Vizi e virtù degli Italiani nel nuovo film di Veronesi Vizi e virtù degli italiani all’estero, alle volte ridicoli e goffi, ma anche e soprattutto capaci di gesti di grande generosità. Alla conferenza stampa di “Italians” c’erano tutti, dal regista Giovanni Veronesi, al cast degli attori principali al completo. Ecco come hanno risposto alle domande dei giornalisti.
Condividete l’immagine degli italiani che esce fuori da questo film, vi riconoscete o se c’è troppa fiction?
Aurelio De Laurentis: Se i personaggi sono stati individuati così sin dalla sceneggiatura, e gli stessi attori hanno collaborato diventando a loro volta autori dei loro personaggi, è perché si crede fortemente nelle scelte che sono state fatte.
Veronesi: Non potendo rappresentare tutte le tipologie degli italiani, abbiamo scelto quelle che secondo noi erano più divertenti. Con Aurelio inizialmente avevamo pensato di rappresentare gli italiani famosi all’estero, ma a me è sembrato più giusto parlare di quelli più disgraziati, più simpatici, più riconoscibili dal pubblico.
C’è qualche differenza con gli italiani rappresentati dalla commedia classica italiana, come quella di Monicelli?
Veronesi: Sicuramente le differenze ci sono, soprattutto se si considera che sono cambiati i tempi. Una cosa che li accomuna, è indubbiamente il senso di italianità, che l’italiano all’estero si porta dietro ovunque vada. E’ difficile che un altro popolo sia così riconoscibile.
Com’è stato da registi lavorare come attori insieme a Giovanni Veronesi?
Verdone: Ho già lavorato in “Manuale d’amore” 1 e 2 con Giovanni. È un regista che capisce benissimo la mia personalità di attore. La cosa che gli ho chiesto sin dall’inizio è che mi mettesse in imbarazzo, perché è in quella circostanza che io do il meglio di me stesso.
Castellitto: Anch’io avevo già lavorato con Giovanni in “Silenzio si nasce”. Quello che faccio come attore è mettermi al servizio del regista, con molta diligenza e attenzione nei confronti del suo lavoro. Nonostante faccia il regista, quando interpreto un ruolo decido di essere un’ospite gentile. Quello che indubbiamente mi piace di lui è la sua attenzione per gli attori.
Ksenia Rappoport, che immagine hanno nel suo paese, in Russia, degli italiani?
Rappoport: Sicuramente gli italiani hanno un modo molto plateale di esporsi, ma ogni nazione a mio parere ha le sue caratteristiche. Quello che ci rimane impresso è indubbiamente la voglia di vivere, la solarità e spontaneità.
Come ha individuato i difetti degli italiani da mettere in evidenza?
Veronesi: E’ stato molto difficile riassumere in delle tipologie, perché le storie degli italiani all’estero sono tante. Ma gli aspetti da luogo comune, dell’italiano che fa caciara negli aeroporti, surfando sul nastro trasportatore, passano in secondo piano di fronte all’incredibile generosità che ci viene riconosciuta da tutti. L’italiano è quello che più si adatta alle condizioni in cui si trova. La frase “Ci facciamo sempre riconoscere”, è nel bene e nel male. Questo film è un atto d’amore nei confronti del mio paese, perché più vado all’estero e più sono contento di vivere in Italia, con i pregi e i difetti.
Quali sono secondo voi i maggior difetti? Oggi si può parlare ancora di Italiani brava gente?
Castellitto: Il film vuole essere una commedia leggera sulle pecche che ci caratterizzano, ma se andiamo un po’ oltre questo c’è un’indagine più profonda dei nostri vizi. Dietro la commedia c’è sempre la sociologia, ma non viceversa. Gli italiani sono persone straordinarie, e questa non è una cosa che passa inosservata. La cosa sconcertante è che probabilmente all’estero continuano a resistere i luoghi comuni, visto che un film come “Gomorra”, che è tutt’altro che intriso di luoghi comuni, non passa agli Oscar.
Scamarcio: Pur ammettendo il fatto che ci siano delle situazioni di poca educazione civica, gli italiani possiedono un’umanità che viene sempre fuori, che in fondo è la nostra qualità migliore, e che mi fa apprezzare ancora di più il mio Paese, quando torno a casa.
Verdone: Gli italiani all’estero qualsiasi cosa facciano, portano con loro una carica di genialità e professionalità in più, e i vizi e i difetti che possiedono spariscono nel momento in cui ci si trova a rapportarsi con un paese culturalmente diverso dal nostro. Queste persone sono la parte migliore dell’Italia.
Veronesi: Nonostante tutto è proprio la nostra generosità, una caratteristica ben precisa del nostro modo di porci, ad essere valutata positivamente da chi ci guarda dall’estero. Siamo in qualche modo sempre in prima linea.
Nel film non è presente una storia d’amore, o meglio non è del tutto palesato. Per quale motivo?
Veronesi: Una storia d’amore in termini classici effettivamente non è stata inserita, perché questa non è una storia di italiani che vivono all’estero, quindi mi sarebbe sembrato troppo un clichè quello dell’italiano che fa conquiste. L’amore che ho voluto manifestare è quello per l’Italia.
Serena Guidoni
21 / 01 / 2009
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