Attrici sulla tavola rotonda: Jennifer Lawrence, Emma Stone, e gli scandali di Hollywood

Sei grandi attrici, tra cui Jessica Chastain, Jennifer Lawrence e Emma Stone, si confidano all’ Hollywood Reporter sui rischi di questo lavoro e su come il perverso “meccanismo dell’abuso” del cinema americano potrebbe finalmente essere giunto al suo capolinea.

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Le grandi attrici di Hollywood contro gli scandali sessuali

Emma Stone, Jennifer Lawrence, Jessica Chastain e Saoirse Ronan, tra le attrici americane più promettenti della nostra generazione, insieme a Allison Janney, veterana sempre sulla cresta dell’onda, e Mary J. Blige, grande interprete dell’R&B oltre che talentuosa attrice, sono state riunite per una tavola rotonda in cui discutere di cinema, recitazione, ma soprattutto della condizione dell’industria hollywoodiana e dei suoi recenti problemi.

Tre delle partecipanti, Emma Stone (“La La Land”, “La battaglia dei sessi”), Jessica Chastain (“Zero Dark Thirty”, “Molly’s Game”) 40, e Allison Janney (“Juno”,”I, Tonya”) 57, avevano lavorato insieme nel film del 2011 “The Help”, pellicola dalle tematiche fortemente femministe. Di certo la conversazione non è stata molto leggera, non quest’anno con gli orrori degli scandali sessuali nei titoli delle prime pagine. Le attrici hanno esposto forti opinioni sull’argomento, passando velocemente in un sincero dibattito su quanto il sessismo e le molestie siano interconnesse con i problemi di diseguaglianza a Hollywood. Deprimente? Si, ma sempre con l’attenzione su questo soggetto, Allison Janney ha notato, “è eccitante pensare che la nostra cultura sta cambiando.”

Riportiamo qui alcuni dei momenti salienti della lunga intervista.

 

I titoli del giornali di Hollywood parlano tutti dei presunti scandali sessuali. Alcune persone credono che l’industria dell’intrattenimento non sarà più la stessa.

 

 JESSICA CHASTAIN: Io spero proprio che l’industria dell’intrattenimento non sarà più la stessa. Se guardi alle storie di Louis B. Mayer, Fatty Arbuckle e Jack Warner, se leggi il diario di Shirley Temple, scoprirai cosa gli accadde quando era solo una bambina: c’è una storia di abusi contro le donne nella nostra industria che non è mai stata svelata. Sono devastata da tutte le storie che sono uscite fuori perché spezzano il cuore, ma allo stesso tempo mi sento speranzosa perché non le stiamo più ignorando.

JENNIFER LAWRENCE: Il grande fraintendimento tuttavia è che questo succede solo nell’industria dell’intrattenimento. Ancora una volta, l’industria dell’intrattenimento è come un palcoscenico nel quale puoi vedere le dinamiche e i problemi che ci sono in tutto il mondo. Se un assistente di volo si spinge troppo in là con una pilota invece, questo non finisce sui giornali perchè nessuno lo sa. Questo non significa che ci sono meno abusi sessuali nel mondo o in qualsiasi altro posto di lavoro. Ma fortunatamente ora si comincia a parlarne.

Queste storie ti hanno portato a guardare alla tua carriera sotto una luce diversa, o a rivalutare alcune interazioni avute in questo lavoro?

 

ALLISON JANNEY: Sono veramente fortunata che a me non è mai accaduto niente di questo genere, ma l’unica ragione è che non sono entrata in quest’industria fino a quasi 38 anni. Sono sempre stata informata di ciò che accadeva ai casting, che è una cosa che una donna deve sapere se cresce in questo business. Ma è bello pensare che forse d’ora in poi ciò sarà una cosa del passato, e che non ci saranno altri abusi di potere. E’ eccitante pensare che la nostra cultura sta cambiando.

Il meccanismo dello sfruttamento di potere e dell’abuso può cambiare?

 

JENNIFER LAWRENCE: Io lo spero alla fine. Ma penso che ci vorrà un po’. E’ molto radicata sfortunatamente. E’ come se in tutto ciò fosse in qualche modo la dimostrazione sociale della mascolinità.

MARY J. BLIGE: Nell’industria della musica non ho mai avuto questo problema. Sono sempre stata un maschiaccio. Mi sento triste per le donne, ma sono felice che sono libere ora perché hanno dovuto mantenere questo segreto per anni. E credo che le cose cambieranno perché questo fa dire ad altre donne “anche io”,”anche io”, “anche io”, e questo continua ad accadere ogni giorno perché le persone sono stanche di tormentarsi con questo segreto che le tiene prigioniere. Le donne hanno dovuto affrontare tutto questo fin da quando sono bambine.

EMMA STONE: Io sono una persona che tiene tanto dentro e diventa molto nervosa quando parla. Dobbiamo riconoscere che ce ne sono molte che non hanno ancora raccontato le loro storie, che non sono a loro agio nel condividerle. Provo cosi tanta compassione per quelle che stanno ancora crescendo e vanno a lavoro ogni giorno con i loro sfruttatori, o hanno subito abusi in passato e non sono pronti a parlare. E mettere pressione sulle donne per condividere, sai  dicendo, “Se non lo dici adesso, allora sei complice in tutto ciò che di sbagliato sta accadendo”, non è giusto.

