Tony è un attore cinese, noto anche come “Little Tony” per distinguerlo dal suo omonimo. Considerato il Clark Gable della Cina
(Hong Kong, 27 Giugno 1962)
Per chi ama il cinema d’Oriente, Tony Leung è una leggenda vivente. Quando si deve infatti pensare ad un attore/attrice cinese, difficilmente si pensa a qualcuno che non sia Tony Leung Chiu Wai, nato ad Hang Kong il 27 giugno del 1962.
Tony Leung è indubbiamente un maestro nell’arte della recitazione e basta guardare la sua filmografia per capire quanto sia versatile, affrontando con disinvoltura e con un’innata magia tanto i ruoli di pura azione, quanto quelli più intensi e drammatici.
Nel suo sguardo c’è tutta la passione di un uomo e di un popolo, così lontano ed ancora mitico per noi occidentali. Se si dovesse descrivere con pochi aggettivi per Tony Leung basterebbero semplicemente: fascino ed eleganza!
Attore feticcio per eccellenza di Wong Kar-Wai, Tony Leung ha lavorato anche con tutti i più grandi registi e con i migliori attori cinesi, diventando il portabandiera del cinema dagli occhi a mandorla.
La sua carriera comincia in televisione, dopo un’infanzia non proprio felice, a causa dell’abbandono del tetto coniugale da parte del padre.
Nel 1982 debutta al cinema in una piccolissima parte nel film “Vendetta a Hong Kong”, in cui recita al fianco di Chuck Norris. È il periodo degli studi e della formazione artistica per Leung, considerato ormai da molti come il Clark Gable della Cina.
Questi sono anche gli anni in cui si sta formando nel paese dei fior di loto un movimento attoriale invidiabile, con nomi che da lì a qualche anno invaderanno i maxi schermi: Jackie Chan, Qi Shu, Maggie Chung, Lesile Cheung e altri.
Tony Leung, dopo aver partecipato ad alcune serie televisive e a un film con John Woo (“Bullet in the Head” nel 1990), comincia la sua lunga e fortunata collaborazione con uno dei mostri sacri del cinema cinese: Wong Kar-Wai.
Nato come attore per i film prettamente d’azione, dopo essere diventato il feticcio di Wong Kar-Wai, Leung deve reinventare se stesso e i suoi personaggi, accettando anche ruoli più psicologici e complessi.
Nel 1994 recita infatti per il grande regista cinese in “Ashes of Time”, prima pellicola in cui è tra i protagonisti e sempre nello stesso anno nel drammatico “Hong Kong Express”.
Nel 1997 diventa invece uno dei ragazzi gay in trasferta in Argentina per “Happy Together”.
Nel 1999 ritorna all’azione al fianco di Jackie Chan nella pellicola “In fuga da Hong Kong”. È però il 2000 a dare a Tony Leung gloria fuori dai confini nazionali.
Wong Kar-Wai lo rivuole in un suo lungometraggio: si tratta dell’indiscusso capolavoro “In the Mood for Love”, grazie al quale vincerà la Palma d’Oro a Cannes nel 2000 come Miglior Attore Protagonista.
Il momento è propizio per Leung che continua a ricevere richieste per importanti collaborazioni. Zhang Yimou lo vuole tra i protagonisti del suo baroccheggiante “Hero”, in cui mette insieme la crème de la crème del cinema asiatico: Jet Li, Tony Leung, Maggie Cheung, Ziyi Zhang e Dao Ming Chen.
Nel 2004 ritrova, insieme ai ricordi perduti, Wong Kar-Wai, e con lui affronta un viaggio verso il “2046”, capitolo che conclude il percorso del giornalista Chow Mo-wan, cominciato con “In the Mood for Love”.
Nel 2007 Ang Lee gli affida il ruolo da protagonista in “Lussuria” e l’anno seguente è nel kolossal epico “La battaglia dei tre regni”, ancora una volta diretto da John Woo. La sua ultima fatica, che forse non vedremo mai nei cinema italiani, è “The Grand Master” (2010), incentrato sulla figura di Bruce Lee.
Ancora per i prossimi anni sentiremo sicuramente parlare di questo affascinante attore, che ancora ha molto da donare al cinema mondiale.
Fabiana Girelli