Tom Hanks (Concord, 9 luglio 1956)
Nato in California, “sopravvissuto” ad un’infanzia difficile e ad un esordio cinematografico “tardivo”, Tom Hanks è, insieme a Spencer Tracy, l’unico attore al mondo ad aver vinto l’Oscar per la Migliore Interpretazione Maschile per due anni consecutivi. Nel 1994, infatti, fu premiato dall’Academy per la toccante parte dell’avvocato Andrew Beckett, malato di Aids, in “Philadelphia” (1993), di Jonathan Demme, e l’anno successivo fu insignito dell’Oscar per l’interpretazione di “Forrest Gump” (1994), di Robert Zemeckis (che nel 2000 lo ha diretto anche in “Cast Away”). Ma la carriera di Tom Hanks, sebbene non tutta in discesa, è iniziata svariato tempo prima, negli Anni Ottanta, dopo un apprendistato teatrale (dove conosce la prima moglie da cui divorzierà e che morirà di cancro qualche anno dopo) e un esordio al cinema con “He Know You'reAlone” (1980), che gli frutta solo 800 dollari. Lo fanno conoscere al grande pubblico alcune apparizioni televisive in serie famose come “Love Boat” (1980), “Happy Days” (1982), la partecipazione fissa a “Bosom Buddies” (1980-1982), sul cui set ha incontrato l’attuale moglie, Rita Wilson, sposata nel 1988 e “Casa Keaton” (1982–84). Difficile ripercorrere in maniera lineare il percorso professionale dell’attore californiano che, dalle prime scritture da protagonista alle ultime pellicole, ha collezionato una cinquantina di nomination ai più prestigiosi premi cinematografici del mondo ed altrettanti premi vinti, tra cui l’Orso d’Argento a Berlino, nel 1994, come Miglior Attore sempre per “Philadelphia”. Tra i suoi sodalizi professionali più nutriti ricordiamo quello con Meg Ryan, con la quale ha recitato in “Joe contro il vulcano” (1990), “Insonnia d’amore” (1993) e nell’indimenticabile commedia romantica “C’è post@ per te”, del 1998, dove i due attori hanno dato vita ad una storia d’amore/odio con splendido lieto fine. E’ invece arrivata a quota 4 film la sua collaborazione con il regista Ron Howard, che dopo averlo voluto nella commedia del 1984 “Splash - Una sirena a Manhattan”, lo ha convocato come protagonista del suo “Apollo 13” (1995) e, in seguito, in entrambi i lungometraggi tratti dai romanzi di successo di Dan Brown: “Il Codice da Vinci”(2006) e “Angeli e Demoni”, in uscita nel 2009, dove interpreta l’affascinante Robert Langdon. Tra i film più importanti di Hanks restano sicuramente impressi nella mente: “Salvate il soldato Ryan” (1998) di Steven Spielberg (altro regista con cui lavorerà molto), “Il miglio verde” (1999), ispirato all’omonimo romanzo di Stephen King, “Era mio padre” (2002), di Sam Mendes, “Prova a prendermi” (2002), sempre di Spielberg con Leonardo di Caprio e il divertente “Ladykillers” (2004) dei fratelli Coen. Tra le sue ultime prove più intense e toccanti è impossibile non ricordare “The Terminal”, del 2004, ancora di Steven Spielberg, che ha affiancato a Hanks i bravissimi Stanley Tucci e Catherine Zeta-Jones.
d.c.
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