
È il Festival del cinema indipendente per eccellenza e quindi un momento importante di crescita per chi nel cinema lavora e per chi il cinema lo ama. Prende il nome dal personaggio cinematografico Sundance Kid, interpretato da Robert Redford nel film western “Butch Cassidy” di George Roy Hill del 1969, perchè è proprio grazie a Redford che questo festival nasce e cresce di anno in anno. Redford ha fondato anche il Sundance Institute, una organizzazione no-profit che promuove i giovani cineasti, grazie a lui e alla fondazione grandi registi come Quentin Tarantino e Steve Soderberg (che cominciò qui come autista della navetta) hanno avuto la possibilità di muovere i primi passi dietro la macchina da presa per diventare in seguito maestri della settima arte. Park city, la località in cui si svolge la rassegna, è una piccolo sobborgo alle porte della città di Salt Lake City, dove la fanno da padrone i mormoni che fondarono la città e la neve, nel 2002 infatti qui si tennero i Giochi Olimpici invernali. Redford è proprietario di terreni in questa zona dello Utah, in quanto la moglie Lola, sua compagna di vita per 30 anni, era originaria del posto. Il Sundance Institute ha un laboratorio dove registi, montatori, sceneggiatori in erba possono sperimentare e imparare. Come si può vedere nel sito
www.sundance.org qui sono passati proprio tutti…nell’ archivio fotografico riconosciamo Louis Malle e Candice Bergen, Robert Duvall, Ben Stiller, Al Pacino, Gweneth Paltrow, Ethan Hawk, Benicio Del Toro, James Coburn, e mille altri oltre ovviamente al sempreverde – e sempre affascinante – Robert Redford. Il Sundance è il festival che sogniamo di avere anche in Italia, dove il cinema è ancora considerato un’arte, in cui sperimentare come in un laboratorio artigiano grazie all’ aiuto dei maestri più grandi. E ci da anche la possibilità di vedere quella faccia dell’America che negli ultimi anni si era un po’ oscurata – insomma quella che più piace al mondo – quella della realizzazione dei sogni partendo da zero. Sundance promuove anche ogni tipo di azione ambientalista, come il riciclaggio delle guide al festival, e la spinta a recarsi a piedi o in autobus invece di usare gli inquinanti suv. Nel festival vengono programmati molti film che spesso sono opere prime e poi alla fine vengono giudicati e vincono nelle molteplici categorie in cui si articola la rassegna. Il premio più importante è il Grand Jury Prize che lo scorso anno è andato “Manda Bala” (“Send a Bullet”) di Jason Kohl e a “Padre Nuestro” di Christopher Zalla. Negli anni passati alcuni lavori usciti dal festival hanno avuto anche un meritato successo internazionale come “Supersize me” di Morgan Spurlock del 2004 in cui venivano illustrati i danni causati da un’alimentazione tutta a base di cibi Mcdonalds o “Run Lola Run” del tedesco Tom Tykwer, un originalissimo film incentrato sulla figura di Lola che ha poi ispirato altri grandi personaggi femminili tra cui quello dell’ agente segreto Sydney Bristow della serie tv “Alias” interpretato da Jennifer Gardner. Siamo andati a spulciare nella lista dei film in concorso quest’anno per vedere cosa c’è di italiano: nella categoria short film c’è “Buyo” di Andrea Fasciani, studente di scienze delle comunicazioni alla facoltà di Bologna con il pallino dei cortometraggi. È un film di 37 minuti diretto, sceneggiato, musicato e interpretato da Fasciani. Accanto a lui recitano anche Raffaele Patella, Anna Manzo e Paolo Ippolito. E la storia di un ragazzo che comunica solo con suoni incomprensibili e di una donna sorda e grazie al loro modo diverso di comunicare si innamorano. In bocca al lupo ad Andrea Fasciani. Nella categoria Word Dramatic c’è invece il film “Riprendimi” di Anna Negri, regista nata Venezia che ha studiato e lavorato in Francia, Olanda e Uk. Tornata in Italia ha lavorato come regista e sceneggiatrice per la tv e al cinema con “In principio erano le mutande” del 1999. “Riprendimi” può definirsi un mockumentary, finto documenatario di una separazione sentimentale. È prodotto dall’ attrice Francesca Neri che ha creato la casa di produzioni Bess Movie. In bocca al lupo a tutte e due. “Green Porno” di Isabella Rossellini (possiamo considerarla ancora italiana, vero? anche se è una produzione statunitense), è un cortometraggio sulla vita sessuale degli insetti, ragni, falene e libellule. Il 17 gennaio è stato presentato “In Bruges” film irlandese interpretato dal bravo e bello Colin Farrell e Brendan Gleeson, ambientato nella cittadina fiamminga medioevale. Farrell arrivato a Park Lake è già stato immortalato in tenuta da neve abbracciato alla giovane star della tv per ragazzi Mary j Olsen.
Vi terremo informati sui film, gli eventi e i vincitori dei prossimi giorni.