Terence Hill - Biografia
Bud Spencer e Terence Hill: rappresentanti unici di un genere western che ha sostituito alla violenza la risata e le gag, scelta che si è dimostrata di successo e longeva
(Venezia, 29 marzo 1939)
Mario Girotti, in arte Terence Hill, nasce il 29 marzo del 1939 a Venezia, secondo di tre figli, il padre è un chimico italiano, la mamma è tedesca. Piccolissimo si trasferisce a Dresda con la famiglia, e fortunatamente sopravvive ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. A conflitto finito i Girotti si trasferiscono a Roma.
Mario ha un carattere allegro, spensierato, un’intelligenza arguta, che mette a frutto studiando con impegno. Nella capitale può praticare la sua grande passione, il nuoto, per la società “Lazio”, la stessa dell’allora campione Carlo Pedersoli, più famoso come Bud Spencer, che ha l’occasione di incontrare ed ammirare in vasca, entrambi ignari dell’intesa professionale e affettiva che in futuro li legherà. A dodici anni durante una gara di nuoto viene notato e scritturato dal regista Dino Risi, che cerca dei ragazzi giovanissimi per il film “Vacanze con gangster” (1952). Mario si rende immediatamente conto della facilità con la quale recita, e di quanto glipiaccia, ma preferisce investire poco sul suo talento artistico, convinto che sia una gloria effimera, così per anni lavora e studia, fino a quando si rende conto che gestire le due cose diventa difficile, le parti che è costretto a rifiutare diventano troppe, è il momento di cavalcare il successo che riscuote negli ambienti cinematografici per non rischiare di esserne tagliato fuori, così abbandona la facoltà di Lettere al terzo anno.
Ha già all’attivo diverse pellicole, tra le quali ricordiamo “Lazzarella” del 1957 di Carlo Ludovico Bragaglia, il film più visto di quell’anno, che lo fa conoscere al grande pubblico; “La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo, sempre del 1957, accanto a Yves Montand e per la televisione, nel 1959, di “Il ritratto di Dorian Gray”. Sempre nel 1959, lavora in “Annibale” con Pedersoli, senza mai incontrarlo. Nel 1963 Visconti lo vuole nel cast de “Il Gattopardo”, la sua carriera è in continua ascesa. Si trasferisce in Germania per girare vari film, tra cui una serie di western. Nel 1967 ritorna in Italia, dove inizia la moda degli spaghetti western. Giuseppe Colizzi lo chiama per sostituire Pietro Martellazza (Peter Martell), infortunatosi cadendo da cavallo, in “Dio perdona…Io no!” (1968).
Per Mario è l’anno della svolta sia artistica che sentimentale: sul set c’è anche Pedersoli, in arte Bud Spencer, con il quale ha inizio un fortunato sodalizio artistico, è c’è anche un’attrice americana, Lori Hill, della quale s’innamora e subito sposa. Sollecitato a rendere il suo nome più esotico, per seguire una moda del momento, decide di chiamarsi Terence Hill, per omaggiare la consorte e lo scrittore Terenzio. La coppia Hill/Spencer miete continui successi, con film che entusiasmano e divertono il pubblico di ogni età. Ancora oggi i loro film in tv sono seguitissimi, soprattutto dai più piccoli, che vedono rappresentato un mondo dove i buoni sono forti e simpatici ed i cattivi ridicoli e goffi. Sono rappresentanti unici di un genere western che ha sostituito alla violenza la risata e le gag, scelta che si è dimostrata di successo e longeva. Tra le tante pellicole ricordiamo “Lo chiamavano Trinità…” (1970) e il suo seguito “…Continuavano a chiamarlo Trinità” (1971), “…Altrimenti ci arrabbiamo!” (1974), “I due superpiedi quasi piatti” (1974), “Io sto con gli ippopotami” (1979), “Chitrova un amico trova un tesoro” (1981), “Don Camillo” (1983), “Nati con la camicia” (1983), “Non c’è due senza quattro” (1984), “Miami Supercops – I poliziotti dell’8° strada” (1985).
Abbandona il cinema a seguito della morte, a soli diciassette anni, di uno dei suoi due figli in un incidente stradale, perché segnato da una profonda depressione. Ma la voglia di recitare non è sopita definitivamente, così dopo anni d’inattività, nel 2000, accetta una nuova sfida, quella di interpretare per la tv “Don Matteo”, prete investigatore, che diventa una delle fiction di punta della Rai, divertente, simpatica, di buoni sentimenti, per famiglie. Oltre la tonaca, se si guarda attentamente, è ancora possibile ritrovare in Terence Hill il sorriso del mitico “Trinità”.
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