Non c’è un titolo più adatto per indurre l’immaginazione di uno spettatore a crearsi un’idea di ciò che andrà a vedere nella serie televisiva sulla storia della banda della Magliana: un “Romanzo criminale”. Realizzata per Sky cinema, è il secondo adattamento dell’omonimo best-seller (2002) di Giancarlo De Cataldo dopo il film di Michele Placido uscito nel 2005. Senza dubbio la serie la si può definire un capolavoro, in vista delle consuete fiction italiane cui siamo abituati, molto patetiche e soprattutto di scarsa qualità. “Romanzo criminale: la serie” è un prodotto che sta riscuotendo sempre maggior successo e questa volta non per questioni di tendenze mediatiche che regolano e influenzano il metro di giudizio comune, ma perché tutto è tecnicamente realizzato con molta cura. Dal cast alla sceneggiatura alla fotografia alle musiche, ogni cosa contribuisce a far innamorare e appassionare il pubblico che si trova coinvolto in una storia fatta di conflitti e contrasti pieni di fascino. Un gruppo di ragazzi di borgata, poco più che adolescenti, si coalizza in una banda con l’intento di dominare il crimine romano, di “prendersi” Roma e tutta l’Italia, e di comandare su tutto il territorio lo spaccio di droga, il riciclaggio di denaro e la malavita in generale. Nascono così, sullo sfondo di una Roma in agitazione per le rivolte studentesche, per l’azione sovversiva delle Brigate Rosse e per i mutamenti politici ad opera della Democrazia Cristiana, i personaggi del Libanese (Francesco Montanari), del Freddo (Vinicio Marchioni) e del Dandi (Alessandro Roja), circondati da molti altri caratteristici componenti della banda e tallonati dall’idealista commissario Scialoja (Marco Bocci). Il tocco femminile è dato dalla bellissima Patrizia (Daniela Virgilio) una prostituta di cui è innamorato uno della banda, il Dandi. È un personaggio puramente inventato che svela e racconta, di riflesso, le caratteristiche di altri personaggi e che, come ha detto lo stesso De Cataldo “è una metafora di Roma, che si concede a tutti ma non ama nessuno”. Questi giovani ragazzi sono disposti a tutto e faranno di tutto pur di dare un volto alla loro ribellione, pur di cambiare il loro stato sociale, pur di avere soldi e potere, di essere qualcuno. Ai margini della società ricattano e ammazzano senza paura, con freddezza e ostinazione creandosi nemici e falsi amici, imperi di denaro e droga fino alla nausea. Il tutto però stemperato in un’amara umanità che talvolta commuove, che mostra i personaggi nel loro lato debole, nella tristezza di una vita difficile e risolta nella falsa salvezza della violenza e dell’odio. È indubbio che questa serie diventerà, se non lo è già per molti, un cult invidiabile, finalmente!, ai prodotti americani. A partire dalla sceneggiatura (Leonardo Valenti, Barbara Petronio, Daniele Cesarano) che punta su dialoghi essenziali e fulminei enfatizzando la comunicazione diretta del linguaggio senza filtri culturali, affidato per buona parte all’espressione facciale e dello sguardo. Qui interviene la bravura ed il talento degli attori, insostituibili interpreti di minacciosi o riflessivi silenzi che comunicano con lo spettatore aldilà delle parole. La magistrale regia di Stefano Sollima ha supervisionato il tutto dando vita ad una storia che ha in sé tutti i sentimenti e le passioni dell’uomo, capace di rapire completamente l’attenzione dello spettatore che non riesce mai a scollegare la sua emotività da quella dei fatti. Una fiction che di fiction ha molto poco, che supera i limiti stessi dello schermo per avvicinarsi il più possibile alla realtà. Gli attori, quasi tutti alla loro prima esperienza, sono stati fantastici e degni di grandi interpretazioni. Possiamo sicuramente dire che abbiamo scoperto nuovi talenti da cui ci si aspetta ancora tanto, anche in vista di una seconda serie che aspettiamo con molta passione e che sarà trasmessa nel 2010 sempre su Sky. Intanto il prossimo autunno la prima serie sarà trasmessa su Italia 1, e potremo riguastarla con lo stesso entusiasmo della prima volta, o della seconda o della terza, visto che sono già in tantissimi i comprensibili fanatici.
Eleonora Zilli
30 / 06 / 2009
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