Willem Dafoe (Appleton, Wisconsin, 22 luglio 1955)
 Willem Dafoe nasce ad Appleton (Wisconsin) il 22 luglio 1955 in una famiglia della media borghesia americana numerosa: è infatti il settimo di otto figli. Sua madre Muriel Isabel è un’infermiera di Boston e il padre, William Alfred Dafoe, fa il chirurgo. Il nome di battesimo viene cambiato da Dafoe stesso, da William a Willem, la versione tedesca, per evitare che gli venga appioppato il vezzeggiativo “Billy”, che da piccolo odiava. Dopo essere stato espulso dalla scuola superiore di Appleton per aver fatto un video “pornografico”, termina gli studi alla Lawrence University, per poi passare all’Università del Wisconsin, dove segue corsi di recitazione. Non giungerà mai nemmeno al diploma, perché abbandona il corso per unirsi al neonato gruppo di teatro d’avanguardia “Theatre X”, nel 1972. Dopo le prime esperienze di recitazione, si trasferisce a New York per tentare la strada del cinema prima con il Performance Group e poi fondando nel 1977 la compagnia teatrale Wooster Group. Esordisce sul grande schermo con il western I cancelli del cielo (1980) di Michael Cimino, ma la sua parte viene più tardi rimossa durante i tagli di regia. Nel 1982 nasce il figlio Jack, ed è proprio a metà degli anni ’80 che si impone nei ruoli di sadico e violento, in “Strade di fuoco” (1984) di Walter Hill e “Vivere e morire a Los Angeles” (1985) di William Friedkin. Nel 1986 viene scelto da Oliver Stone per interpretare il Sergente Elias in Platoon (1986) e, nonostante la febbre gialla, sceglie di rimanere in Vietnam per partecipare anche a “Saigon” (1988). Lo stesso anno sarà anche il Cristo blasfemo di Scorsese ne “L’ultima tentazione di Cristo”. Il 1989 è l’anno di “Mississippi Burning”, di Alan Parker con Gene Hackman, e “Nato il 4 luglio”, di nuovo di Oliver Stone. Anche gli anni ’90 sono nel segno dello scandalo, non tanto per “Cuore selvaggio” (1990) di Lynch, quanto per il nudo e la scena di sesso orale in “Body of Evidence” (1992), insieme alla rockstar Madonna. Seguono alcuni ruoli in polizieschi (“Light Sleeper”, 1992, “”White Sands”,1992), la parte dell’agente psicopatico di “The Boondock Saints” (1999) e “American Psycho” (2000). Indimenticabili anche “Affliction” (1997), con Nick Nolte, e il primo lavoro con Abel Ferrara, “Lulu on the Bridge” (1998). Steve Buscemi lo dirige in “Animal Factory” (2000), poi Dafoe passa al genere horror con “L'ombra del vampiro” (2000). Nel 2002 accetta senza esitazione di vestire i panni di Goblin in “Spider-Man”, diretto da Sam Raimi, ruolo che ripete nel 2004, nel sequel. Diretto da Paul Schrader, diviene un frequentatore di night club, ossessionato dal sesso e dai vizi, in “Auto Focus” (2002), poi è ancora il cattivo di “C'era una volta in Messico” (2003) e si getta ne “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” (2004) di Wes Anderson. Nel 2005 sposa l’attrice e regista italiana Giada Colagrande, e prende parte a “Manderlay”, di Lars Von Trier, poi passa a “XXX2 – The Next Level” (2005). Abel Ferrara lo chiama con sé in “Go Go Tales” (2007), annunciando che nel 2009 lavoreranno nuovamente insieme.
Claudia Resta
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