Robin Williams
(Chicago, 21 luglio 1952)
Vedendo Robin Williams da piccolo nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe diventato l’attore brillante che conosciamo tutti. E già perché lui, nato a Chicago il 21 luglio 1954, da madre modella e padre manager, da ragazzo era un solitario che collezionava soldatini e non aveva amici. Dopo la scuola si iscrive all’università per abbandonarla subito per l’Istituto Juliards di New York dove incontra l’attore Christopher Reeve che sarà per tutta la vita suo grande amico. Nel 1976 supera il suo primo provino e appare al “Richard Pryor Show”. E’ del 1978 la serie televisiva “Mork & Mindy”, dove lo ricordiamo come il simpatico alieno caduto per errore sulla terra, apparso per un solo episodio in “Happy days”. Con “Na-no Na-no” il nostro Robin approda al grande cinema e si guadagna il suo primo Golden Globe. La prima parte importante è in “Popeye – Braccio di ferro” di Robert Altman nel 1980 non accolto benissimo dalla critica. Nel 1982, accanto a Glenn Close ne “Il mondo secondo Garp”, Williams inizia a dimostrare il suo talento. Dal 1983 al 1987 gira diversi film prima di ottenere la sua prima nomination agli Oscar con “Good Morning Vietnam” (1987) di Barry Levinson. La sua interpretazione piacevolmente delirante di un miliare dj anticonformista gli varrà il suo secondo Globen Globe. Con lo stralunato regista Terry Gilliam ne “Le avventure del Barone di Munchausen” (1988) è il Re della Luna, poi sempre con l’ex Monty Pyton girerà nel 1991 “La leggenda del re pescatore” accanto a Jeff Bridges. Il film cult arriva nel 1989: assolutamente indimenticabile il personaggio di Willians ne “L’attimo Fuggente” di Peter Weir. In un’austera scuola inglese un professore insegna ai suoi allievi cosa vuol dire vivere fuori dagli schemi al grido di “Capitano, mio capitano!” Insieme a De Niro, nel 1990 Williams lavora in “Risvegli” di Penny Marshall, interpretazione premiata con un’onorificenza speciale del National Board of Review. L’anno successivo in “Hook – Capitan Uncino” di Steven Spielberg è un perfetto Peter Pan, cresciuto suo malgrado, mentre in “Toys” è il proprietario di una fabbrica di giocattoli. Nel 1993 nei panni del mammo perfetto, l’ex bambino solitario sbanca letteralmente i botteghini con “Mrs Doubtfire” di Chris Columbus con cui girerà anche “Nine Months” (1995) nei panni di uno stravagante ginecologo e “L’uomo bicentenario” (1999). Accanto a Nathan Lane è in “Piume di Struzzo” (1996) la macchietta gay del remake americano de “Il Vizietto”, nel personaggio che era stato di Ugo Tognazzi. Molto meno riuscito il ruolo di “Jack” (1996), diretto da un Coppola troppo incline al patetico e al botteghino. Il nevrotico Woody Allen disegna per Robin Williams un cammeo volutamente “fuori fuoco” nel 1997 con “Harry a pezzi”. Poi l’Oscar tanto atteso arriva finalmente con “Will Hunting – Genio ribelle” (1997) di Gus Van Sant. Seppur attore non protagonista, lo psicologo interpretato da Williams è assolutamente in parte. I film che seguono deviano verso un diverso registro. Girato nel 1999 “Jacob il bugiardo” di Peter Kassovitz è una rilettura in chiave semiseria dell’Olocausto ma si rivela un flop. Bravissimo il Robin Williams protagonista nel 2002 di “One Hour Photo”, ritratto della solitudine metropolitana contemporanea. In un’ inedito ruolo di assassino ancora nel 2002 Williams è accanto ad Al Pacino in “Insomnia” di Christopher Nolan. Le pellicole girate negli ultimi anni non appaiono particolarmente degne di nota, a parte forse “ L’uomo dell’anno” (2006) in cui l'attore interpreta un anchor man che quasi per gioco decide di correre per la Casa Bianca. L’ultimo film uscito è “August Rush - La musica nel cuore” (2007), mentre è in lavorazione “The Krazeers” tratto da un romanzo per bambini. Per ciò che riguarda la vita privata è noto alle cronache che a dispetto dell’immagine tranquilla che l’attore dà di sè nella vita ha avuto più di un problema. Basti pensare che già negli anni ’80 faceva uso di cocaina ed era con John Belushi, suo grande amico, la notte in cui quest’ultimo morì per overdose. Sposato due volte, sta divorziando dalla seconda moglie Marsha Graces e ha trascorso un periodo nel Rehab nel 2006, a risolvere anche la sua dipendenza dall’alcool. Nonostante ciò resta per tutti noi il professore, il medico e la tata che ognuno ha sognato e vorrebbe avere.
Ivana Faranda
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