Le origini romane, la fede calcistica orgogliosamente giallorossa, la simpatia e l’innata comicità lo rendono rappresentante di una romanità profonda che fa presto breccia nel pubblico cinematografico e teatrale, apprezzandolo per la sua bravura e spontaneità, ironia e serietà.
Valerio Mastandrea, soprannominato “Il Quarto re di Roma”, nasce il giorno di San Valentino nel 1972, cresce nel quartiere della Garbatella a Roma e trascorre un’infanzia difficile segnata dalla separazione dei genitori. Dopo il liceo e due anni di università, stanco di studiare, tenta la carriera televisiva.
Compare per la prima volta, e in modo sempre più frequente, come ospite al “Maurizio Costanzo Show” per poi arrivare a debuttare nel 1994 sul palcoscenico in “Amici”, spettacolo di Maurizio Panici, e in “Cronaca di un amore violato”, diretto da Giacomo Battiato, e al cinema in “Ladri di cinema” di Piero Natoli con Carlotta Natoli, Vera Gemma e Neri Marcorè. L’anno successivo è ancora impegnato in teatro come interprete e co-sceneggiatore, insieme a Vera Gemma, nello spettacolo “La luna e l’asteroide” di Luciano Curreli, ma raggiunge maggiore notorietà sul grande schermo grazie a “Cuore cattivo” (1994) di Umberto Marino, “L’anno prossimo vado a letto alle dieci” (1995) di Angelo Orlando e soprattutto “Palermo Milano sola andata” (1995) di Claudio Fragasso, accanto ai famosiattori, all’ora emergenti, Raoul Bova, Ricky Memphis, Maurizio Aiello, Paolo Calissano, Romina Mondello, Rosalinda Celentano e Stefania Rocca. Nello stesso anno si cimenta nel cortometraggio “Mirko e Caterina” di Cecilia Calvi.
Nel 1996 prende parte ai set di “Un inverno freddo freddo”, diretto da Roberto Cimpanelli, “Bruno aspetta in macchina” di Duccio Camerini, e diventa popolarissimo con il film in bianco e nero di Fulvio Ottaviano, “Cresceranno i carciofi a Mimongo”, nel quale fa da spalla al collega Daniele Liotti nei panni del “vitellone” romano Enzo, interpretazione con cui si afferma tra gli attori italiani più richiesti. Lo stesso anno recita nella fiction televisiva “Infiltrato” di Caudio Sestieri, proseguendo il suo impegno sul piccolo schermo anche l’anno seguente in “Da cosa nasce cosa” di Andrea Manni. La vera consacrazione cinematografica arriva proprio nel 1997 quando assume il ruolo di protagonista nella pellicola generazionale “Tutti giù per terra” di Davide Ferrario, grazie alla quale riceve i primi premi: la Grolla d’Oro e il Pardo di Locarno come Migliore Attore Protagonista; seguono le pellicole “Stressati” (1997) di Mauro Cappelloni, “In barca a vela contromano” (1997) di Stefano Reali, “La classe non è acqua” (1997) di Cecilia Calvi, il cortometraggio “La lettera” (1997) di Dario Migliardi. Nel 1998 lo accoglie la famiglia e il palcoscenico del teatro Sistina nei panni del personaggio romano per eccellenza, Rugantino, nell’omonimo musical firmato Garinei-Giovannini, accanto a Sabrina Ferilli e Maurizio Mattioli.
L’attore coglie la sfida in modo vincente mostrandosi all’altezza di tutti i precedenti interpreti, tra cui il compianto Nino Manfredi, e guadagnandosi l’applauso di un immenso pubblico. Lo stesso anno compare sul grande schermo nelle pellicole: “Viola bacia tutti”, briosa commedia diretta da Gianni Veronesi, con Asia Argento, Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini; “Abbiamo fatto solo l’amore”, in cui lavora ancora una volta con la coppia Liotti-Ottaviano nel vano tentativo di raggiungere il successo nato dalla loro precedente collaborazione; “L’odore della notte” di Claudio Caligari, nei panni di un poliziotto di stanza a Torino, anche capo di una banda criminale; “Barbara” di Angelo Orlando. Nel 1999 prende parte al cast di “Asini”, diretto da Antonello Grimaldi, e partecipa al videoclip de Er Piotta per la canzone estiva digrande successo “Il Supercafone”, nel quale l’attore si lascia andare a battute prettamente romane spiccando in tutta la sua spontanea comicità. Nel 2000 lo vediamo ne “La Carbonara” di Luigi Magni, e in “Zora la Vampira” dei Manetti Bros. Nel 2001 interpreta un omosessuale nel film “Domani” di Francesca Archibugi e lavora nella pellicola “Sole negli occhi” di Andrea Porporati, mentre nel 2002 vince con “Velocità Massima” di Daniele Vicari il Premio Pasolini Pigneto come Migliore Attore e L’Annecy Cinema Italien.
