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Suburra – La serie 1×06 – Recensione e Spoiler

Suburra – la serie: una gita fuori porta

Il sesto episodio di “Suburra – La serie” “Ajo, oio e peperoncino” è diretto ancora un a volta da Andrea Molaioli.

Dal titolo di questa puntata si potrebbe supporre che succederà qualcosa di semplice, sbrigativo, senza troppi problemi. Invece risulterà essere proprio il contrario.

Sono due i lati che i tre giovani mostrano in quest’episodio. Da una parte tutta la loro spensieratezza, il loro lato giovanile, fatto di scherzi e passatempi, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze; dall’altro il loro carattere più recondito, quello che li ha portati ad una situazione forse troppo grande da gestire per loro.

Per la prima volta da quando è cominciata la serie, l’ambientazione si sposta fuori Roma. Se fino ad ora tutte le scene erano state girate tra il centro di Roma e le sue periferie, in questo episodio il fulcro si svolge lontano dai palazzi del potere, lontano da tutti gli avvenimenti che stanno succedendo nella Capitale. In un’abbazia e in questi luoghi apparentemente calmi e tranquilli i due giovani, Aureliano e Spadino, porteranno scompiglio tra i preti qui rifugiati in preghiera, sconvolgendo del tutto la vita di monsignor Theodosiou.

 

Suburra – La serie: un personaggio ancora da scoprire

In questo episodio di “Suburra – La serie” il personaggio di Sara interpretato da Claudia Gerini continua a rimanere in balia degli eventi, come se servisse a tutti, ma anche come se tutti ne possono fare a meno. L’interpretazione della Gerini rispecchia in pieno il carattere di Sara, un personaggio dall’anima forte, ma sempre piantata ai blocchi di partenza come se non riuscisse a liberarsi dai suoi obblighi; sempre pronta a fare quella mossa che la porterebbe in una situazione migliore, per poi di colpo ritornare a lottare per tenersi a galla in questo mare di eventi che la circonda.

Alla fine siamo solo al primo episodio della seconda parte della stagione, quindi magari in futuro ci aspetteranno dei cambiamenti ancora più repentini di quelli visti fino ad ora.

Tomas Barile