Roma Fiction Fest – Conferenza stampa di apertura
Si è aperto ufficialmente, con la conferenza stampa all’Auditorium Conciliazione, il RomaFictionFest. Presenti oltre al Direttore Artistico Steve Della Casa, che funge anche da moderatore, e il Presidente della manifestazione Francesco Gesualdi, alcuni volti noti del piccolo schermo, il nostrano Gabriel Garko, che presenta in anteprima al Festival “Il peccato e la vergogna”, Michael Vartan, protagonista di “Hawthorne” e Marc Wotton, star della singolare miniserie “La La Land”, che, caso unico di tutte le edizioni del festival romano, verrà proiettato integralmente durante il corso della manifestazione, due episodi al giorno. Steve Della Casa apre l’incontro con un pensiero a Pietro Taricone e alla sua prematura scomparsa: all’attore, disponibile ogni anno con la manifestazione, è dedicata questa quarta edizione; Della Casa ha colto l’occasione per inviare un saluto affettuoso alla compagna dell’attore scomparso, Kasia Smutniak. Dopo gli ovvi ringraziamenti agli sponsor che permettono la realizzazione della manifestazione, in primis la Regione Lazio, la Camera di Commercio e l’Associazione Produttori Televisivi, Francesco Gesualdi ha affermato che “tanti sono stati gli sforzi per rendere ancor più popolare questo festival, creando questo continuo legame tra lo spettatore appassionato e i protagonisti, legame che costituisce la vera forza della Fiction. In questa ottica si è creato il Villaggio della Fiction, dove gli spettatori possono incontrare i loro beniamini e curiosare tra i mestieri del cinema: trucco e parrucco, recitazione e scherma, tanto per fare qualche esempio. Molti i convegni in programma per riflettere sulle maggiori criticità che vive il settore in questo momento.” La parola passa quindi agli attori, Michael Vartan inizia col partecipare ai presenti il proprio dispiacere per la repentina esclusione della Nazionale italiana di calcio dai mondiali sudafricani, dispiacere condiviso dall’attore francese, nipote dell’indimenticabile Sylvie Vartan, che con il suo Zum Zum Zum e altre canzonette ha regalato un po’ di brio alla televisione dei ultimi anni ‘60. Vartan è affiancato nella nuova serie medical “Hawthorne” dall’attrice Jada Pinkett Smith, moglie del famoso Will, per la quale ha parole di stima “Jada è talentuosa e molto bella, è un piacere lavorare con lei. Questo show è molto diverso dagli altri medical, perché cambia il punto di osservazione: tutto è visto attraverso gli occhi dell’infermiera, Jada appunto, che instaura sempre un legame molto forte con i suoi pazienti.” Incalzato dalle domande su un’eventuale ripresa di “Alias” afferma “credo sia poco probabile una ripresa della serie, visti i molteplici impegni dei protagonisti; sembra più facile la realizzazione di un film. Nonostante il passare degli anni renda per me più semplice cimentarmi con lo stetoscopio, e pur sapendo che ora corro meno velocemente, sarei comunque felice di impugnare nuovamente una pistola per sparare ai cattivi.” Qualcuno ha evidenziato uno scadimento dei contenuti delle fiction rispetto a quelle in programma nelle edizioni precedenti, Della Casa ritiene invece che la fiction stia cercando di seguire un percorso proprio di certo cinema italiano degli anni d’oro, un esempio tra tutti: ”Il Sorpasso” dove tramite il mezzo della commedia si portava lo spettatore a riflettere su temi di spessore, come le fiction “Il Sorteggio” e “Il peccato e la Vergogna”. Riguardo quest’ultima il protagonista Gabriel Garko si è mostrato decisamente reticente, asserendo di non volere svelare nulla per tenere viva la curiosità. Durante la conferenza è stato proiettato il corto “La Città di Asterix” vincitore della prima edizione del concorso MyRome, ideato dalla Camera di Commercio di Roma per raccontare la capitale attraverso piccole storie di tutti i giorni. In una mattinata assolata e afosa, tra l’isteria dei fans e il nervosismo dei giornalisti, che rendevano a tratti impossibile udire gli interventi, un Garko impomatato, desolante rappresentante della professionalità italiana, il premio per la simpatia e l’affabilità lo assegniamo a Michael Vartan: coi suoi jeans e la sua camicia a quadri ha dimostrato che l’eleganza non la si acquista con gli abiti scuri, e che la sua disponibilità verso tutti vale più di un sempre costruito sguardo da bel tenebroso. Come disse il grande Totò “Signori si nasce” e Vartan modestamente lo nacque.
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