Il Gladiatore – Recensione

Ridley Scott costruisce un film dalle proporzioni epiche, che sfrutta effetti speciali a palate e si regge sull’interpretazione da premio Oscar di Russell Crowe

(Gladiator) Regia: Ridley Scott – Cast: Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed – Genere: Storico, colore, 155 minuti – Produzione: USA, 2000 – Distribuzione: Uip – Data di uscita: 19 maggio 2000.

il-gladiatore“Al mio segnale scatenate l’inferno”: ecco il biglietto da visita di Massimo Decimo Meridio. C’è sempre, infatti, una frase, una parola o un gesto che ci fa ricordare per sempre un personaggio carismatico e pieno di sex appeal come quello interpretato da Russell Crowe ne “Il gladiatore”, anno 2000, diretto da Ridley Scott.

Sprezzante della verità storica, sprezzante dell’impero romano, il regista inglese decide di mettere in scena una storia giganteggiante sulla successione al trono. Marco Aurelio vuole che il suo successore all’impero sia il generale Massimo e non suo figlio Commodo. Ma ovviamente Commodo, un ancora lucido Joaquin Phoenix, uccide il padre e ordina la morte del generale, sterminandogli la famiglia (unico momento veramente inteso di tutta la pellicola).

Massimo comunque fugge in Africa, ritornando a Roma come un gladiatore e riuscendo a conquistare il Colosseo e arrivare al duello finale con il nuovo imperatore. Un comandante che diventa schiavo per poi ritornare, con il popolo a trascinarlo, immenso.

Si tratta di una storia semplice resa grande dagli straordinari effetti speciali che sono tanto amati da Scott. “Il gladiatore” è in definitiva un’accozzaglia di scene di combattimento, in cui i corpi virili e fisici prendono il sopravvento su tutto il resto. Anche perché c’è davvero ben poco da ammirare se non l’interpretazione di Russell Crowe (vincitore del premio Oscar) che da solo regge un’opera che altrimenti non avrebbe motivo di esistere. Che poi sia emotivamente accattivante e coinvolgente, questo è un giudizio che lasciamo solo allo spettatore!

Del resto l’intento di Scott non era quello di confrontarsi con gli illustri predecessori hollywoodiani che hanno fatto la storia del cinema (“Ben Hur”, Quo Vadis”), ma solo incassare più dollari possibile e in questo ci è perfettamente riuscito.

Tiziano Filipponi

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