UN AMORE DI GIOVENTù – RECENSIONE
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Un amore di gioventù – Recensione


Amore, abbandono, crescita e tanto altro, nel terzo lungometraggio della trentaduenne Mia Hansen-Løve, donna di grande talento, che trasmette ai suoi film la sua intensa dolcezza


(Un Amour de Jeunesse) Regia: Mia Hansen-Løve – Cast: Lola Créton, Sebastian Urzendowsky, Magne Brekke, Valérie Bonneton, Serge Renko – Genere: drammatico, colore, 111 minuti – Produzione: Francia, Germania, 2011 Distribuzione: Teodora Film – Data di uscita: 22 giugno 2012

Delicato film sul diventare adulti “Un amore di gioventù”, e non solo, perché quando si ragiona col cuore anche da adulti si perde spesso la lucidità.


Tutto ruota attorno alla quindicenne Camille, e al suo amore per Sallivan, un ragazzo di qualche anno più grande di lei, che contraccambia il sentimento della ragazza, ma non senza nutrire qualche perplessità.


Camille pone Sullivan al centro del suo personale universo, e per il giovanotto questo implica troppa responsabilità.


Il delizioso film di Mia Hansen-Løve conclude in un certo senso un vero e proprio ciclo, una sorta di trilogia sull’elaborazione della perdita, della quale fanno parte, oltre a quest’ultimo lavoro, la pellicola d’esordio della giovane cineasta, “Tout est Pardonné”, e “Il padre dei miei figli”, con la nostra Chiara Caselli.


Mia Hansen-Løve ha scritto e diretto la pellicola quasi in punta di piedi, dando spazio alle immagini più che alle parole, raccontando l’evoluzione interiore di Camille come un osservatore discreto, che rende il pubblico partecipe di queste visioni.


L’amore di Camille travalica spesso gli argini dell’equilibrio emotivo-sentimentale per sfociare nella ‘fissazione’ e nel dolore, fino a raggiungere la disistima di se stessi.


La regista d’oltralpe, che in tutti i suoi lavori racconta un po’ di sé, in modo quasi catartico, non esprime mai giudizi, non dà insegnamenti, semplicemente mostra ‘il diventare grande’ della ragazza attraverso suoni e colori, con una macchina da presa che non indugia mai su un particolare, bensì spazia nel mondo attorno a Camille, con una naturalezza rara, lasciando allo spettatore il compito di fermare, eventualmente, l’attimo.


La giovanissima Lola Créton è superbamente protagonista della pellicola, dimostrando di avere le carte in regola per ritagliarsi uno spazio nell’Olimpo dei grandi interpreti, mentre per Mia è la conferma di un grande talento.


Maria Grazia Bosu



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