Love Is All You Need – Recensione

Susanne Bier propone al pubblico una pellicola ironica e divertente, dove non mancano i guai, ma vengono affrontati con determinazione e ottimismo

(Den skaldede frisør) Regia: Susanne Bier – Cast: Pierce Brosnan, Kim Bodnia, Paprika Steen, Trine Dyrholm, Sebastian Jessen, Bodil Jørgensen, Line Kruse, Christiane Schaumburg-Müller, Molly Blixt Egelind, William Salicath, Thomas Jessing – Genere: Commedia, colore, 110 minuti – Produzione: Danimarca, Svezia, Italia, Francia, Germania, 2012 – Distribuzione: Teodora Film – Data di uscita: 20 dicembre 2012.

love-is-all-you-needLa Bier torna dietro alla macchina da presa, dopo il bellissimo “In un mondo migliore”, Premio Oscar come miglior film straniero, con un film in cui abbandona i toni drammatici dei precedenti lavori, per abbracciarne di più soavi, coi quali raccontare una storia di sentimenti.

Il risultato è un film frizzante, solare e spiritoso, in cui c’è spazio per sentimenti intensi e romanticismo, ma anche per dubbi esistenziali, insoddisfazione, e il timore della malattia.

Non si preoccupino gli estimatori d’annata della Bier, nonostante il tono leggero della pellicola, non manca quell’approfondimento emotivo dei personaggi che caratterizza le sue opere.

L’organizzazione di un matrimonio in Italia da parte di due famiglie danesi, è l’input narrativo per mettere a nudo l’anima dei protagonisti, appartenenti a due famiglie che più diverse non potrebbero essere, che si ritrovano sotto lo stesso tetto, a condividere non solo i preparativi della festa, ma anche pensieri ed emozioni.

La Bier sceglie Trine Dyrholm per il personaggio di Ida, meravigliosa protagonista del già citato “In un mondo migliore”, e le affianca un Pierce Brosnan più affascinante che mai; la coppia fa scintille, e i due attori sono talmente bravi da spiccare su tutti.

Certo una Sorrento da cartolina, il giallo dei limoni e le note di “That’s amore” fanno un po’ troppo zuccheroso il contesto, e Brosnan sembra quasi troppo bello per essere vero, ma la regista scandinava sa elevare il racconto rendendo le vicende che racconta vive e reali, grazie alla sua straordinaria capacità di calarsi nell’intimo dei personaggi.

Presentato alla 69a edizione della mostra del Cinema di Venezia, ha portato nella kermesse una ventata di freschezza.

Daniele Battistoni

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