Sean Connery
(25 agosto 1930, Edimburgo)
La biografia di un uomo come Sean Connery è qualcosa di veramente entusiasmante da scoprire. Non solo perché si tratta del mitico James Bond per antonomasia, o per il suo fascino universalmente decretato, ma anche perché è la storia di una persona dalle umili e travagliate origini che ha trovato da sé, scoprendo il suo talento e la sua fisicità, la via del successo. Tutto ciò è avvenuto nel tempo, attraverso una prima giovinezza incerta, quella della rinuncia agli studi secondari, dei mille lavoretti improvvisati e temporanei e dell’arruolamento nella Marina Militare Britannica, da cui fu congedato per ulcera gastrica. All’età di vent’anni, forse consapevole di una statuaria corporeità, partecipa al concorso di Mister Universo rappresentando la sua amata Scozia. Questo momento è sicuramente il suo “modesto” inizio, nel senso che il terzo posto aggiudicatosi al concorso gli apre la strada verso il mondo dello spettacolo. Dopo piccoli ruoli in televisione e a teatro, viene scelto da Herbert Wilcox per “Le armi del Re” (1954) diretto dallo stesso Wilcox. Dopo appena tre anni, nel ’57, lo ritroviamo nel cast de “Il bandito dell’Epiro” di Terence Young, mentre nel ’59 nel film Disney “Darby O’Gill e il Re dei folletti” e ne “Il terrore corre sul fiume”, di John Guillermin. Ma Sean ancora non sa cosa lo aspetta ad appena un paio d’anni di distanza dalle sue prime esperienze cinematografiche. Perché in effetti saranno i ’60 i suoi “anni d’oro”, in cui viene veramente lanciato nel mondo del cinema e soprattutto scelto da Albert R. Broccoli per interpretare James Bond, nome in codice 007, il mitico agente segreto protagonista dei romanzi di Ian Fleming. Connery è stato James Bond per ben sei edizioni, passando per svariate regie, da quella di Terence Young a Guy Hamilton e Lewis Gilbert. Questo per testimoniare quanto fosse perfetto nell’indossare i panni dell’acuta, elegante e seducente spia 007, con licenza di uccidere. Tale ruolo decide sicuramente della sua meritatissima fama, anche perché a concorrere con lui alle selezioni figuravano nomi del calibro di Cary Grant e Roger Moore (quest’ultimo sarà James Bond solo in seguito). Gli anni ’60 sono importanti per la vita dell’avvenente Sean anche perché si sposa con l’attrice Diane Cilento, da cui avrà il suo unico figlio, l'attore Jason Connery e perché incontra il grande maestro Alfred Hitchcock per cui lavorerà nel giallo “Marnie” (1864). Nel ’69 farà la sua unica esperienza da regista per il documentario “The Boiler and the Bonnet” che decreterà la scelta per la sola professione attoriale. Reciterà ne “I cospiratori” di Martin Ritt (1969), in “Zardoc” di John Boorman e nella famosa pellicola d’avventura “L’uomo che volle farsi re”(1975) di John Huston. Citando eventi ed incontri importanti non si può fare a meno di ricordare il regista Sidney Lumet che lo renderà protagonista di film ormai storici come “Rapina record a New York” (1972) e “Assassinio sull’Orient Express”, del 1974. Durante gli anni ’70 lavora per Richard Lester nella pellicola “Robin e Marian” (1976) dove affianca la bellissima Audrey Hepburn e per lo scrittore di fantascienza Michael Crichton in “1855 - La grande rapina al treno”(1978). Indimenticabile anche la sua presenza in “Highlander, l’ultimo immortale” (1986) nel ruolo del maestro di Connor MacLeod, interpretato da uno splendido Christopher Lambert. Il 1986 è una data memorabile anche per aver vestito i panni del poliedrico personaggio Guglielmo da Baskerville de “Il nome della rosa”, tratto dal famoso romanzo di Umberto Eco, trasposto per il cinema da Jean-Jaques Annaud, che lo vedrà vincitore del premio inglese BAFTA. Solo un anno dopo Connery riceve il suo primo Oscar, come Miglior Attore Non Protagonista, nei panni del poliziotto Jim Malone contro la mafia di Al Capone, per l’indimenticabile “Gli Intoccabili” di Brian De Palma. Nell’89 è il Professor Henry Jones in “Indiana Jones e l’ultima crociata” di Steven Spielberg, al fianco di Harrison Ford. Gli anni 90 sono all’insegna dell’avventura e dello spionaggio in pellicole come: “Caccia a ottobre rosso” (1990) e “Mato Grosso” (1992), entrambi di John Mc Tiernan e “Sol Levante” (1993), di Philip Kaufman. Nel 1999, insieme a Catherina Zeta-Jones è nel cast di “Entrapment”, di Jon Amiel, per cui riceve il premio Cecil B. DeMille, mentre nel 2000 lavora per Gus Van Sant in “Scoprendo Forrester”, nel quale interpreta un vecchio scrittore. Al 2003 risale il suo ultimo lavoro “La leggenda degli uomini straordinari”, tratto dal fumetto di Alan Moore e Kevin O’Neill “La lega degli straordinari gentlemen”, per la regia di Stephen Norrington. Una nota particolare del percorso artistico del mitico Sean Connery è quella relativa ai suoi “NO” a molti film riuscitissimi, diventati cult nell’immaginario dei cinefili: da “Jurassic Park” al ruolo di Gandalf nella bellissima trilogia di Peter Jackson “Il signore degli anelli” a “Matrix” ad “Alexander”. Nel 2006 annuncia il suo ufficiale ritiro dal cinema a causa di diversi problemi che gravano sulla sua salute. Salutiamo l’eleganza e la vitalità di chi tra pochissimi, e per primo, ha potuto dire “Bond, James Bond”, lasciando dentro uno sguardo il mistero e la bellezza dell’avventura.
23 / 08 / 2008
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