Smetto quando voglio – Recensione

Smetto quando voglio: parodia acida, con un cast in stato di grazia

Regia: Sydney Sibilia – Cast: Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo – Genere: Commedia, colore – Produzione: Italia, 2013- Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 6 febbraio 2014

smettoquandovoglioPietro Zinni ha trentasette anni, fa il ricercatore ed è un genio. Ma questo non è sufficiente. Arrivano i tagli all’università e viene licenziato. Cosa può fare per sopravvivere un nerd che nella vita ha sempre e solo studiato?

L’idea è la seguente: mettere insieme una banda criminale come non se ne sono mai viste. Recluta i migliori tra i suoi ex colleghi, che nonostante le competenze vivono ormai tutti ai margini della società, facendo chi il benzinaio, chi il lavapiatti, chi il giocatore di poker. Macroeconomia, Neurobiologia, Antropologia, Lettere Classiche e Archeologia si riveleranno perfette per scalare la piramide malavitosa.

L’opera prima di Sidney Sibilia, con un passato da regista di cortometraggi, è una pellicola piena di verve, frizzante, colorata e piena di citazioni, sia di film classici del genere (“Ocean’s Eleven”), sia di serie televisive americane in voga (“Breaking Bad”).

È una vera e propria parodia acida, in cui il dramma sociale viene ripreso solo ed esclusivamente come espediente comico.

Il cast è il vero punto di forza, mostrando che la coralità in una commedia è la vera arma del successo. Edoardo Leo è fenomenale nella sua comicità, quasi timida, accompagnato da tante spalle, ognuna con le sue caratteristiche comiche: a partire da Valerio Aprea, spassosissimo latinista convinto, per arrivare a Libero de Rienzo, economista da strapazzo finito in mezzo ai guai. Si nota fin dall’inizio che il taglio che si vuole dare è di puro intrattenimento, ma come si sa, ‘castigat ridendo mores’. Il linguaggio forbito, inoltre, che nella maggior parte dei casi è sintomo di pesantezza, è qui usato come arma micidiale di comicità.

Una vera rivelazione è Stefano Fresi (Alberto), sosia di Battiston, tempi comici perfetti, talento puro.

Una nota infine per la fotografia di Vladan Radovic, che rende bene il fatto di essere in piena ‘era Instagram’, creando un mondo pieno di riferimenti alle serie televisive citate in precedenza.

Salvatore Cusimano

scusimano@libero.it

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