"Sweeney Todd" secondo Tim Burton (Sweeney Todd) Regia: Tim Burton Cast: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen, Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head. Genere: Musical, colore - Produzione USA 2007. - Distribuzione: Warner Bros Italia.
Tim Burton è venuto oggi a Roma a presentare il suo nuovo film, “Sweeney Todd, The Demon Barber of Fleet Street”, basato sul musical teatrale musicato da Stephen Sondheim.
 Più horror delle sue precedenti fatiche («Per me l’elemento horror rappresenta una valvola di sfogo, tutto quel sangue che scorre ha una valenza catartica, non realistica», ha spiegato Burton), il film è sembrato a qualcuno una sorta di seguito di “Edward Mani di Forbice”, il cui protagonista era sempre Johnny Depp. « “Sweeney Todd” è ovviamente basato sul musical originale, ed è un mix di humour e horror che mi è piaciuto infondere nella storia. Forse si può parlare di un ‘seguito’ di “Edward Mani di Forbice”, ma “al contrario”, nel senso che Sweeney Todd potrebbe forse rappresentare, per via della sua natura e dei suoi rasoi, un Edward “depresso”.» Tornato in patria dopo 15 anni di lavori forzati, in un carcere australiano dove era stato rinchiuso ingiustamente, il barbiere Benjamin Barker ha assunto l’identità di Sweeney Todd per non essere riconosciuto dal suo aguzzino, il giudice Turpin, artefice del suo arresto ingiustificato, del quale Todd vuole vendicarsi per avergli portato via moglie e figlia. Ed è proprio la vendetta il motore principale che muove il protagonista, nella cui mente non c’è spazio per altro, nemmeno le attenzioni morboso/amorose di Mrs. Lovett (Helena Bonham Carter), sua padrona di casa e diabolica complice. «Il rapporto tra Sweeney Todd e Mrs. Lovett - ha spiegato Burton - è una rappresentazione dei moderni rapporti umani. Due persone sono nella stessa stanza ma tra di loro non c’è comunicazione. Il film vuole essere anche una metafora dei tempi moderni caotici. Io lo considero una favola, ed in quanto tale contiene un punto di contatto con la modernità perché attinge dalle emozioni della gente, che sono le stesse in tutte le epoche». A proposito di emozioni, la più presente nel film è proprio la vendetta, un sentimento che secondo Burton «la gente sottovaluta. E’ un sentimento molto forte, del quale la gente ha paura di parlare. Ma in realtà tutti nutrono sentimenti di vendetta, anche se forse non ai livelli di Sweeney Todd. A chi non è mai capitato di volersi vendicare, del bullo che a scuola ti faceva star male, magari diventando una persona di successo?». “Sweeney Todd” è il sesto lavoro che Tim Burton dirige avendo Johnny Depp come protagonista. Il motivo? «E’ che Johnny è una persona che si mette sempre alla prova. Mi ricordo di avergli mandato la colonna sonora del film cinque anni fa, senza nemmeno sapere perché, e poi non ne abbiamo più parlato. Johnny non aveva mai cantato, ma quando anni dopo gli ho proposto di fare questo film insieme, ha accolto una sfida. Tutto il film rappresenta una sfida. Sono rimasto affascinato dall’idea della musica e ho accettato di realizzarlo così com’è, sebbene la cosa comportasse dei rischi. Ma è grazie alla musica che i protagonisti, chiusi in se stessi, riescono ad esprimersi. A livello tecnico, inoltre, la musica invece di rivelarsi un ostacolo è stata un elemento catartico per gli attori, che grazie a questo tipo di recitazione “cantata” sono stati in grado di fare cose che recitando normalmente non avrebbero mai fatto».
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