William Holden

William Holden, un noto attore americano, conosciuto per aver recitato in numerosissimi film di successo, tra cui “Stalag 17 – L’inferno dei vivi”, pellicola per cui, nel 1953, vinse il Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista.

William Holden: bello ma dannato

(O’Fallon, 17 aprile 1918 – Santa Monica, 12 novembre 1981)

William Holden actor

William Holden, registrato all’anagrafe come William Franklin Beedle Junior, è nato il 17 aprile del 1918 ad O’Fallon, nell’Illinois in una famiglia benestante, ma quando William compie tre anni si trasferiscono a Pasadena.

Da ragazzo William frequenta lo Junior College dove nel 1937, grazie al suo lavoro nella compagnia teatrale Pasadena Playhouse, viene notato da un talent scout della Paramount Pictures.

William Holden: l’esordio

L’anno successivo William Holden compie il suo ingresso nel mondo del cinema con il film “Prison Farm”, mentre nel 1939 riceve il suo primo ruolo da protagonista, interpretando un pugile indeciso tra la carriera nel mondo dello sport e quella del violinista in “Passione – Il ragazzo d’oro”. Poi seguono alcuni lavori di poco successo, finché Holden non decide di arruolarsi nel corpo dei paracadutisti durante la Seconda guerra mondiale.

William Holden: il successo

Anche il suo ritorno dalla guerra è segnato da film di scarsa qualità, ma la situazione cambia quando nel 1950 William Holden viene chiamato per recitare in “Viale del tramonto” interpretando il ruolo di uno scrittore-gigolò. Ha così inizio la sua grandiosa carriera cinematografica che porta Holden a partecipare nelle riprese di una lunga serie di film, tra cui “Stalag 17 – L’inferno dei vivi” di Billy Wilder, lavoro per cui William Holden riceve il premio Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Successivamente vediamo Holden impegnato nelle pellicole come “Picnic” del 1955 e “Il ponte sul fiume Kwai” del 1957, dove interpreta dei ruoli cinici e distaccati; mentre in “Nata ieri” del 1950 e “Sabrina” del 1954 i suoi ruoli sono solari e comici. William Holden si distingue specialmente per aver recitato, nel 1995, in una delle pellicole sentimentali più famose della storia del cinema “L’amore è una cosa meravigliosa”.

William Holden: la caduta di un mito

Purtroppo, William Holden non è in grado di reggere il peso della fama e comincia fare un uso frequente di alcolici, questo porta, negli anni sessanta, a una profond crisi il suo matrimonio e la sua carriera di attore, che appare molto distratto durante le ore di lavoro.

Nel 1966, sempre a causa del suo alcolismo, Holden viene coinvolto in un tragico incidente stradale in Versilia. L’altro conducente rimase ucciso mentre l’attore viene condannato per otto mesi per omicidio colposo.

Questo incidente colpisce profondamente Holden e il senso di colpa peggiora la sua relazione con l’alcool.

Durante gli ultimi anni della sua carriera William Holden rimane comunque un ottimo attore e ciò viene dimostrato dai film come “Il mucchio selvaggio” (1969), “Quinto potere” (1976) o “Il bambino e il grande cacciatore” (1980).

Il 16 novembre del 1981, all’età di 63 anni, William Holden viene trovato morto all’interno della sua abitazione a Santa Monica. Secondo l’autopsia, però, il decesso risale a quattro giorni prima e si presuppone che Holden, probabilmente ubbriaco, è morto scivolando sul tappetto di casa e battendo la testa contro un tavolo. Successivamente il suo corpo viene crepato e le sue ceneri vengono sparse nell’Oceano Pacifico.

