uscita.

Il film è stato realizzato con 15 mila euro, raccolti grazie ad un crowdfunding che ha permesso all’autore, Gianmaria Pezzato, di realizzare il suo progetto insieme al produttore Stefano Presti, con cui ha fondato la casa indipendente Tryangle films.

Quindi una piccola perla tutta made in italy, girata in diverse location del Trentino tra l’autunno del 2016 e la primavera del 2017, che ha incuriosito da subito i fan, fino ad attirare l’attenzione della stampa estera e persino della Warner Bros, la quale ha richiesto di inserire nel titolo “An unofficial fanfilm” onde evitare spiacevoli denunce.

Inoltre le scene sono state doppiate in inglese per permettere una maggiore diffusione nel web. Tuttavia il doppiaggio a tratti risulta molto fastidioso e poco sincronizzato con ciò che avviene nelle scene.

Ciò che colpisce da subito è l’ottimo utilizzo degli effetti speciali e la ricostruzione degli iconici luoghi della saga, come Hogwarts e Nocturn Alley. Pezzato costruisce una storia avvincente con un finale inaspettato che spiazza lo spettatore. Stefano Rossi nei panni del giovane Voldemort ricorda molto l’interpretazione di Frank Dillane e Christian Coulson, gli attori che lo interpretarono sul grande schermo.

Una nota negativa va alla storyline dei quattro eredi delle casate che compromette leggermente la fluidità del racconto e la possibilità di entrare più in intimità con il personaggio principale di cui il film porta il nome.

“Voldemort: Origini of the Heir” si presenta già a partire dal suo avvincente incipit – di cui notiamo una riuscitissima soggettiva da videogioco – come un prodotto riuscitissimo, visto il budget con cui è stato realizzato. Questo piccolo spin-off ci ricorda come, con perseveranza e passione, si possa realizzare qualcosa che colpisce e salta all’occhio senza dover attingere a budget esorbitanti.

Riccardo Careddu

 

 

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