Stronger

Stronger - Recensione: una vera storia di forza

Stronger scena

Il titolo "Stronger" racchiude senza dubbio l'essenza di questo film: è una storia di forza e di coraggio, che parla dell'andare avanti nonostante tutto.

La vita del ventottenne Jeff Bauman viene sconvolta all'improvviso da un evento drammatico, lo scoppio di una bomba, che lo priva delle sue gambe. Lui che si trovava lì, a quella fatale Maratona di Boston del 2013, non per correre ma per compiere un gesto romantico, per riconquistare la ragazza che amava e che lo aveva lasciato, viene strappato via con violenza alla vita che aveva; nella sua disgrazia, tuttavia, ha una piccola fortuna: è ancora vivo, può ancora abbracciare i suoi cari, l'esplosione non ha messo la parola fine ai suoi giorni; ma il cammino per tornare a condurre una vita normale sarà senz'altro lungo e faticoso e ci vorrà  grande impegno e una grande forza d'animo per affrontare i giorni che verranno. Ed è proprio questo che il film ci racconta: la vita di un uomo che, nonostante le avversità, nonostante i momenti di debolezza, va avanti, circondato dall'amore dei familiari e dei suoi connazionali.

Il tutto, poi, acquisisce un significato molto più profondo se si pensa che "Stronger" non è solo il frutto della penna e dell'immaginazione di qualcuno, ma è tratto dalle parole e dalla vera storia di Jeff Bauman e dal libro autobiografico in cui ha raccontato la sua disgrazia.

Stronger: l'importanza degli attori in un film che sa un pò di déjà-vu

Stronger Jake Gyllenhaal

Fatte le dovute premesse, si arriva al nocciolo della questione: "Stronger" è un film già visto. Non è certo la prima volta che l'America si racconta in questo genere di pellicola, con una storia  di forza, di avere il coraggio di superare gli ostacoli, per quanto insormontabili possano sembrare, infarinata poi da una dose di patriottismo, con gli americani che si stringono intorno ai propri connazionali sconvolti da un evento drammatico e terribile come quello del terrorismo.

Certo, si tratta di un evento realmente accaduto, la vita di un vero uomo in carne e ossa, che ha vissuto una disgrazia sulla sua pelle, e ciò, oltre a dover infondere un grande rispetto nello spettatore, dona un sapore differente, agrodolce, a tutto il film; ma anche questa è un'operazione conosciuta, a cui il pubblico è abituato. "Stronger" è un'opera da cui si sa già cosa aspettarsi.

Il prodotto, comunque, è stato confezionato bene, con la giusta mescolanza di eroismo, di amore e di fragilità umana, ragion per cui riesce a smuovere, nonostante tutto, qualcosa all'interno dello spettatore, creando con lui una connessione empatica che (ammettiamolo) è difficile che lasci totalmente indifferente.

Il pubblico può ridere con i personaggi sullo schermo e può commuoversi per le loro debolezze; ma di fronte a qualcosa di già visto e rivisto, diventa ancor più fondamentale e difficile il ruolo degli attori chiamati ad interpretarlo. Jake Gyllenhaal, che qui veste i panni del protagonista Jeff, riesce bene in questo intento. È un bravo interprete, regala una buona performance anche con solo la metà superiore del corpo e persino gli sguardi vacui e persi si tingono, attraverso i suoi occhi, di un profondo significato; riesce a rendere la difficoltà di un uomo che, a ventotto anni, improvvisamente scopre di non poter più contare sulle proprie gambe, sulle proprie forze, mentre la sua disgrazia, i problemi quotidiani, la vita sentimentale e l'inaspettata notorietà che lo catapulta sugli schermi televisivi e nelle case degli americani, si mescolano in un intreccio indissolubile.

Stronger: una lezione che, di tanto in tanto, fa bene ricordare

Alla fine, nel suo essere, fondamentalmente, un clichè cinematografico americano, "Stronger" è un film che si lascia guardare bene fino alla conclusione (anche se sappiamo già, a grandi linee, come andrà a finire); forse gli americani hanno bisogno, ogni tanto, di ricordare che sono una nazione forte e, più in generale, che l'essere umano, pur piegato da una vita difficile e un destino che ogni tanto gli gioca una mano sfortunata, può rialzarsi. E, alla fine, è un insegnamento che vale per tutti e che, forse, qualche volta è giusto ricordare.

 

Giada Aversa

  • Regia: David Gordon Green
  • Cast: Tatiana Maslany, Jake Gyllenhaal, Clancy Brown, Frankie Shaw, Miranda Richardson. Kristen Annese, Leah Procito, Shawn Contois, Nicky Fox, Jimmy LeBlanc, Owen Burke, Jeffrey Corazzini, Michelle Romano
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 116 minuti
  • Produzione: USA 2017
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Data di uscita: 8 Febbraio 2018

 

 

Stronger locandina"Stronger" è la storia di Jeff (Jake Gyllenhaal), un ragazzo di 27 anni presente alla maratona di Boston del 2013, devastata dall'esplosione di due ordigni a pochi metri dal traguardo che causarono il ferimento di 264 persone: Jeff aspetta la ragazza che ama, Erin (Tatiana Maslany), alla soglia della linea d'arrivo, per riconquistarla con un gesto romantico, e viene investito in pieno dallo scoppio delle due bombe. Si risveglia in ospedale, dove scopre di aver perso l'uso di entrambe le gambe. Jeff non si da per vinto, collabora con le forze dell'ordine per riuscire ad identificare i due attentatori e si sottopone a un lungo e difficile periodo di riabilitazione, sostenuto e spalleggiato dall'amore dei suoi cari e da Erin.

"Stronger", una storia vera di forza e determinazione

“Stronger”, diretto da David Gordon Green, il regista acclamato al Torino Film Festival nel 2000, grazie al suo “George Washington”, che conquista il premio al Miglior Film, porta sugli schermi una storia vera, tratta dal libro autobiografico dal titolo omonimo, scritto da Jeff Bauman e Bret Witter, che racconta la tragedia dell'attentato alla maratona di Boston nel 2013.
Nel cast, il famoso attore Jake Gyllenhaal, candidato nel 2006 al Premio Oscar al Miglior Attore Non Protagonista per il suo ruolo in “I segreti di Brokeback Mountain” e al Golden Globe nel 2015 per il Miglior Attore in un Film Drammatico grazie alla sua interpretazione di Lou nel film "Lo sciacallo",  e l'attrice Tatiana Maslany, nota soprattutto grazie alla serie “Orphan Black” di cui è anche produttrice.

 

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