Tullio Solenghi – Biografia
Membro del trio di attori comici più esilarante della televisione italiana dagli anni Ottanta, Tullio Solenghi si è dimostrato un attore preparato, completo ed eclettico anche nelle esperienze "soliste"
(Genova, 21 marzo 1948)
Partendo dal presupposto che è impossibile parlare di Solenghi senza parlare del Trio, l’indimenticabile Marchesini, Lopez, Solenghi, è doveroso ricordare che Tullio, oltre ad essere uno straordinario comico, è anche un talentuoso attore teatrale.
E proprio dal teatro provengono le sue radici. Poco più che un adolescente, a diciassette anni, si iscrive alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, lì casualmente e fortunatamente incontra il collega e amico Massimo Loperz.
Il debutto sul palco avviene nel 1970, con la rappresentazione di “Madre Courage” di Bertolt Brecht, rimanendo nella compagnia per sette anni. La grande occasione per entrare nel mondo della tv avviene nel 1976 con il programma di Pippo Baudo “Chi”, partecipa poi l’anno seguente a uno spettacolo con il contestatore per eccellenza Beppe Grillo, nel 1979 torna in Rai sempre in un programma di Baudo, “Luna Park”, per poi trovarsi nel 1981, affianco al mitico Corrado, nel programma “Grancanal”.
Si cimenta anche con il grande schermo nella commedia “La Foresta” (1979), “Io zombo, tu zombi, lei zomba” (1979) e “La moglie in vacanza... l'amante in città” (1980). Ma è nel 1982 che la sua vita artistica prende uno slancio, quando fonda insieme all’amico Massimo Lopez e la comica Anna Marchesini il “Trio”. La comicità, l’affinità e l’originalità dei tre, rendono il gruppo straordinariamente bravo, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. Iniziano dalla radio, con il programma “Helzapoppin Radiodue”, che diventa il loro trampolino di lancio. In seguito agli ascolti e all’originalità dei loro sketch vengono chiamati per diversi programmi televisivi come “Tastomatto” e il famoso e longevo “Domenica in”.
Nei primi anni ‘80 Tullio partecipa anche a diverse pellicole come: “La gorilla” (1982); “Le pillole di Ercole” (1982); “La zia di Carlo” (1983) e “Ma non è una cosa seria” (1983), parallelamente al lavoro con il trio. Quest’ultimo approda a “Fantastico 7”, dove si distingue per le caricature comiche, una fra tutte rischia di mettere in grosse difficoltà Solenghi, quella dell'Ayatollah Khomeini, che per questo personaggio riceve delle restrizioni e delle minacce di morte da parte degli integralisti islamici. Gran parte della sua carriera viene attraversata affianco alla Marchesini e a Lopez, il trio nel panorama nazionale ha un periodo di massima visibilità a Sanremo nel 1986, 1987 e 1989. Nel 1990 la loro interpretazione de “I Promessi Sposi” in onda su Rai Uno in cinque puntate, ha un successo tale da eclissare quelleoriginali. La chiave comica, l’accento particolare della Marchesini e la trama sdrammatizzata rendono la parodia indimenticabile. Reduci dal clamore de “I Promessi Sposi”, i tre portano in scena due spettacoli teatrali: “Allacciare le cinture di sicurezza” del 1987 e “In principio era il trio” nel 1991. Il primo è un insieme di parodie che apparentemente non segue una trama precisa, ma piuttosto mira alla sdrammatizzazione di esse, con caricature dell’Otello, Gina Lollobrigida, Mike Bongiorno, e tutti i più importanti personaggi dell’epoca presi di mira dai comici. Il secondo spettacolo è una commedia comica che fa il verso alla soap romanzata, con rocambolesche infatuazioni e tutta la verve umoristica degli attori. Quest’ultimo è stato riproposto più volte in televisione dalla Rai.
Dopo l’incredibile onda di clamore che si leva sui tre, il Trio si scioglie nel 1994, per la necessità di percorrere strade individuali. Solenghi inizia la sua carriera da solista prestando la voce alla perfida pantera nera Scar, del cartone animato Disney “Il Re Leone” nel 1994, mentre l’anno seguente è di nuovo affianco alla Marchesini nello sceneggiato televisivo di due puntate, “La rossa del Roxy Bar”, trasmesso da Raiuno. La commedia racconta le vicende di una coppia annoiata dalla routine che per gioco e per sbaglio, innesca dei tradimenti senza tradire, poiché gli amanti sono i coniugi stessi travestiti da altre persone. Alcune scene dello sceneggiato sono esilaranti. Nel 1996 Tullio torna sul grande schermo con la commedia di Lina Wertmüller, “Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica”, con Veronica Pivetti. La storia si articola mischiando politica ad attrazione. Lei leghista e lui di Rifondazione Comunista inizieranno la battaglia dei sessi per cambiare schieramento politico, fino ad una prevista infatuazione. Il 1998 lo vede di nuovoin tv alla conduzione di “Domenica In” con Giancarlo Magalli.
Gli anni seguenti lo show man li passa fra il teatro e le apparizioni televisive, fino al 2005, anno in cui conduce alcune puntate del tg satirico “Striscia la notizia” con Massimo Lopez. Fra il 2006 e il 2007, torna al suo vecchio amore per il teatro con la commedia “Le nozze di Figaro” di Pierre-Augustine Caron de Beaumarchais, portato in scena in tutta Italia. Il 2008 è un anno importante per Tullio Solenghi, oltre ad essere in teatro con lo spettacolo “L'ultima radio”, il Trio si riunisce per festeggiare i suoi venticinque anni di attività, e lo fa in grande stile, con un programma di tre puntate in diretta su Raiuno. Un flashback di emozioni e parodie attraversa questi geniali artisti della risata, fra gag, caricature, travestimenti e vecchi cavalli di battaglia. Sulla sua esperienza nel Trio, Solenghi ha scritto anche un libro nel 1995 chiamato “Uno e Trino”. Speriamo solo che nondebbano passare altri quattordici anni per rivederli tutti e tre di nuovo insieme. Intanto nel 2009 Tullio è impegnato ancora in televisione con la serie "Distretto di polizia" in onda su canale 5, e nel 2011 lo ritroveremo al cinema con il film "Che bella giornata" di Gennaro Nunziante affiancato da altri due esilaranti comici Checco Zalone e Rocco Papaleo.
Sonia Serafini
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