World Going Digital: la tempesta mediatica dei New Media Presso l’Hotel Majestic di Via Veneto si è tenuta ieri il primo dei quattro incontri relativi agli Stati Generali del Cinema, previsti nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma. L’analisi sulla situazione post-digitale e le prospettive future ha coinvolto esponenti dell’API (Associazione Produttori Indipendenti) e dell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), insieme a filmaker indipendenti, registi e produttori, giornalisti ed esperti del settore. World Going Digital è un progetto realizzato ed ideato da API in collaborazione con ANICA e sin dalla sua prima edizione il WGD si è instaurato all’interno del contesto del Mercato Internazionale del Film previsto in occasione di “The Business Street”. Quest’incontri sono stati pensati per fornire una base conoscitiva sulle nuove situazioni internazionali, che si sono venute a creare in seguito allo sviluppo delle nuove tecnologie mediali che stanno modificando anche la struttura e le dinamiche del mercato cinematografico. Il WDG è dunque un utile punto di incontro dove confrontare le diverse strategie d’azione internazionali dovute all’evoluzione mediale. La tecnologia ha cambiato principalmente i mezzi di fruizione dei prodotti audiovisivi e non. Questo è riscontrabile ad esempio nell’evoluzione del Web da 1.0 a 2.0, che ha portato ad una diffusione sempre più capillare dell’informazione, grazie anche alla nascita dei blog dei Myspace e soprattutto di Youtube. Partendo da questo aspetto Scott Kirsner (scrittore e giornalista) analizza le opportunità di promozione attraverso il web. Grazie ad esso infatti un film riesce a raggiungere un numero di persone molto maggiore rispetto alla diffusione attraverso altri media. Basti pensare che una pellicola può rimanere nelle sale cinematografiche per due o tre mesi, successivamente può essere diffusa attraverso i supporti “solidi” quali i DVD, ma se il film fosse fruibile attraverso la “fitta rete del ragno” giungerebbe in maniera più rapida ad un audience sempre maggiore. La distribuzione può essere realizzata attraverso piattaforme che prevedono download a pagamento, ma anche attraverso web site free come youtube. Per coadiuvare questi tipi di fruizione è intervenuto il filmaker indipendente M dot Strange (all’anagrafe Micheal Belmont) che attraverso il suo film “We Are the Strange” mostra come possa avvenire la diffusione di un prodotto audiovisivo attraverso questi supporti. Il film infatti presentato al Sundance Film Festival nel gennaio scorso è interamente realizzato e prodotto da Belmont ed è stato creato, come lui stesso tende a sottolineare, in treno, in camera, per rimarcare l’idea che non c’è necessariamente bisogno di uno studio cinematografico per realizzare un buon lavoro. Partendo da zero e non sapendo come improntare il lavoro M dot Strange ha studiato autonomamente, decidendo di creare un film che non entrasse in competizione con le major hollywoodiane, ma che fosse totalmente diverso dai prodotti che esse realizzano. È partito infatti dal web per promuoverlo, utilizzando Youtube e non focalizzandosi sui guadagni ma sul rapporto con le persone. Sono infatti i suoi utenti, la sua audience multimediale, che apprezzando il progetto da lui realizzato autopromuovono il prodotto a dismisura su scala internazionale. Belmont è un filmaker indipendente, a cui nessuno deve dire cosa fare, tranne il suo pubblico virtuale. Sempre nell’ambito del WGD si è analizzato il passaggio dal 2-D al 3-D, che è ormai un processo sempre più in fase di consolidamento nel cinema contemporaneo. Gli esercenti non solo cinematografici ma anche televisivi devono dunque relazionarsi con questo nuovo fenomeno al fine di raggiungere un pubblico sempre più vasto. Da ricordare inoltre l’intervento di apertura del WGD sul dibattito tra Autori e Sceneggiatori in seguito allo sciopero contro l’AMPTP (Alliance of Motion Picture and Television Producers) della Writers Guild of America, sindacato degli autori cinematografici, televisivi e radiofonici americano. I punti di scontro fondamentali sono quello dell’adattamento dei residuals per lo sfruttamento DVD e lo studio dell’adeguata remunerazione per lo sfruttamento dei contenuti destinati alla distribuzione internet e alla fruizione sulle nuove piattaforme digitali emergenti.
Eva Carducci
28 / 10 / 2008
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