Tra cinque minuti in scena – Recensione

Il rapporto madre-figlia tra realtà, cinema e teatro

Regia: Laura Chiossone – Cast: Gianna Coletti, Anna Canzi, Gianfelice Imparato, Luca Di Prospero, Elena Russo Arman, Urska Bradaskja, Anna Coletti – Genere: Drammatico, colore, 86 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Distribuzione: Parthénos – Data di uscita: 27 giugno 2013.

tracinqueminutiinscenalocGianna ha una madre anziana e non più autonoma di cui prendersi cura, uno spettacolo teatrale da portare in scena e una storia d’amore che non riesce a trovare spazio nella sua vita.

Mediante i linguaggi del documentario, del teatro e del cinema, “Tra cinque minuti in scena” racconta il difficile equilibrio tra i ruoli di figlia, attrice e donna.

L’opera prima di Laura Chiossone è un amalgama di stili narrativi differenti. Gianna vive in un rimando continuo tra realtà e finzione, perché anche nello spettacolo teatrale che la vede protagonista deve fare i conti con una madre malata ed egocentrica. È seducente seguire le sue emozioni che rimbalzano dal personaggio interpretato sul palcoscenico ai momenti in cui è impegnata nelle cure all’anziana donna.

D’altronde il filo conduttore di questo rapporto è stato da sempre il teatro. La madre iscrive Gianna sin da piccola a corsi di chitarra, canto, tip tap, dizione, riponendo in lei delle altissime aspettative di successo.

La chiave di volta del film risiede nella leggerezza con la quale la regista riesce a mostrarci l’amore per una mamma che sta vivendo con fatica i suoi ultimi giorni. L’intimità delle due donne, spesso impreziosita da battute e simpatici diverbi, coccola lo spettatore come un tenero abbraccio.

Sullo sfondo di questo particolare duetto familiare ci sono i destini degli attori di una compagnia teatrale in serie difficoltà economiche e gli amori che sbocciano dietro le quinte. Tutti ingranaggi ben oliati da una sana caparbietà che è un altro filo conduttore della pellicola. La voglia di andare avanti degli interpreti e la loro pacata schiettezza nel manifestare i loro sentimenti inducono ad innamorarsi dolcemente della storia.

Gianna Coletti che interpreta se stessa è strepitosa. La parte documentaristica rappresenta una chicca grazie ai botta e risposta tra la Coletti e la madre (anche lei interprete di se stessa). Laura Chiossone, sebbene al suo primo lungometraggio, decide di affrontare un tema difficile, ma lo fa con delicatezza e spirito leggero mostrandoci con stupore il dietro le quinte della vita.

Riccardo Muzi

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