The Killing of a Sacred Deer (2018)

  • Regia: Yorgos Lanthimos
  • Cast: Nicole Kidman, Alicia Silverstone, Colin Farrell, Bill Camp, Raffey Cassidy, Barry Keoghan, Sunny Suljic, Denise Dal Vera
  • Genere: Drammatico, Colore
  • Durata: 109 minuti
  • Produzione: Gran Bretagna, USA, 2017
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Data di uscita: 28 giugno 2018

The Killing of a Sacred Deer posterSteven ha una vita quasi perfetta: è un cardiologo e vive con sua moglie e i due figli, Kim e Bob. Loro non sanno, però, che l'uomo intrattiene un rapporto di natura sconosciuta con Martin, con cui si incontra spesso. La verità viene a galla quando Bob inizia a manifestare degli strani sintomi: solo a questo punto il rapporto tra Steven e Martin si spoglierà di qualsiasi ambiguità.

The Killing of a Sacred Deer: la rappresentazione umana di Lanthimos

Dopo il successo di "The Lobster", Yorgos Lanthimos torna al cinema con un thriller psicologico dalla storia particolare. "The Killing of a Sacred Deer", premiato al Festival di Cannes 2017, vede come protagonisti Nicole Kidman ("Grace di Monaco", "L'Inganno") e Colin Farrell ("Animali fantastici e dove trovarli", "The Lobster").

La pellicola ha inizio con un tributo a Stanley Kubrick: allo stesso modo di "2001: Odissea nello spazio", le note di Schubert fanno da sottofondo a un minuto di buio totale. L'avvio enigmatico e angosciante del film è sintomo del carattere della trama.

La narrazione procede lungo due poli: il controllo razionale e quasi maniacale di Steven, da un lato, e l'irrazionalità più estrema di Martin, dall'altro. Il filo narrativo si sposta, poi, su Anna (Nicole Kidman), che tenterà in tutti i modi di mantenere quell'equilibrio tanto necessario all'esistenza.

In "The Killing of a Sacred Deer", Yorgos Lanthimos compie un'analisi della coscienza umana, in cui sensi di colpa e paura possono prendere il sopravvento oscurando la lucidità della mente. Ma il regista si spinge ancora più in là: in una trama a tratti spietata, alla sorte viene dato un ruolo ancora più grande. Le azioni dei protagonisti, allora, non possono che subordinarsi al fato.

 

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