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William Wyler - Biografia

William Wyler, icona del cinema classico Hollywoodiano

(Mulhouse, 1 luglio 1902 – Los Angeles, 27 luglio 1981)

William Wyler, il cui vero nome era Willi Weiller, nato il 1 luglio 1902 a Mulhouse, è uno dei registi della Hollywood classica, parte di quel gruppo di cineasti tedeschi espatriati negli USA come Lang, Lubitsch o Wilder.

Originario di una famiglia ebrea, Wyler è nato in Alsazia, attualmente una regione francese che però in quel periodo è ancora parte dell’Impero tedesco. Il cugino di sua madre, Carl Leammle, è uno dei fondatori degli studi Universal, in California e ben presto, a 18 anni, William decide di emigrare per andare a lavorare a Hollywood. Dalla gavetta si trasforma in uno dei più giovani registi di cinema in attività, nel 1925, quando gira il western “Crook Buster”, un due rulli che dura poco più di un quarto d’ora.

Nel 1930 viene scelto per realizzare il primo film sonoro della Universal: “Hell’s Heroes”. Ben presto Wyler diventa famoso per l’enorme numero di ciak ai quali sottopone i suoi attori per ottenere il meglio dalla loro recitazione, tanto da essere soprannominato 90-takes-Willy (più o meno 90-ciak-Willy). La sua spietatezza nel dirigere però frutta ad artisti come Laurence Olivier e Bette Davis numerose nomination e premi Oscar.

Dopo che la Universal entra in crisi economica, Wyler passa alla MGM, incaricato di realizzare progetti molto importanti. Fra questi “La calunnia” (1936), scandaloso triangolo amoroso, interpretato da Joel McCrea e Merle Oberon, “Infedeltà” (1936), un adattamento del dramma di Sinclair Lewis o “Strada sbarrata” (1937), drammatico noir con Humphrey Bogart. Ancora con Merle Oberon e un grande Laurence Olivier, confeziona una riduzione di "Cime Tempestose", “La voce nella tempesta” (1939).

Alla fine degli anni’30 comincia una fortunata collaborazione con Bette Davis, che dirige in “La figlia del vento” (1938), “Ombre malesi” (1940) e “Piccole volpi” (1941). La Davis riceve nomination come miglior attrice per ciascuno di questi film, vincendo il suo secondo Oscar per “Figlia del vento”.

Nel 1942, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Wyler decide di arruolarsi per difendere la sua patria d’adozione, è infatti diventato cittadino americano dal 1928. Si occupa di documentari di propaganda, dirigendo fra l’altro “La bella di Memphis” (1944), storia dell’equipaggio di una fortezza volante. Nel campo della fiction, nel 1942 gira “La signora Miniver”, che illustra l’eroica resistenza quotidiana di una famiglia inglese durante i bombardamenti. Il film ha un enorme successo, convincendo molti americani della giustezza dell’intervento USA in Europa. Lo stesso ministro della propaganda di Hitler, Josef Goebbels, lo addita ai suoi registi come esempio del perfetto film di propaganda.

“La signora Miniver” frutta a Wyler l’Oscar per il Miglior Film e la Miglior Regia, trionfo che replicherà alla fine della guerra con “I migliori anni della nostra vita” (1946), storia delle difficoltà di alcuni reduci nel tornare alle loro vite di prima della guerra. Oltre al suo secondo Oscar alla regia, Wyler si porta a casa altre sei statuette.

Negli anni ’50, dopo aver abbandonato la MGM, Wyler continua a girare film di estremo successo come “L’ereditiera” (1949) con Olivia De Havilland e Montgomery Clift e il noir “Pietà per i giusti” (1951), con un roccioso Kirk Douglas. In questo periodo realizza quello che è forse il suo film più amato e conosciuto dal grande pubblico “Vacanze romane” (1953) con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Il lungometraggio, oltre a lanciare la Hepburn a Hollywood, contribuisce a creare ilmito della Roma della dolce vita e dei paparazzi. Nel 1958 lavora ancora con Gregory Peck nell’atipico western “Il grande paese”. Nel 1959 con il kolossal “Ben-Hur”, interpretato da Charlton Heston, Wyler ha la sua definitiva consacrazione a maestro del cinema, vincendo 11 Oscar, un record eguagliato nella storia solo da “Titanic” di Cameron e dal “Ritorno del Re” di Peter Jackson.

Negli anni ’60, ormai considerato un pezzo di storia del cinema, Wyler riesce ancora a produrre divertenti commedie quali “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” (1966) con la coppia Audrey Hepburn-Peter O’Tool o “Funny Girl” (1968) con Barbra Streisand.

Dopo essere stato premiato col premio Thalberg alla carriera nel 1966, Wyler si ritira dalle scene nel 1970. Muore ormai anziano nel 1981, mentre progetta un suo possibile rientro nella professione.

Fabio Benincasa

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