Veloce come il vento

  • Titolo originale: Italian Race
  • Regia: Matteo Rovere
  • Cast: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli, Giulio Pugnaghi
  • Genere: Azione, colore
  • Durata: 119 minuti
  • Produzione: Italia, 2015
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Data di uscita: 7 Aprile 2016

Veloce come il ventoIl bravissimo Stefano Accorsi – già interprete in decine di pellicole di grande rilevanza come “Le fate ignoranti” (regia di Ferzan Özpetek), "Romanzo criminale" (diretto da Michele Placido) e "Baciami ancora" (alla cui regia troviamo l'internazionale Gabriele Muccino) – figura come protagonista nella pellicola “Veloce come il vento” firmata Matteo Rovere.

In “Veloce come il vento” (“Italian Race”) Accorsi interpreta un ex stella dell’automobilismo. In seguito al termine della sua brillante carriera, il pilota cade nel tunnel della tossicodipendenza, autoescludendosi dalla vita familiare e da un possibile ritorno sulle scene.
Il destino ha però un altro piano per il protagonista di "Veloce come il vento": alla sfortunata morte del padre, difatti, l'uomo sarà costretto a ritornare in quella casa che aveva ormai abbandonato da tempo, riavvicinandosi in questo modo alla sorella. Sarà principalmente grazie a lei, e grazie alla consapevolezza acquisita sulla fugacità della vita, che il pilota deciderà di tornare in pista, ricongiungendosi alla passione per i motori che in realtà non aveva mai abbandonato.

Veloce come il vento: un film d'azione che non tralascia i forti sentimenti

Veloce come il vento

Si dice che 'non c’è due senza tre' e Matteo Rovere ‘colpisce ancora’ e per la terza volta si avvale della collaborazione di Domenico Procacci e della Fandango, la casa di produzione che, insieme a Rai Cinema, si nasconde dietro al nuovo vivace lungometraggio del regista romano: "Veloce come il vento". La tragica storia di Carlo Capone, pilota di Rally anni Ottanta, è l’ispirazione dalla quale si snoda un racconto fatto di corse automobilistiche, di eccessi, di droga e di drammi personali, dipinti in maniera credibile da Rovere sul volto di Stefano Accorsi, protagonista di questa “Italian Race” dal sound tutto internazionale.

Una narrazione realizzata dal regista in perfetto stile “Fast & Furious”, pellicola che “Veloce come il vento” richiama inequivocabilmente (mantenendo però una sua identità) nella componente scenografica, con spiccati connotati realistici. Realistiche sono infatti le vesti nelle quali si è intensamente calato l’attore de “L’ultimo bacio”, dieci i chili persi per portare in maniera veritiera sullo schermo la sofferenza di un uomo combattuto, ex promessa del Rally ora assorto e inghiottito dai suoi problemi. Il look trasandato e sciatto di Loris De Martino (Accorsi) è quello della tossicodipendenza, disagio fisico ed esistenziale che appare contrapposto a delle spiccate capacità nella preparazione dei motori e intuizioni geniali nella conoscenza di traiettorie.

Veloce come il vento: il mondo delle corse automobilistiche come il cinema italiano non aveva mai raccontato prima

Il folle acume di Loris nel destreggiarsi tra le macchine costituisce l’ultimo barlume di speranza nella vita di un uomo che ha perso tutto: il padre, se stesso e il coraggio di mettersi in gioco. La miccia che aveva acceso la sua passione per le gare GT appare spenta, consunta, logorata da un’inerzia che solo la sorella minore Giulia (Matilda De Angelis) riuscirà a interrompere. L’adrenalina delle gare si fonde così con i sentimenti, in un intreccio emotivo dove solo chi rischia raggiunge l’obiettivo, la vittoria del campionato o il ricongiungimento familiare.

L’esordio cinematografico per la cantante e attrice bolognese, classe ’95, è grintoso e soddisfacente, in equilibrio con quello che possiamo definire il primo action movie italiano, tutto inseguimenti e bandiere a scacchi. Questo esperimento made in Italy di film d’azione sorprende per la credibilità visiva delle scene su pista, girate principalmente tra i circuiti di Imola, Monza e Vallelunga, e al contempo si discosta dai lustrini Hollywoodiani di “Rush”: ci sono le corse, ci sono le macchine, ma è una storia di sentimenti e di passioni che albeggiano nei cuori della gente comune e delle famiglie, quelle che parlano in dialetto e sono lontane dal glamour della Formula 1.

Non manca in questo universo avventuroso lo spazio per la satira: in "Veloce come il vento" ci si emoziona ma si ride anche, complice un Loris De Martino autoironico, che si prende gioco di se stesso e della sua disperazione, perché di “disperati veri siamo rimasti in pochi”. Un progetto interessante e originale quello di Matteo Rovere, che realizza un lungometraggio molto godibile nella sua sincerità e nella veridicità dei sentimenti dell’animo umano, raccontati con quel profumo di Emilia e di Romagna che conferiscono un’identità nazionale italiana che nulla ha da invidiare alle luci di Hollywood.

Eleonora Di Giacomo

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