MARY J. BLIGE: Molte persone non sono pronte, Quando sei giovane e vuoi essere un artista, o essere un attrice, ci sono persone che ti minacciano di fare certe cose. E a volte subisci degli abusi sessuali, ma non sai nemmeno che lo sono.

Emma, il tuo film parla della lotta di una donna per l’uguaglianza e per essere presa seriamente. Cosa del clima politico di oggi ti ha preparato a questo ruolo?

 

EMMA STONE: Abbiamo girato “La battaglia dei sessi” nella primavera del 2016. Era affascinante perché si parlava di eventi storici, accaduti nel 1973, e ora che sono passati 44 anni i fatti tristemente rilevanti del film sono ancora duri da guardare. Sono stati fatti alcuni passi, le donne possono avere una loro carta di credito senza che un maschio firmi per loro, cosa che non potevi fare nel 1973. E quindi ovviamente ora abbiamo le nostre carte di credito, il che è grandioso e ne siamo molto, molto grati (ride). Questo è abbastanza. Noi stiamo bene (ride). Ma c’è ancora tanto da fare. Siamo ancora pagate meno degli uomini in quasi ogni industria.

Anche prima del clima corrente, era uscito tanto riguardo al salario equo con il “Sony hack”. E’ qualcosa che avete mai rifiutato prima di avere un ruolo?

 

JESSICA CHASTAIN: Io si. Ci sono un sacco di problemi riguardanti l’uguaglianza dei compensi, ma anche in termini di scrittori e registi donne che si avvicinano ai progetti, un problema che nasce a livello delle agenzie. Ora ho una casa di produzione, e chiedevo ai miei agenti “Ragazzi mi mandate una lista di scrittori?” Ed erano tutti uomini. Sto realizzando che loro ingaggiano gli scrittori che hanno la quota più alta perchè hanno una percentuale della quota. Quindi questo ci fa capire perché non ci sono cosi tanti filmmaker donna, no? Ma con gli attori, non capisco, se sei un’agenzia di successo, come può accadere che un agente sia d’accordo con il fatto che tu faccia un film con un terzo del salario della tua co-star? Dopo “Zero Dark Thirty“, mi mandarono molti script dove ero il protagonista femminile, e loro non avrebbero fatto l’accordo con me fino a che non avrebbero scoperto chi era l’attore maschile perché avevano bisogno di fare prima l’accordo con lui e poi vedere cosa rimaneva.

SAOIRSE RONAN: Cosa?!

JESSICA CHASTAIN: Si. E io deciso che non l’avrei fatto più. Così da ora, se qualcosa ha qualcosa da portarmi, grandioso, facciamo l’accordo subito.

JENNIFER LAWRENCE: E’ più facile per me essere pagata equamente. La ragione l’ho spiegata (dopo che il Sony hack ha rivelato che lei era stata pagata meno delle sue co-star maschili in “American Hustle” ). Ma il vero problema è la normalizzazione di tutto ciò. E’ la ragione per la quale i tuoi agenti non pensano due volte a pagarti un terzo della paga della tua co-star, perché è una cosa ormai normalizzata.

Dopo aver trattato estesamente l’argomento, l’intervista volge verso tematiche più leggere, e abbiamo l’occasione di conoscere meglio le nostre attrici preferite.

Qual’è l’attore, vivente o morto, che ti piacerebbe incontrare o con cui vorreste collaborare?

 

JESSICA CHASTAIN: Gary Oldman e Isabelle Huppert sono i miei preferiti. Ma Isabelle ha interpretato mia madre in un film (“La scomparsa di Eleanor Rigby”, del 2013), quindi dico sicuramente Gary Oldman. Fin da quando ero piccola lui è stato qualcuno che , quando lo vedevo da performance a performance, non sembrava mai se stesso.

JENNIFER LAWRENCE: Non si riconosce mai!

JESSICA CHASTAIN: Sono sicuro che potrebbe andare in mezzo alla strada e la gente potrebbe non riconoscerlo, il che è incredibile per me! Ma lui è un mutaforma.

JENNIFER LAWRENCE: Io direi Bill Murray. Ma odio rispondere a una domanda cosi perchè ce ne sono troppi.

EMMA STONE: Se non faccio qualcosa con Diane Keaton prima della fine dei tempi, non so cosa farò. Lei per me è tutto. La amo, e parlo di lei anche troppo. Amo anche Hank Azaria, lo trovo brillante e ingiustamente sottovalutato.

MARY J. BLIGE: Frank Sinatra perchè era ovviamente un grande cantante, ma non sapevo fosse anche un cosi grande attore. Angela Bassett è un’altra che amo e lei (indica Allison Janney) perché è stata incredibile in “Juno”. Mi ha fatto ridere fino alle lacrime.

Nicolò Piccioni

27/11/2017

 

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