Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza – Recensione

  • Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
  • Regia: J.J. Abrams
  • Cast: Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Kenny Baker, John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Max von Sydow, Lupita Nyong’o, Pip Andersen, Crystal Clarke, Christina Chong, Miltos Yerolemou, Greg Grunberg, Warwick Davis, Jessica Henwick, Maisie Richardson-Sellers, Iko Uwais, Yayan Ruhian, Leanne Best, Gwendoline Christie
  • Genere: Fantastico, colore, 136 min.
  • Produzione: USA, 2015
  • Distribuzione: Walt Disney
  • Data di uscita: 16 dicembre 2015

“Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza”: dopo un’attesa durata dieci anni le “Guerre Stellari” ritornano in sala, per la gioia dei fan di tutto il mondo

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“La vendetta dei Sith” aveva concluso nel 2005 la saga come Lucas l’aveva concepita, e nessuno poteva immaginare che il noto regista avrebbe un domani venduto alla Disney la propria casa di produzione con annessi i diritti della sua fortunata epopea. Così l’insperabile accade, le luci in sala si spengono, i battiti del cuore aumentano, in un silenzio quasi irreale, irrompe l’emozionante musica di John Williams e, per la prima volta in 3D, campeggia sullo schermo la prefazione alle vicende dell’episodio VII.

Gli accadimenti sono ambientati trent’anni dopo “Il ritorno dello Jedi” e J.J. Abrams porta subito lo spettatore al centro dell’azione, quasi a voler placare in maniera immediata le curiosità dei fan che affolleranno le sale. I 136 minuti del film scorrono veloci, tra vecchi amici e nuovi eroi, ed è innegabile il valore aggiunto del 3D, che avvolge lo spettatore, portandolo a tratti quasi a interagire col girato.

“Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza”: una grande operazione commerciale in cui nuovi e vecchi personaggi condividono il set

La sceneggiatura è scritta a quattro mani dallo stesso Abrams e da Lawrence Kasdan, che collaborò a suo tempo con Lucas per la prima trilogia, e si vede: ritornano i personaggi principali che avevano animato la trilogia originale e l’intreccio narrativo è più vicino allo spirito dei primi film di George Lucas.

Non è un segreto per nessuno che questo settimo capitolo sia il frutto di una vasta operazione commerciale nella quale la Disney ha investito danari e maestranze, per cui non ci si può meravigliare se il film sia un mix di scelte che accontentino gli appassionati della saga e al contempo attirino al colossal nuovi adepti, visto e considerato che “Il risveglio della forza” ha una fruibilità che potrebbe non implicare, agli spettatori poco curiosi, la visione dei sei capitoli precedenti.

Anche l’innesto dei nuovi personaggi sembra studiato più in funzione delle mode che dell’ordito narrativo, in modo da accontentare una fetta più consistente di pubblico: uno per tutti quello di Rey, l’eroina femminile simil “Hunger Games”, cui presta volto e movenze la peraltro deliziosa e brava Daisy Ridley.
Il rischio che si corre volendo accontentare tutti è quello di non soddisfare nessuno, e anche di privare il racconto di quella consistenza interiore che ha caratterizzato l’intera saga e le ha permesso di sopravvivere alle mode, senza mai mostrare i segni del tempo.

“Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza”: un film ben fatto che manca però di originalità

La pellicola di Abrams è ben girata e ben recitata; il problema di questo settimo capitolo è che manca di originalità, non porta niente di nuovo all’universo creato da Lucas, è quasi un ripercorrere sentieri noti con vecchi amici e nuovi accompagnatori, quasi una rivisitazione della trilogia originale.

“Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza”  è inoltre privo di quello spessore emotivo che aveva caratterizzato la seconda trilogia di Lucas, in cui era presente un’indagine interiore dei personaggi ben delineata. Abrams sceglie poi di privare lo spettatore dell’attesa, tutto viene spiegato e mostrato subito, quasi fosse certo di rivolgersi a un pubblico di impazienti, o peggio.

Pur apprezzando Abrams e amando “Star Wars” (è bastato vedere il Millennium Falcon di nuovo in volo per esser paghi), con la certezza che il film sarà un successo, per i veri cultori della saga si tratterà di doversi accontentare: si poteva avere di più di una sfavillante ‘quasi copia’ di vicende passate.

Maria Grazia Bosu

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