Stefano Accorsi - Biografia (Bologna, 2 marzo 1971)
Stefano Accorsi nasce il 2 marzo del 1971 a Bologna e sin da bambino aspira a diventare attore. Su suggerimento della madre partecipa ad un provino, in un primo momento senza successo, con Pupi Avati. Viene poi richiamato dallo stesso regista per una parte in “Fratelli e sorelle” (1992), girato negli Stati Uniti, con la quale si aggiudica il premio di Miglior Attore Esordiente. Nel 1993 si diploma alla Scuola di Teatro di Bologna e, entrato nella compagnia del Teatro Stabile di Bologna, prende parte a vari spettacoli, anche classici, da Pirandello a Goldoni. L'anno successivo conquista la notorietà tra il pubblico italiano con lo spot pubblicitario per una nota casa di gelati nel quale, durante un goffo tentativo di abbordaggio di alcune fanciulle, pronuncia la frase maccheronica, diventata il tormentone di quegli anni, “tu gust is megl che uan”. Iniziano, così, a fioccare le proposte e Stefano Accorsi recita nel film-tv “Voci Notturne” (1995), ne “La mia generazione” (1996) di Wilma Labate, in “Vesna va veloce” (1996) di Carlo Mazzacurati e in “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” (1996) tratto dall'omonimo romanzo di Enrico Brizzi e diretto dall'esordiente Enza Negroni. É soprattutto con questa interpretazione che la sua popolarità si diffonde a macchia d'olio ancora per lo più tra le adolescenti. Con il ruolo di Dj radiofonico degli anni '70 sul set di “Radiofreccia” (1998) di Luciano Ligabue si aggiudica il favore del pubblico e della critica e vince nel 1999 il David di Donatello. Da questo momento la sua carriera procede con numerose interpretazioni nei ruoli più disparati, tra cui nel 2001 “L'ultimo bacio” di Gabriele Muccino, “Le fate Ignoranti” di Ferzan Ozpetek, con cui si aggiudica il Nastro D'Argento e “La stanza del figlio” di Nanni Moretti. Tutti film che lo consacrano come attore versatile ed impegnato. Ancora una volta, sempre nel 2001, in “Santa Maradona”, come già ne “L'Ultimo Bacio”, si cala nei panni di un trentenne in crisi d’identità, dando voce ad un'intera generazione. Nel 2001 si conclude anche la storia con Giovanna Mezzogiorno. Nel 2002 riceve la coppa Volpi al Festival di Venezia per l’interpretazione di Dino Campana in “Un viaggio chiamato amore” di Michele Placido con Laura Morante nei panni di Sibilla Aleramo. Nel 2005 lo ritroviamo diretto da Placido in “Romanzo Criminale”, con un cast d'eccezione, unica pellicola rappresentante italiana al Festival di Berlino. Anche in Francia, dove si è trasferito da tempo, guadagna il plauso della critica e del pubblico con varie prove, tra le quali “Tutta colpa di Fidel” (2005) e “Triplice Inganno” (2006) e proprio lì, conclusasi la storia con la Mezzogiorno, intraprende una relazione con la Casta, che nel 2006 gli dà un figlio. Nuovamente con Ferzan Ozpetek in “Saturno Contro” (2006), affronta il tema della morte. Nel 2008 torna a teatro con lo spettacolo “Il Dubbio”, dramma sulla pedofilia nella chiesa per la regia di Sergio Castellitto, con il quale realizza una tournée in Italia; mentre nel 2010 è ancora diretto da Muccino nel sequel de “L’ultimo bacio”, “Baciami ancora”. Ad una così vasta filmografia si aggiungono le buone doti canore che Stefano Accorsi ha dimostrato di possedere in occasione dell'edizione del festival di Sanremo del 2009, quando per la ricorrenza del compleanno del cantautore Fabrizio De Andrè, si è cimentato nella meravigliosa canzone “Bocca di Rosa”.
Enrica Nocera
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