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Torino Film Festival: Kim Novak e il suo Cagliostro sul manifesto ufficiale

Gli occhi azzurri di Kim Novak e gli occhi azzurri del suo gatto Cagliostro. Il Torino Film Festival, che quest’anno si terrà dal 24 novembre al 2 dicembre 2017, ha scelto questa immagine come simbolo della 35esima edizione perché riassume alla perfezione l’attrazione e il flusso seduttivo che il cinema esercita, un invito a lasciarsi andare, a immergersi in quegli occhi, in quei sogni, in quello schermo.

Torino Film Festival: Kim Novak e il fascino di una diva senza tempo

Il film da cui è tratto il manifesto del Torino Film Festival è “Una strega in paradiso” (Bell, Book and Candle, 1958) di Richard Quine, uno dei titoli proposti nella sezione dedicata ai gatti nel cinema, novità di questa edizione del festival piemontese. In questa brillante commedia romantica una strega, interpretata dalla stessa Kim Novak, si serve del suo gatto Cagliostro e dei suoi poteri magici per far innamorare Shepherd Henderson, aitante vicino di casa interpretato dal leggendario James Stewart. Questo film rappresenta probabilmente l’apice della carriera della Novak, che proprio nello stesso anno aveva ricevuto la consacrazione con “La donna che visse due volte” (Vertigo, 1958), indimenticabile thriller del maestro Alfred Hitchcock, in cui recitava sempre al fianco di James Stewart nel doppio ruolo di Madeleine/Judy.

Torino Film Festival: gli altri film presentati nella sezione

Insieme a “Una strega in Paradiso” verranno presentati altri cinque film: “Il gatto milionario” (Rhubarb, 1951), commedia demenziale di Arthur Lubin dove Orangey (Gatto in Colazione da Tiffany e vincitore di due PATSY Awards) eredita dall’affezionato padrone una fortuna e una squadra di baseball; “Alice nel Paese delle meraviglie” (Alice in Wonderland, 1951), il più eccentrico e uno dei migliori classici di Walt Disney, segnato dalla presenza surreale e dispettosa dello Stregatto a strisce rosa e fucsia; “L’ombra del gatto” (The Shadow of the Cat, 1961), dove una placida soriana si trasforma in spietata vendicatrice dopo aver assistito all’assassinio della sua padrona. Il film è diretto da John Gilling, piccolo maestro dell’horror britannico; “Black Cat” (1981), horror di ambientazione britannica nel quale Lucio Fulci prende spunto dall’immortale racconto di Poe e dal suo felino minaccioso per costruire un thriller a sfondo parapsicologico; “Chat écoutant la musique” (1990), dove Chris Marker riprende Guillaume-en-Égypte, uno dei suoi amatissimi gatti, mentre ascolta assorto Pajaro triste di Federico Mompou.

Francesco Caiazza

05/10/2017