The Killer Inside Me – Recensione
Regia: Michael Winterbottom – Cast: Casey Affleck, Jessica Alba, Kate Hudson, Ned Beatty, Elias Koteas, Tom Bower, Simon Baker, Bill Pullman, Bret Briscoe, Matthew Maher, Liam Aiken, Jay R. Ferguson, Ali Nazary – Genere: Thriller, colore, 120 minuti – Produzione: USA 2010 - Data di uscita: 26 novembre.
Nell’assolata e piccola cittadina di Thompson (Texas occidentale), negli anni ’50, si svolge la storia di Lou Ford. Lou è uno sceriffo affascinante, riservato, bello e giovane ma con seri problemi psico-comportamentali. Infatti Ford, s’innamora, si vendica, si pente, s’innervosisce e uccide, più e più volte. Ciò che gli gira intorno è la strana e controversa vita del paese, la sua metamorfosi interiore riflette quella delle persone che gli si avvicendano. Lou Ford è un antieroe per eccellenza, ma la bravura di Casey Affleck quasi lo rende simpatico, non perde mai la calma, nemmeno nelle scene di tensione e, il suo ghigno facciale rispecchia la bipolarità caratteriale che lo distingue. Affiancato da un cast femminile composto dalla splendida Jessica Alba, qui impegnata nel ruolo di una donna facile che esercita il suo fascino sugli altri per vivere, e la paffuta Kate Hudson alla prova con un ruolo serio. Affleck Junior definisce il personaggio facendo trasparire il suo essere vittima e carnefice allo stesso tempo, il tutto affrontato con un disarmante distacco. Il regista Winterbottom ha ideato e sviluppato questo film basandosi sul romanzo dello scrittore pulp Jim Thompson, riprodotto su pellicola con lo stesso titolo, immergendo lo spettatore in una classica atmosfera noir da film anni ’50: vestiti eleganti, pettinature ondulate e patinate e la dolce educazione che precede il boom economico. Sommariamente il film si potrebbe paragonare a un “American Psyco” d’altri tempi, ma dalle note più celate, meno violente, semmai affrontate con più freddezza, contrassegnato dall’epilogo finale in cui si tirano tutte le somme, in cui si pagano tutti i conti e chi deve prendere il resto si accontenta di pochi spiccioli. Buona la cura della fotografia, con scenari accurati e ricercati, ma la vera sorpresa della pellicola è la colonna sonora, con musiche originali alternate al solo pianoforte che sdrammatizzano e colorano le situazioni più forti.
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