agosto 01, 2015

Rodolfo Valentino – Biografia

Rodolfo Valentino, “lo sceicco” italiano

(Castellaneta, 6 maggio 1895 – New York City, 23 agosto 1926)

rodolfovalentinoRudolph Valentino, pseudonimo di Rodolfo Alfonso Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi, nasce in Italia, a Castellaneta, il 6 maggio del 1895. Suo padre è un veterinario con trascorsi circensi e la madre è una dama di compagnia di una nobile italiana. Nel 1904, alla fine delle elementari, si trasferisce da Castellaneta a Taranto e poi, successivamente, alla morte del padre, viene inviato a Perugia, per terminare gli studi al Collegio Convitto per gli Organi dei Sanitari Italiani. Da qui viene espulso, per la poca attitudine alla disciplina, e nel 1909 anche l’Accademia della Marina di Venezia lo scarta per problemi fisici e di vista.

Si sposta così a Genova, dove si diploma in Agraria, e deluso dalla staticità del meridione d’Italia sceglie di partire per Parigi, per studiare danza. Le malelingue diranno, in seguito, che nella capitale lavorò anche come gigolo per omosessuali. A 18 anni viene finalmente in possesso dell’eredità del padre e parte per New York. Arriva negli USA il 23 dicembre del 1913, sperpera tutto il denaro e trova lavoro come cameriere e giardiniere, oltre che come ballerino nel night club Maxim. Nel night incontra la prima fiamma ufficiale, la ballerina Bonnie Blass. Al termine della loro relazione, dopo pochi mesi, Rudolph parte nuovamente, questa volta per San Francisco, ed accetta l’ingaggio di una compagnia teatrale di operetta: sarà proprio qui che verrà convinto a trasferirsi ad Hollywood per cercare fortuna come attore.

Nel 1914, meno di un anno dopo il suo arrivo, debutta nel cinema con “My Official Wife” di James Young, e a seguire ha vari ruoli di secondo piano in: “The Quest of Life” (1916), “The Foolish Virgin” (1916), “Seventeen” (1916), “Patria” (1917) e “Alimony” (1917). Nello stesso periodo si interroga sulla scelta del nome d’arte e, da pellicola a pellicola, appare con nomi diversi: Rudolph Valentine, Rodolph Valentino, Rudolfo Valentino, Rodolph Valentine, Rudolph Volantino, M. Rodolpho De Valentina e Rodolfo Di Valentini, fino ad arrivare a Rodolfo Valentino. Nel 1918, immediatamente dopo il decesso della madre, conosce Jean Acker, che sposa il 5 novembre del 1919… per sole sei ore! Il divorzio ufficiale arriverà, comunque, nel 1923.

Nel 1921 il regista omosessuale Rex Ingram, con cui si mormora abbia una tresca, lo ingaggia per “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”Valentino-rodolfo (1921) e gli regala il successo: le donne impazziscono letteralmente per il bel Rodolfo, che emana fascino latino mentre balla un sensuale tango, così che guadagna ruoli da protagonista in “Lo sceicco” (1921) di George Melford, “Camille” (1921), “L’età di amare” (1922) di Sam Wood e “Sangue e arena” (1922) di Fred Niblo. Sono moltissime, in quel periodo, non solo le inimicizie, ma anche i sodalizi artistici che stringe: Nita Naldi, Gloria Swanson, Alla Nazimova. Sul set di “Camille” conosce anche Natasha Rambova, che sposa il 17 marzo 1923. Otto giorni dopo, Valentino viene arrestato con l’accusa di bigamia, poiché il divorzio con la Acker non è ancora stato ufficializzato. La Rambova gli fa anche da agente, e procura gli ingaggi per “Monsieur Beaucaire” (1924) di Sidney Olcott e “A Sainted Devil” (1924) di Joseph Henabery.

Si improvvisa anche cantante e scrittore e, nel 1926, divorzia di nuovo, dopo varie discussioni con la moglie per via della rottura del contratto con la Paramount e il successivo accordo con la United Artists, oltre che per la relazione del 1925 con Pola Negri, incontrata sul set di “Aquila nera” di Clarence Brown e de “Il figlio dello sceicco” (1926) di George Fitzmaurice. Come molti belli e dannati, anche Valentino è destinato a morire giovane: un’ulcera gastrica con peritonite lo stronca a soli 31 anni, il 23 agosto del 1926, dopo un intervento chirurgico al Polyclinic Hospital di New York.

Curiosamente, la data della sua nascita e quella della sua morte coincidono con la nascita del cinema (1895) e l’avvento del sonoro (1926). Il decesso porta numerosi episodi di isteria e fanatismo, più circa una trentina di suicidi di varie donne. Il giorno del funerale si tengono addirittura due cortei funebri, uno a New York e uno ad Hollywood, e partecipano decine di migliaia di persone. Le spoglie vengono sepolte nella Corte degli Apostoli al Memorial Park Cemetery di Los Angeles, e per molti anni una misteriosa donna in nero si reca a lasciare fiori sulla tomba, il giorno dell’anniversario di morte. A Taranto si trova ora il Museo “Rodolfo Valentino”, mentre parte dell’Irving Boulverda di Hollywood è stata nominata Rudolph Valentino Street nel 1978.

Claudia Resta

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