Sposami, stupido (2018)

 

  • Titolo originale: Épouse-moi mon pote
  • Regia: Tarek Boudali
  • Cast: Tarek Boudali, Philippe Lacheau, Charlotte Gabris,  Julien Arruti, David Marsais
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 92 minuti
  • Produzione: Francia, 2018
  • Distribuzione: Koch Media
  • Data di uscita: 20 giugno 2018

sposami stupido poster

Yassine è un giovane ragazzo proveniente dal Marocco, arrivato a Parigi per studiare architettura grazie a un visto per studenti. Arrivando tardi a un esame, perde maldestramente il suo visto e finisce dunque per ritrovarsi in Francia illegalmente. Dopo aver provato a legarsi a una donna che lo mantenga nel paese, e dopo aver ricevuto altrettanti rifiuti, per riuscire a rimanere in Francia l'unica chance che gli rimane è quella di inscenare un finto matrimonio gay con il suo migliore amico francese. Ma i due dovranno dimostrare di essere un'autentica coppia omosessuale agli occhi di un sospettoso ispettore, della iperprotettiva madre di Yassine, e di Claire, una giovane ragazza di cui Yassine è innamorato.

Sposami, stupido: la nuova commedia de "La Bande à Fifi"

"Sposami, stupido" è una brillante commedia degli equivoci interpretata dalla coppia comica francese formata da Tarek Boudali e Philippe Lacheau, già protagonista dei grandi successi europei di "Babysitting", del 2014 (rifatto in Italia con il titolo "I babysitter"), e "Alibi.com", sempre di quest'anno. In particolare quest'ultima pellicola ha avuto un grande successo in Italia, totalizzando 136mila euro al botteghino nazionale.

Il gruppo comico formato da Boudali, Lacheau e i loro soci si chiama "La Bande à Fifi", e si è formato nel 2005. Il gruppo ha lavorato a lungo in televisione prima di approdare al cinema nel 2013 con la commedia "Parigi a tutti i costi".

Tarek Boudali è di origine marocchina, e in generale l'umorismo de "La Bande à Fifi" è molto legato alle questioni razziali e dell'immigrazione al giorno d'oggi, tema trattato in "Parigi a tutti i costi" e in questa pellicola. Questo progetto comunque rappresenta l'esordio alla regia per Boudali, dato che i lavori precedenti del gruppo erano stati sempre diretti da altri registi, tra cui Reem Kherici, cineasta di origine tunisina sposata con Philippe Lacheau.

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