Marina Kozak

William Holden Filmografia

William Holden attore

  • Passione - Il ragazzo d'oro, regia di Rouben Mamoulian (1939)
  • Strisce invisibili, regia di Lloyd Bacon (1939)
  • La nostra città, regia di Sam Wood (1940)
  • Those Were the Days!, regia di Theodore Reed (1940)
  • Arizona, regia di Wesley Ruggles (1940)
  • I cavalieri del cielo, regia di Mitchell Leisen (1941)
  • Texas, regia di George Marshall (1941)
  • La fortezza s'arrende, regia di Victor Schertzinger (1942)
  • The Remarkable Andrew, regia di Stuart Heisler (1942)
  • Meet the Stewarts, regia di Alfred E. Green (1942)
  • Quando eravamo giovani, regia di Edward H. Griffith (1943)
  • Bagliore a mezzogiorno, regia di John Farrow (1947)
  • 60 lettere d'amore, regia di William D. Russell (1947)
  • Rivista di stelle, regia di George Marshall (1947)
  • L'uomo del Colorado, regia di Henry Levin (1948)
  • Il vagabondo della foresta, regia di Norman Foster (1948)
  • Amore sotto i tetti, regia di George Seaton (1948)
  • All'alba non sarete più vivi, regia di Rudolph Maté (1948)
  • I cavalieri dell'onore, regia di Leslie Fenton (1949)
  • Segretaria tutto fare, regia di Lloyd Bacon (1949)
  • Abbasso mio marito, regia di Richard Haydn (1949)
  • L'uomo che era solo, regia di Norman Foster e Abby Berlin (1950)
  • Viale del tramonto, regia di Billy Wilder (1950)
  • L'ultima preda, regia di Rudolph Maté (1950)
  • Nata ieri, regia di George Cukor (1950)
  • Stringimi forte tra le tue braccia, regia di Michael Curtiz (1951)
  • Squali d'acciaio, regia di John Farrow (1951)
  • La vita che sognava, regia di William Dieterle (1952)
  • Furore sulla città, regia di William Dieterle (1952)
  • Stalag 17 - L'inferno dei vivi, regia di Billy Wilder (1953)
  • La vergine sotto il tetto, regia di Otto Preminger (1953)
  • Eternamente femmina, regia di Irving Rapper (1953)
  • L'assedio delle sette frecce, regia di John Sturges (1953)
  • La sete del potere, regia di Robert Wise (1954)
  • Sabrina, regia di Billy Wilder (1954)
  • La ragazza di campagna, regia di George Seaton (1954)
  • I ponti di Toko-Ri, regia di Mark Robson (1954)
  • L'amore è una cosa meravigliosa, regia di Henry King (1955)
  • Picnic, regia di Joshua Logan (1955)
  • Anche gli eroi piangono, regia di George Seaton (1956)
  • Soli nell'infinito, regia di Mervyn LeRoy (1956)
  • Il ponte sul fiume Kwai, regia di David Lean (1957)
  • La chiave, regia di Carol Reed (1958)
  • Soldati a cavallo, regia di John Ford (1959)
  • Il mondo di Suzie Wong, regia di Richard Quine (1960)
  • Storia cinese, regia di Leo McCarey (1962)
  • Il falso traditore, regia di George Seaton (1962)
  • Il leone, regia di Jack Cardiff (1962)
  • Insieme a Parigi, regia di Richard Quine (1964)
  • La settima alba, regia di Lewis Gilbert (1964)
  • Alvarez Kelly, regia di Edward Dmytryk (1966)
  • James Bond 007 - Casino Royale, regia di Val Guest, John Huston, Ken Hughes, Robert Parrish e Joseph McGrath (1966)
  • La brigata del diavolo, regia di Andrew V. McLaglen (1968)
  • Il mucchio selvaggio, regia di Sam Peckinpah (1969)
  • L'albero di Natale, regia di Terence Young (1969)
  • Uomini selvaggi, regia di Blake Edwards (1971)
  • La feccia, regia di Daniel Mann (1972)
  • La figlia del diavolo, regia di Jeannot Szwarc (Film TV) (1973)
  • Los Angeles, 5º distretto polizia, regia di Robert Butler (Film TV) (1973)
  • Breezy, regia di Clint Eastwood (1973)
  • Le mele marce, regia di Peter Collinson (1974)
  • L'inferno di cristallo, regia di John Guillermin (1974)
  • 21 ore a Monaco, regia di William A. Graham (Film TV) (1976)
  • Quinto potere, regia di Sidney Lumet (1976)
  • Fedora, regia di Billy Wilder (1978)
  • La maledizione di Damien, regia di Don Taylor (1978)
  • Ashanti, regia di Richard Fleischer (1979)
  • Ormai non c'è più scampo, regia di James Goldstone (1980)
  • Il bambino e il grande cacciatore, regia di Peter Collinson (1980)
  • S.O.B., regia di Blake Edwards (1981)

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