STA PER PIOVERE – RECENSIONE
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Sta per piovere – Recensione


Un film-dramma sulle cittadinanze negate alle cosiddette seconde generazioni: nascere in Italia ma non essere riconosciuti italiani

Regia: Haider Rashid – Cast: Lorenzo Baglioni, Mohamed Hanifi, Francesco Grifoni – Genere: Drammatico, colore, 110 minuti – Produzione: Italia, Iraq, 2013 – Distribuzione: Radical Plans – Data di uscita: 9 maggio 2013.
“Sta per Piovere” è una storia di lotta e di ingiustizie profondamente attuale, entrata più volte nella discussione politica del nostro paese in campo di diritti civili mancati. Protagonista della vicenda è la famiglia algerina del giovane studente ventiseienne Said. Quando il padre perde improvvisamente il lavoro, Said si vedrà negato il permesso di soggiorno e sarà costretto insieme a lui e al fratello a "tornare in patria", in Algeria, luogo che non ha mai neanche visto. La sua natura combattente lo spingerà dunque ad appellarsi agli avvocati e alla stampa, nel tentativo di attirare l'attenzione sul problema degli immigrati di seconda generazione, intrappolati negli assurdi meccanismi della legislazione italiana.
Said, come molti di seconda generazione, vive un senso di dissacrazione del suo status e delle sue origini. Egli ignora tanti aspetti dell’Algeria, suo paese d’origine, tanto da vivere con terrore il pensiero di doverci andare a vivere a seguito dell’espulsione imminente dall’Italia. La scena del sogno, in cui Said turbato, attraversa la sabbia del deserto algerino evoca perfettamente il suo doppio disagio: quello verso un identità forse perduta e verso un paese che non conosce e che non sente affatto suo. Quel luogo, così diverso dall’Italia, gli è sconosciuto, e per questo egli cerca di costruirlo attraverso l’immaginazione.
Haider Rashid, il regista, ha cercato di proporre un film molto realistico, sia dal punto di vista delle performance, guidate dalla presenza assidua del protagonista, interpretato da Lorenzo Baglioni, che dalla fotografia e dallo sguardo con cui ha deciso di rappresentare la città di Firenze, luogo in cui ha deciso di ambientare il film. Said è un personaggio con una forte morale, diverso dall’usuale rappresentazione dei giovani stranieri in Europa; egli ricalca la falsariga dell’eroe classico, quello che diventa “martire” all’interno della narrazione, che rimane fedele ai suoi principi e per cui il fine non giustifica i mezzi.
“Sta per piovere” è un film semplice, ma capace di essere ciò che il regista vuole, spunto di riflessione e traino per la metamorfosi di un paese, il nostro, ancora abbastanza arenato e chiuso nei confronti di temi delicati come quello dell’immigrazione. Un cambiamento che il regista sembra avvertire nell’aria, dimostrando di credere nella forza naturale e inarrestabile dell’evoluzione e dello sviluppo umano.
Giulia Surace


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