Soul Kitchen: cucina e dissapori Aspirante cuoco greco ad Amburgo, miscela giusta e tocco sinuoso. Zinos gestisce un gretto ristorante alla periferia della città che dà il titolo al film, si contorna di personaggi scalmanati e divertenti, furbetti e pieni di difetti. Come l’opera di Akin, commedia musicale moderna e scorretta. L’anima è tema centrale, l’azione dettata invece dal proprio tornaconto, in un cocktail di atmosfere afrodisiache e ridanciane, merito di un irriverente ma “genialissimo” chef. In mezzo il ritorno del fratello bricconcello e dissapori con la fidanzata in trasferta. Lasciatelo mantegare per qualche minuto, che sapore sentite ora? Il retrogusto è semplice, immediato, talvolta inaspettato, in voga tra osteria e amoralità, fino a crollare per poi rinascere, “Soul Kitchen” è una tragicomica farsa sugli ideali seguiti fino in fondo. Nonostante un modo di fare burbero e pittoresco. Nel colorato elogio dell’edonismo, Akin pone attenzione ai corpi e ai loro bisogni primari, cibo e sesso, dove la musica è un naturale catalizzatore che libera i corpi dal loro retaggio culturale. Cibo per l’anima insomma e, anche se definirlo un ritratto di situazioni surreali è poco, lo sguattero-regista confeziona la sua pietanza con stile e passione, scalda il tutto in piccante salsa attuale e ci serve una ratatouille dai toni farseschi, intrisa dei buoni sentimenti regalati da chi osserva e degusta quello che gli si pone davanti con vero appetito.
Simone Bracci
29 / 01 / 2010
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Soul Kitchen: cucina e dissapori '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecodelcinema scrivere all'indirizzo email redazione@ecodelcinema.com
Link di approfondimento
Soul - Kitchen - cucina - dissapori - Link utili per approfondire il tema approfondimenti
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|