The Prestige - Recensione Regia: Christopher Nolan – Cast: Christian Bale, Hugh Jackman, Michael Caine, Scarlett Johansson, Andy Serkis, David Bowie – Genere: Drammatico, colore 130 minuti – Produzione: Usa, Gran Bretagna, 2006 – Distribuzione: Warner Bros – Data di uscita: 22 Dicembre 2006
Trucchi, bugie e segreti, questi gli ingredienti di “The Prestige”, il film di Christopher Nolan, con Hugh Jackman, Christian Bale e Scarlett Johansson. Dopo lavori di ottima fattura, come “Memento” o “Batman Begins”, il regista inglese noto per l’originalità delle opere e la confidenza con gli effetti speciali, regala due ore di intense emozioni, trasportandoci in un mondo dove niente è quello che sembra. L’epoca in cui si inserisce il racconto è quella vittoriana, in una Londra ottocentesca, i cui teatri e i personaggi che vi si aggirano, custodiscono tutta la segretezza ed il mistero di cui i due protagonisti Robert Angier e Alfred Borden vivono. Allievi del saggio Mr, Caine i due personaggi si mostrano complementari, l’uno nella capacità di impressionare il pubblico con la propria presenza scenica, l’altro con il proprio genio creativo, disposto a qualunque rischio. Invece di unirsi per fare l’uno la fortuna dell’altro, però, in seguito alla morte per errore della moglie di Angier, i due si dividono per sempre, iniziando così un crudele gioco, teso a dimostrare ognuno la propria superiorità fino a sfiorare l’ossessione. La trama esegue diverse giravolte, come nello stile del regista, e a farne le spese sono, oltre che le convinzioni dello spettatore ogni volta disattese, soprattutto i personaggi secondari come la moglie di Borden e la giovane apprendista innamorata di Angier, che fanno ogni volta i conti con uomini che a loro preferiscono la magia e l’ambizione. Cercando di scoprire i trucchi dei protagonisti, poi, ci si imbatte nel personaggio più riuscito del film, quello di Nikola Tesla, interpretato da un iperbolico David Bowie, che nei panni dell’inventore pazzo, antagonista di Edison, ci sta a pennello. Affascinante la scena in cui un primo piano strategico, mostra lo sguardo che ha reso famoso il cantante dal diverso colore degli occhi. La faccenda finisce per complicarsi quando Borden viene rinchiuso in carcere con l’accusa di aver ucciso Angier e rischia di perdere la figlia nata dal matrimonio con Sara. In realtà è proprio quest’ultima che ci dà la chiave per comprendere il mistero che si nasconde dietro Borden. Perché quando lui le dice di amarla, lei sa che in certi giorni ciò non è vero? Il film si rivela davvero complesso in quanto a struttura narrativa, ma se si ha la pazienza di aspettare il finale, il desiderio di trovare una risposta a quella domanda è sempre più incalzante e la visione diventa davvero appassionante. Un lavoro assolutamente di pregio, dunque, quello dello sceneggiatore, che guarda caso è sempre Christopher Nolan insieme con il fratello Jonathan. Dopo averci incantato per tutta la durata della pellicola come dei prestigiatori, nella fase finale della pellicola, come in quella di un trucco, chiamata appunto ‘prestigio’, i due fratelli ci svelano che la magia non esiste, esiste solo l’illusione, che può essere a volte molto pericolosa. Osservate bene dunque!
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