Donna con la D maiuscola, Susan Sarandon ha talento e carattere indiscutibili. Impegnata fin da ragazza nelle vicende politiche americane, dalle manifestazioni in piazza contro la guerra in Vietnam alle contestazioni del ’68, Susan diventa una famosa ed importante attrice, affermata ormai a livello internazionale. Cresciuta in una famiglia come tante, riceve una rigida educazione da cui maturerà però un carattere vivace, rivoluzionario e allo stesso tempo forte e determinato. Dopo il liceo, nel 1964, si iscrive alla Catholic University of America Drama School, che frequenta per quattro anni e dove incontra il suo futuro marito, Chris Sarandon, che sposerà nel ’67 e da cui prenderà il cognome, abbandonando quello del padre Phillip Leslie Tomalin. Debutta nel 1970 nel violento film di John G. Avildsen “Joe – La guerra del cittadino Joe”, in cui interpreta una ragazza che viene uccisa dal padre, un operaio progressista. Nel 1971 conosce Monicelli che la vuole nel cast de “La mortadella” assieme a una Sophia Loren all’apice della sua carriera. È proprio in questo momento che la Sarandon si fa conoscere in Italia. Non ancora considerata un’attrice di spicco si cimenta in pellicole minori, che le servono da gavetta, come “Lovin’ Molly” (1974) di Sidney Lumet. Nello stesso anno lavora per il famoso regista Billy Wilder in “Prima pagina”, con Jack Lemmon e Walter Matthau, mentre nel 1975 partecipa a “Il temerario” di George Roy Hill, con un brillante Robert Redford. È proprio il 1975 a vederla emergere, se non spiccare, agli occhi del pubblico e della critica, con l’interpretazione della casta fidanzatina Janet Weiss nell’esplicito e rivoluzionario “The Rocky Horror Picture Show”, di Jim Sharman. Protagonista dello scandaloso “Pretty Baby” (1978), di Louis Malle, riceve la nomination all’Oscar come Miglior Attrice in “Atlantic City U.S.A.”, nel 1980, ancora una volta diretta da Malle, con cui ha anche intrapreso una relazione sentimentale, dopo il divorzio da Chris Sarandon. Nel 1983 è accanto a Catherine Deneuve nell’horror “Miriam si sveglia a mezzanotte”, di Tony Scott, per poi approdare in Italia dove prende parte a “Io e il Duce” (1985), nel ruolo di Edda Mussolini, con Anthony Hopkins. Proprio in questo periodo incontra il regista Franco Amurri con cui avrà una storia d’amore ed una figlia, Eva Amurri, anche lei futura attrice. I suoi personaggi sono abbastanza vari, dato il suo flessibile talento, ma certo la potenza del suo carisma la vede adatta a ruoli di donne turbate ma intelligenti, introspettive e rivoluzionarie, padrone del proprio destino. Sarà perfino una strega, quella de “Le streghe di Eastwick” (1987), di George Miller, con Jack Nicholson. Tra le pellicole nascono sempre un nuovo amore e una nuova avventura, come in “Bull Durham – Un gioco a tre mani” (1988), dove incontra Tim Robbins, padre di altri due suoi figli: Jack Henry e Miles Guthrie Robbins. Arrivano gli anni novanta, quelli di “Calda emozione” (1990), ma soprattutto dell’indimenticabile “Thelma & Louise” (1991), film per cui la maggior parte la ricordano, alla guida della Ford Thunderbird verde, insieme all’amica Thelma (Geena Davis). Diretto da Ridley Scott le farà vincere una nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista e un David di Donatello speciale come Miglior Attrice Straniera. Nel 1992 partecipa a “Lo spacciatore” di Paul Schrader e al politico “Bob Roberts”, di Tim Robbins. Nel 1993, dopo una scenata pacifista alla cerimonia per la consegna degli Oscar, in favore di alcune minoranze etniche in America, le sarà impedito di presenziare alle serate ufficiali. Ma le polemiche non fermano il suo successo! Nel 1994 infatti è l’agguerrita avvocatessa de “Il cliente”, per cui riceverà anche un BAFTA. E appena un anno dopo con il ruolo di Helen Prejean di “Dead Man Walking – Condannato a morte”, di Tim Robbins si aggiudica finalmente il tanto agognato, e meritato, Oscar come Migliore Attrice Protagonista. La ritroveremo con Jiulia Roberts in “Nemicheamiche” (1998) e diretta da John Turturro in “Illuminata” (1998) e nello stravagante musical “Romance & Cigarettes” (2004). In seguito anche se lavora moltissimo i film a cui prende parte non sono sicuramente tra i più memorabili; ricordiamo: “Alfie” (2004) con Jude Law e Marisa Tomei; “Un amore sotto l’albero” (2004), di e con Chazz Palminteri; “Shall We Dance” (2004) con Richard Gere e Jennifer Lopez; “Elizabethtown” (2005), con Orlando Bloom e Kirsten Dunst; “Le verità negate” (2006); “Nella valle di Elah” (2007), con Tommy Lee Jones; “Leaves of Grass” (2008), con Edward Norton e “Speed Racer” (2008) dei fratelli Wachowski. Nel 2009 è nel cast di "Amabili resti", diretto da Peter Jackson e "The Greatest" con Pierce Brosnan. Continua imperterrita nell’attivismo politico e nell’impegno umanitario, collaborando con Amnesty International ed Unicef nella lotta contro il razzismo ancora dilagante, seppur velato dalla scintillante società americana. Tra film non proprio riusciti e personaggi tra i più diversificati riesce comunque a restare nel nostro immaginario come una gran donna, una star, una persona dal temperamento vivo e attivo, che vuole esserci a trecentosessanta gradi e su tutti i fronti. Le sue interpretazioni al cinema hanno rispecchiato tutto questo: nella resa e nello sguardo, nel sorriso e nel senso di libertà che ha conquistato il grande pubblico.
Eleonora Zilli
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