Tribeca Film Festival  Tribeca è l’acronimo di Triangle Below Canal Street ed è un quartiere di New York molto amato da artisti, intellettuali e attori tra cui Robert De Niro, che qui ha aperto qualche anno fa il suo ristorante Tribeca Grill, oltre ad essere già socio del famoso Nobu. In questa zona a lui tanto cara ha anche fondato nel 2001 il Festival insieme a Jane Rosenthal e Craig Hatkoff. La rassegna nasce come intento di rinascita culturale dopo i tristi giorni dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. La missione principale del festival è quella di promuovere i registi e di attirare l’attenzione internazionale sui nuovi film. Oltre alla rassegna cinematografica sono stati creati i Tribeca cinema con due sale per la visione, il Tribeca Film Institute che aiuta e promuove i filmmakers (già attivo dal 1989) e la Tribeca Enterprises che si occupa di gestire tutto ciò. Molto ricca la programmazione dal 24 aprile al 4 maggio: si comincia con tre premiere mondiali: “Redbelt” di David Mamet, un film sui combattimenti nelle arti marziali, i samurai e il Jiu Jitsu; poi il film d’azione sulle macchine da corsa “Speed Racer” dei fratelli Wachowski con Christina Ricci, Matthew Fox e Emile Hirsh; e “Baby Mama” commedia divertente e irriverente sulla voglia di maternità di una donna in carriera single con Tina Fey e Amy Poehler di Micheal McCullers. È inoltre prevista una gara divisa in cortometraggi (meno di 40 minuti) e lungometraggi indipendenti di esordienti e non. Come eventi speciali si segnalano le proiezioni di un restaurato “Once Upon a Time in The West” (“C’era una volta il West”) di Sergio Leone e “Empire II” di Amos Poe, tre ore di tributo alla magia di Manhattan. L’Italia è presente con “Quit Chaos” (“Caos Calmo”) di Antonello Grimaldi con Nanni Moretti e Isabella Ferrari e con il corto “Il Torneo” (“The Tounament”) di Michele Alhaique, 15 minuti di ragazzini che giocano a calcio nella periferia romana. Viene anche riproposto il video di Michael Jackson “Thriller” che fu realizzato 25 anni fa dal regista John Landis. Tra i titoli in concorso ben 19 titoli dedicati al mondo islamico e in particolare uno dedicato alla prigione degli scandali di Abu Grahib “Standard Operatine Procedure” di Errol Morris e un altro “Football under cover”, storia di una squadra di calcio femminile tedesca che si reca in Iran per solidarietà alle loro colleghe a cui è vietato giocare.
Paola Mattu Furci
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