Twilight: Robert Pattinson parla del suo Edward Cullen L’attore ventiduenne londinese Robert Pattinson ha rilasciato un’intervista a Variety in cui parla di “Twilight” e del vampiro buono da lui interpretato, Edward Cullen. Analizzando la sceneggiatura cinque mesi prima dell’audizione, Pattinson pensava che fosse impossibile calarsi nei panni di un personaggio simile, ma leggendo i libri della saga “Twilight”, di Stephenie Meyer, è riuscito a dar vita al suo Edward. All’inizio del film Edward è criptico e freddo, perchè tormentato dal sentimento che prova per l’umana ed impacciata diciassettenne Bella Swan. Robert giustifica ed umanizza tale atteggiamento, che in realtà è altruistico e protettivo perchè Edward, pur essendo morto, nel vero senso della parola, cerca di proteggere Bella, di cui si è innamorato, facendo il “cattivo”. Pattinson tende a sottolineare quanto sia diverso il suo personaggio rispetto a quello del libro della Meyer, anche se lui ha cercato di essergli il più fedele possibile. Nel romanzo Edward, infatti, pur sostenendo di non potersi controllare, mostra una maggiore sicurezza del suo corrispettivo cinematografico. Per trasformarsi in vampiro, pur essendo di carnagione pallida, Pattinson si è sottoposto come una “vittima” alle sedute di make-up, anche se ci è cercato di realizzare un trucco che non diminuisse l’espressività del suo viso. L’attore inglese parla anche della sua passione per la musica e delle canzoni che la Hardwicke, regista di “Twilight”, ha inserito nel film dopo che Nikki Reed, che interpreta la sorella vampira Rosalie Cullen, le ha dato il cd contente alcuni suoi pezzi. Riguardo alle future scelte nel mondo dello spettacolo, Pattinson ha affermato di voler attendere l’esito del box office di “Twilight” per prendere una decisione. Anche se il pubblico potrà pensare che “Twilight” sia un “Girly film”, Pattinson ha dichiarato che sarebbe felice di poter continuare ad interpretare Edward in eventuali sequel, tratti da “New Moon” ed “Eclipse”. Il giovane attore considera il successo della Meyer legato alla sua capacità di far immedesimare il lettore nella storia narrata. Quando si legge “Twilight” sembra di trovarsi di fronte al diario dei protagonisti e lo stesso lettore si sente coinvolto come se vivesse le loro stesse vicende, “è in un certo senso semplice e in un altro complesso perché solo lei riesce a scrivere in quel modo!”.
Eva Carducci
10 / 11 / 2008
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecodelcinema scrivere all'indirizzo email redazione@ecodelcinema.com
Link di approfondimento
Link utili per approfondire il tema Approfondimenti
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|