Transformers: tutto quello che ancora non sapete sulla famosa saga

Recentemente al cinema in tutte le sale mondiali, avendo sbancato il botteghino sia in Italia che negli Stati Uniti e – come se non bastasse – ancora tra le prime posizioni della classifica di box office, dopo diverse settimane dal suo esordio cinematografico, il nuovo capitolo della famosa saga di robottoni da combattimento,”Transformers – L’ultimo cavaliere”, è riuscito a conquistare, anche sta volta, il suo pubblico di fan.

Transformers: il segreto dietro al successo

Transformers - L'ultimo cavaliere

Ma che cosa si nasconde dietro ad una delle saghe più fortunate di sempre? Che cosa fa di “Trasformers” uno dei successi cinematografici mondiali più rilevanti, tanto da spingere una grande casa di produzione a continuare ad investire ingenti quantità di denaro in un film arrivato, addirittura, al quinto capitolo della sua storia?

Per scoprirlo dobbiamo fare qualche passo indietro, fino a capire chi sono e da dove vengono i cari e seguitissimi robottoni. La loro storia nasce verso la fine degli anni ottanta, quando una nota casa di produzione di giocattoli giapponese – la Takara Tomy – decide realizzare una linea di giocattoli robotici trasformabili. Il successo del prodotto è tale che, in America, la Hasbro concorda una collaborazione per la creazione di una nuova serie di balocchi che uscirà nel 1984 e prenderà il nome di “Transformers”. La caratteristica principale che fece la fama di questi modelli, è l’idea che, invece di essere pensati come pilotati da esseri umani, fossero muniti di una coscienza autonoma e fossero divisi in due fazioni, tra buoni e cattivi.

L’incredibile fortuna di questi articoli, ha fatto in modo che diventassero d’ispirazione per diverse serie di fumetti e anime, da cui trae ispirazione anche il mondo del cinema. Il primo film d’animazione esordì nel 1986 con il titolo “Transformers: The Movie”, ma è al regista Michael Bay che si deve lo sforzo di aver portato il progetto ad un livello superiore, conquistando un numero sempre maggiore di fan e di generazioni, a partire dalla prima pellicola datata 2007 e intitolata, appunto, “Transformers“.

Transformers: curiosità sulla saga cinematografica

Da allora i “Transformers” non sono stati più solo giocattoli, ma grazie alla tecnologia degli effetti speciali – un mercato in continua espansione – hanno preso vita davanti ai nostri occhi, diventando un appuntamento immancabile sul grande schermo.

Che cosa è rimasto dei precedenti film e della serie animata, nell’adattamento cinematografico che è diventato la fortunatissima saga che ben conosciamo? Quali sono i segreti e le curiosità che ruotano attorno ai lungometraggi di Michael Bay? Andiamo a scoprirlo insieme in questo interessante viaggio nel mondo dei robot trasformabili.

TransformersCome abbiamo detto, punto saliente dell’idea che ha reso celebre il marchio “Trasforomers” è che ogni macchina è autocosciente e può cambiare il suo aspetto in modo peculiare per ognuno. I robot, provenienti dal pianeta alieno Cybertron, grazie a questa loro capacità, possono confondersi sulla Terra, con veicoli creati dagli essere umani, quali automobili, camion, aerei, navi e treni, per poi rivelarsi – all’occorrenza – in forma di macchine antropomorfe in grado di combattere in modo davvero eccezionale.

Rispetto alla versione della serie animata, per esempio, Bay ha deciso di mantenere la distinzione degli schieramenti (Autobot – buoni e Decepticon – cattivi) attraverso il colore diverso degli occhi. Tutti gli appartenenti allo schieramento degli Autobot hanno gli occhi blu, mentre i Decepticon (eccezione fatta per Frenzy), li hanno rossi.

Nelle pellicole, i veicoli civili terrestri sono modelli marcati General Motors, azienda americana, mentre nel franchise d’origine, gli automi potevano essere asiatici, americani o europei, senza preferenza di marca; e ancora, mentre nella serie originale la corazza esterna dei “Trasformers” è integrale e non lascia vedere i circuiti interni, nei film essi sono a vista, per ragioni puramente estetiche.

Bumblebee, che si trasformava in una  Volkswagen Maggiolino nella sua versione precedente, in quella di Michael Bay diventa una Chevrolet Camaro. Ciò è da attribuirsi, oltre che a motivi d’immagine, al fatto che – come detto sopra – tutti i veicoli Autobot si trasformano in veicoli targati General Motors; tuttavia, nella scena del primo film all’interno della concessionaria, vi è una citazione al vecchio modello quando al fianco di Bumblebe, compare proprio un Maggiolino giallo.

Per quanto riguarda Megatron, che è rimasto ibernato per migliaia di anni e quindi non ha potuto accedere alla moderna tecnologia terrestre per riuscire a replicarne un qualsiasi mezzo di trasporto, si trasforma di un jet di Cybertron, il suo pianeta d’origine; mentre nella famosa serie d’animazione ha la possibilità di prendere la forma di una pistola Walther P38, alternativa che però, secondo gli sceneggiatori, non era coerente con quello che avevano in mente per la versione cinematografica.

Barricade diventa una Ford Mustang S281 della polizia, che sfoggia audacemente il simbolo dei Decepticon e la scritta “To punish and enslave” (Punire e schiavizzare), a differenza di quella corretta “To protect and serve” (Proteggere e servire).

Ilaria Romito

15/07/2017

 

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