Twin Peaks 3×10 – Recensione e Spoiler

Twin Peaks 3×10: una puntata sui toni delicati delle soap opera

Twin Peaks 2: il celebre cartellone all'entrata della cittadina

Siamo arrivati al decimo episodio di questo film in diciotto puntate, così, come l’ha definito il suo regista. In “Twin Peaks 3×10” compare per l’ultima volta la compianta Signora Ceppo (interpretata da Catherine Elizabeth Coulson, anche lei deceduta, nel settembre 2015 a inizio riprese), che invia il suo ultimo criptico messaggio a Tommy “Hawk” Hill. Il fantasma di Laura Palmer si mostra al detective Gordon Cole e finalmente è rivelata l’identità della madre del supercattivo Richard, che abbiamo già visto uccidere un bambino con la sua macchina in uno degli episodi precedenti. Del resto, sembra che nella placida cittadina di Twin Peaks le cose non siano cambiate molto rispetto a 25 anni fa: violenza e vizio vi albergano ancora alla grande.

La decima puntata di “Twin Peaks 3” vede come protagonisti i figli di quelli che hanno dato vita al cult tv degli anni ’80.

Fili sottili uniscono passato e presente in “Twin Peaks 3”

Tra i nuovi arrivati il più importante è Richard, che si scopre essere il figlio di Audrey Horne, che va a rapinare con violenza la casa della nonna, moglie separata dell’ex cattivo Benjamin Horne, ex amante di Laura Palmer. Assiste impotente alla scena il figlio ritardato di Benjamin, Johnny, che nelle stagioni precedenti era sempre travestito da indiano e che qui troviamo legato a una sedia, davanti a un surreale orsacchiotto meccanico con la testa trasparente.

Se la passa male anche la giovane Becky, figlia di Shelly Jonhson, anche lei alle prese, come la madre in passato, con un compagno violento. È invece in gran forma Nadine, ex moglie super forzuta di Ed Hurley, che guarda al computer un monologo del dottor Lawrence Jacoby, un tempo psichiatra di Laura Palmer, ora diventato comunicatore sul web.

A Las Vegas, invece, va sempre meglio a Janey-E/Naomi Watts che inizia a trovare molto attraente il marito Dougie/Dale nella nuova versione.

Infine, i gestori del Casinò sbancato da Dale dopo la sua uscita dalla Loggia Nera danno vita a buffe situazioni con tre conigliette quasi identiche, tutte vestite di rosa. L’episodio si chiude con la note di Rebekah del Rio che canta una canzone scritta dallo stesso David Lynch, riportando lo spettatore al Club Silencio di “Mullholland Drive”.

Twin Peaks 3: mai come ora un mix di soap opera, noir and horror

 

Intitolato “Laura is the one”, questo non è probabilmente il migliore tra gli episodi andati in onda fino ad ora; tuttavia, non mancano le suggestioni in una serie di immagini in cui domina spesso il colore rosa confetto e il rosso. Non ci sono personaggi metafisici come il Gigante o l’uomo con un braccio solo.

David Lynch attinge spesso dall’universo visivo di Edward Hopper, che nelle sue opere raffigurava un’America fuori dal tempo, fatta da cittadine sonnacchiose come Peyton Place, dove niente è quel che sembra. Del resto, non va dimenticato che il regista viene dalla pittura.

Sono inoltre presenti molti riferimenti esoterici, provenienti dalla Cabala, cara al coregista Mark Frost, da sempre complice di David Lynch. Tra questi la numerologia ha un ruolo non trascurabile.

Il numero tre è rappresentato da Laura Palmer – evocata in un frame – in quanto raccoglie in sè tre figure, esattamente come le tre conigliette del Casinò (identiche ma separate). È al tempo stesso la reginetta della scuola, figlia e amica serena ma anche ragazza oscura insidiata dal padre/BoB, sensibile al fascino del sesso promiscuo e delle droghe.

Il regista si autocita palesemente nell’inquietante orsacchiotto senza testa e nell’esibizione finale di Rebekah del Rio, già apparsa in “Mullholland Drive”, in una scena fondamentale per le due protagoniste Betty/Diane e Rita/Camilla. E qui ritorna il doppio, tanto caro a Lynch che ci gioca spesso e volentieri. Del resto, la sua opera è permeata dall’animismo dell’uomo primitivo e dal principio sciamanico per cui il mondo reale altro non è che un sogno lucido in cui lo spettatore resta intrappolato.

Ivana Faranda

18/07/2017

 

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