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Snowpiercer – Recensione

Presentato all’ottava edizione del Festival Internazionale di Roma, “Snowpiercer” è una critica allo sfruttamento e al maltrattamento delle classi sociali società poco abbienti

Regia: Bong Joon-ho – Cast: Kang-ho Song, Chris Evans, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, John Hurt, Kenny Doughty, Ewen Bremner, Ko A-sung, Ed Harris – Genere: Azione, colore, 126 minuti – Produzione: Corea del sud, Repubblica Ceca, 2013 – Distribuzione: Koch Media.

snowpiercerSe pensate che Chris Evans abbia solo i muscoli per interpretare Captain America vi sbagliate di grosso e “Snowpiercer” ve lo dimostra

Direttamente dalla Corea del Sud arriva una pellicola originale che porta sullo schermo una critica alla società ambientata in un treno super-tecnologico ad alta velocità.

Quando un esperimento per porre fine al riscaldamento globale finisce male, la Terra viene catapultata in un’era glaciale che causa un vero e proprio sterminio dell’umanità. Gli unici a salvarsi sono le poche migliaia di persone che riescono a salire sullo “Snowpiercer”, un treno che fa il giro del mondo e trae energia da un motore perpetuo. Al suo interno viene ricreato un microcosmo della società umana diviso per classi sociali, distribuite nei differenti vagoni del treno: dalla testa, nella locomotiva, in cui abita Willford (Ed Harris), il proprietario del treno, alla coda, la parte più povera del treno.

Joon-ho Bong presenta all’ottava edizione del Festival di Roma una pellicola coinvolgente ed efficace che vuole condannare il divario che spesso viene a crearsi tra gli estremi delle classi sociali. Nello Snowpiercer questo gap è enorme: i più poveri sono ammassati in uno spazio piccolissimo, tormentati dalle guardie, costretti a mangiare delle barrette proteiche fatte di scarti; mentre i più agiati mangiano sushi, vanno dal parrucchiere, si divertono in discoteca.

La pellicola segue la rivolta capeggiata da Curtis (Chris Evans) per rompere questo equilibrio, ormai in essere da diciassette anni. Buona parte dei 126 minuti del film racconta il viaggio del ragazzo e dei suoi compagni lungo tutto il treno, avventura che permette loro di conoscere completamente, vagone per vagone, la microsocietà creatasi dentro il convoglio.

Chris Evans nasconde i suoi bei lineamenti sotto una folta barba e tira fuori tutto il suo talento. L’attore porta sullo schermo un personaggio sfaccettato, forte e fragile al tempo stesso, credibile in ogni momento.

Joon-ho Bong viene promosso a pieni voti: “Snowpiercer” è una pellicola ricercata e ben riuscita che, seppur su carta ricordi film come “Elysium”, uscito nello stesso 2013, si discosta dalla maggior parte dei lavori di questa tipologia per imporsi come opera originale e fresca.

Corinna Spirito

Snowpiercer – Recensione

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