Torino Film Festival: protagonisti Stone e Polanski Le luci del Torino Film Festival si sono accese sul nuovo film di Oliver Stone "W". E' iniziato così l'importante evento, per il secondo anno sotto la presidenza di Nanni Moretti. Stone si è presentato sul tappeto rosso insieme al collega Roman Polanski, a cui Torino dedica un'ampia retrospettiva. Il film che ha inaugurato la kermesse è una dura satira contro i due mandati di repubblicani alla Casa Bianca. Il Bush di Stone, ben interpretato da Josh Brolin, è un uomo incapace e succube della grande personalità paterna, in perenne antagonismo con il fratello Jeb. Un presidente che negli otto anni a capo del paese più potente al mondo ha scatenato guerre, messo in ginocchio l'economia e si è reso responsabile di tutta una serie di decisioni sbagliate. Ma per giudicare una presidenza certa non basta un film, anche se ben riuscito, con ottimi interpreti e premiato anche da un incasso di 25 milioni di dollari. In Italia, probabilmente per valutazioni commerciali o forse perchè a elezioni avvenute si teme che Bush non interessi più al pubblico, "W" ha faticato a trovare un distributore. Una situazione che aveva irritato Moretti per il quale era assurdo che questo film restasse fuori dalle nostre sale cinematografiche. Ma ieri sera, Stone, ospite in Rai di Fabio Fazio, ha annunciato di aver risolto il problema: il suo film sarà distribuito da Barbara Dall’Angelo e in seguito trasmesso su La 7. In apertura ovazioni e calorosa accoglienza per Roman Polanski. Il regista è stato protagonista assieme a Moretti di un lungo incontro con il pubblico: due ore di scambi di battute, con giovani e meno giovani, in cui Polanski ha parlato dei suoi film, di politica ma anche di cinema italiano e americano. Il Festival ieri ha presentato “Gigantic” storia di Brian, commesso dalla vita apparentemente tranquilla, che però nasconde una lato misterioso e inquietante, “Real Time” di Randall Cole, che invita a cogliere ogni attimo della propria esistenza come se fosse l’ultimo, senza lamentarsi e il belga “Non-dit” di Fien Troch, che ci parla di una 14enne scomparsa. Quest’ultimo è il primo di una serie di film che mettono al centro i rapporti familiari. Oggi è in scena “Prince of Broadway” di Sean Baker che ruota attorno alla vita degli immigrati newyorkesi e fa della solidarietà il tema centrale. Attesi poi “Momma’s Man” di Azazel Jacobs che racconta la storia di un neo papà che torna a vivere con i genitori e il canadese “Demain” di Maxime Giroux, storia di una giovane donna che si prende cura del padre malato. Un forte interesse per le problematiche familiari come ci si poteva aspettare dal presidente della rassegna, regista del toccante “La stanza del figlio”.
Barbara Mattiuzzo
23 / 11 / 2008
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