Nel 2002 è impegnato nel film “Ultimo stadio” di Ivano De Matteo e nel cortometraggio “Playgirl” di Fabio Tagliavia; si reca poi in Francia per le riprese di “Nido di vespe” (“Nid de guepes”, 2002) di Florent Emilio Siri. Compare sul piccolo schermo nelle fiction dirette da Antonello Grimaldi, “I soliti ignoti” (2003) e “Ladri ma non troppo” (2004), e ancora al cinema con: “Gente di Roma” (2003), documentario di Ettore Scola in cui è protagonista di uno sketch insieme a Salvatore Marino su un autobus in giro per la Capitale; “Il siero della verità” (2004), diretto da Alex Infascelli, “Codice a sbarre” (2004), ancora per la regia di Ivano De Matteo; “Lavorare con lentezza” (2004) di Guido Chiesa. Nel 2004 si accorge della sua comicità l’artista collega Paola Cortellesi chiamandolo a partecipare al suo programma “Nessun Dorma”. Con lei aveva già lavorato nel 2000 nei videoclip della band Tiromancino per i brani “La descrizione di un attimo” e “Due destini”. Del 2005 sono il cortometraggio “Sotto le foglie” di Stefano Chiodini, con Cecilia Dazzi, e le pellicole “Nessun messaggio in segreteria” di Luca Maniero e Paolo Genovese, “L’orizzonte degli eventi” di Daniele Vicari, “La vita facile” di Graziano Diana, “Amatemi” di Renato De Maria, “Ad Project” di Eros Puglielli, “Piano 17”, di nuovo diretto dai Manetti Bros. Lo stesso anno recita in teatro nel monologo comico “Migliore” scritto da Mattia Torre; è inoltre interprete e regista del cortometraggio “Trevirgoleottantasette”, realizzato sul soggetto di Daniele Vicari. Il tema è quello delle morti bianche e il titolo (3,87) indica il numero delle persone che ogni giorno in Italia muoiono sul lavoro. Il progetto, al quale partecipano Elio Germano, Jasmine Trinca e Marco Giallini, gli permetterà di vincere la prima edizione del concorso per cortometraggi RDC Awards 2005. L’anno seguente è impegnato ancora nel cortometraggio “Basette” di Gabriele Mainetti, nelle fiction televisiva “Buttafuori” di Giacomo Ciarrapico, e lo troviamo nelle pellicole “Il caimano” di Nanni Moretti, “4-4-2: il gioco più bello del mondo” (episodio “Il terzo portiere” diretto da Roan Johnson), “N (Io e Napoleone)” di Paolo Virzì, al fianco di Sabrina Impacciatore, Massimo Ceccherini, Elio Germano e Monica Bellucci e “Last Minute Marocco” di Francesco Falaschi.
Del 2007 è “Va tutto bene”, cortometraggio diretto da Fulvio Molena, “Notturno Bus” di Davide Marengo, in cui interpreta Franz, conducente di un autobus, al quale cambia completamente la vita l’incontro con una truffatrice dal volto di Giovanna Mezzogiorno. Nello stesso anno lo vediamo in “Frutta e Verdura” di Giuliana Gamba, e in “Non pensarci” di Gianni Zanasi, nei panni del musicista Stefano Nardini, con il quale vince il Nastro D’argento (2008) e il David di Donatello (2009) come Migliore Attore. Nel 2008 torna a lavorare con il regista Paolo Virzì nel trattare con disincantata ironia il tema del precariato in “Tutta la vita davanti”, accanto a Sabrina Ferilli ed Isabella Ragonese; fa parte dei cast di “Un giorno perfetto” di Ferzan Ozpetek e di “Chi nasce tondo…” di Alessandro Valori. Nel 2009 è membro del cast corale di “Ex”, diretto da Fausto Brizzi, accanto alla sua amica/collega Paola Cortellesi; è protagonista nel film “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni, in “Good Morning Aman” di Claudio Noce, e recita nella serie televisiva “Non pensarci” ripresa dall’omonimo film e realizzata dallo stesso regista, Gianni Zanasi, e da Lucio Pellegrini.
I suoi ultimi lavori sono “La prima cosa bella” (2010), di nuovo diretto da Paolo Virzì, commedia familiare nella quale l’attore romano mostra la sua versatilità nel cimentarsi nel dialetto fiorentino raccontando il rapporto complesso tra madre e figlio, al fianco dei volti noti di Stefania Sandrelli e Claudia Pandolfi. Significativa e rappresentativa la sua apparizione in “Nine” (2009) di Rob Marshall, musical inspirato ad “Otto e mezzo” di Federico Fellini con un cast di eccezione composto da Daniel Day-Lewis, Penelope Cruz, Nicole Kidman, Judi Dench, Sophia Loren, Kate Hudson, Ricky Tognazzi e Martina Stella, mentre nel 2011 lo vediamo in "Cose dell'altro mondo", di Francesco Patierno, "Ruggine" di Daniele Gaglianone, "Tutti al mare" di Matteo Cerami. Nel 2012 lo ritroveremo sul grande schermo con "Il romanzo di una strage" di Marco Tullio Giordana.
È autore della poesia “L’antiromanismo spiegato a mio figlio”, scritta per la sua squadra del cuore, la Roma, e più volte recitata in pubblico.