ROBERT REDFORD - BIOGRAFIA
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Robert Redford - Biografia

Robert Redford, ragazzo d'oro di Hollywood

(Santa Monica, 18 Agosto 1937)

Quando si dice basta il nome: Robert Redford. Già si pensa a un divo, un protagonista di tante pellicole osannate dalla critica e ogni tentativo di riassumere la sua decennale carriera sembra un’impresa epica. Carattere vivace e ribelle, figlio di un lattaio di origini irlandesi e di una casalinga, rimane orfano di madre nel 1956, anno in cui si diploma e si iscrive all’Università, che abbandonerà per dedicarsi alla pittura.

Conclude gli studi in Arti Sceniche ma la recitazione lo tenta e segue un corso all’Accademia Americana di Arte Drammatica. Nel 1958 si sposa con Lola Van Wagenen da cui avrà quattro figli. Sono i primi anni ’60 che danno a Redford la possibilità di iniziare la sua attività: prima i teatri di Broadway, poi alcune parti per il piccolo schermo, la sua sarà una lunga e intensa gavetta, fino al primo ruolo in “Caccia di guerra” (1961). Nel 1965 arriva la grande occasione: recita accanto all’ex compagna di college Natalie Wood ne “Lo strano mondo di Daisy Clover” e viene premiato con un Golden Globe come nuova promessa del cinema.

Biondo, occhi azzurri e fisico prestante, le major di Hollywood intuiscono il sex appeal del giovane attore e fanno a gara per scritturarlo, proponendogli decine di film. Ma Redford sceglie di impegnarsi con l’amico Sydney Pollack, che aveva conosciuto nel 1961 sul set del telefilm “Alfred Hitchcock presenta...”, in “Questa ragazza è di tutti” (1966) ancora con Natalie Wood. E’ il primo lavoro della coppia Redford-Pollack, che negli anni regalerà al pubblico grandi pellicole. Nel ’67 è protagonista, accanto a un’altra bella del cinema, Jane Fonda, della commedia sentimentale “A piedi nudi nelparco”. Wood e Fonda sono solo le prime di tante bellissime donne che si ritroveranno a lavorare con Redford: seguiranno Meryl Streep, Glenn Close, Charlotte Rempling, ma anche Daryl Hannah, Demi Moore fino a Scarlett Johansson.

Nel 1969 incontra quello che sarà il suo partner in pellicole di successo e con il quale si dividerà l’amore delle fan, il carismatico Paul Newman, con cui recita in “Butch Cassidy”. Una Barbra Streisand, piena di fascino e talento, lo affianca in “Come eravamo” (1973), la regia è ancora una volta di Sydney Pollack. Redford entra così nel firmamento delle grandi star di Hollywood. Sempre nel 1973 il duo Redford-Newman fa colpo con “La stangata”, che vince ben sette premi Oscar, e dà a Redford la sua prima nomination, rimanendo nella mente di tutti anche per l’indimenticabile colonna sonora. L’anno successivo con “Il Grande Gatsby”, tratto dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald, il biondo attore si trasferisce nell’America degli anni '20. Nel 1975 Redford torna a farsi dirigere da Pollack nel film politico “I tre giorni del Condor”, storia di spionaggio sullo sfondo della New York contemporanea, ma anche un’analisi sul lavoro più o meno corretto e controllato dei Servizi Segreti. L’anno dopo, con la regia di Alan J. Pakula, interpreta “Tutti gli uomini del presidente” con Dustin Hoffman. Il film, che riceve sei nomination, narra magnificamente l’intrigo politico del Watergate, rivelato dai giornalisti del Washington Post. Un polverone che travolse il presidente Nixon costretto a dimettersi.

Nel 1979 si riforma la coppia vincente Redford-Pollack a cui si affianca Jane Fonda ne “Il Cavaliere elettrico”, ma è il seguente “Brubaker” (1980) a essere considerato dalla critica uno dei film migliori di tutta la carriera di Redford, qui in veste di un criminologo a cui viene assegnata la direzione di uno dei penitenziari più duri degli Stati Uniti. Nel 1980 Redford inizia la sua attività di regista, portando sullo schermo una storia familiare di crisi, separazioni e rotture con “Gente comune”, tratto dal romanzo di Judith Guest, in cui dirige Donald Sutherland, Mary Tyler Moore, Timothy Hutton e Elisabeth McGovern.

Il debutto dietro la macchina da presa non poteva avvenire nel migliore dei modi. Il film vince due Golden Globe e regala al neo regista ben due statuette: Miglior Film e Miglior Regia. Nel 1984 Redford affianca Glenn Close ne “Il Migliore”, mentre il 1985 è l’anno della fine del suo matrimonio ma anche del trionfo nello splendido lavoro di Sydney Pollack “La mia Africa” con Meryl Streep. La struggente storia d’amore tra la scrittrice danese Karen Blixen e l’affascinante Denis Fynch-Hutton, incanta il pubblico e l’Academy Awards le assegna sette premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia e Miglior Colonna Sonora, per le musiche capaci di esaltare la bellezza selvaggia del Kenya.

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 Redford alterna la recitazione alla regia e dopo “Pericolosamente insieme” (1986) con Daryl Hannah, dirige Christopher Walken in “Milagro” (1988). Due anni dopo lavora ancora con Pollack in “Havana” (1990), a cui seguirà la regia di “In mezzo scorre il fiume” (1992) con Brad Pitt. Nello stesso anno recita con Sydney Poiters ne “I signori della truffa” e l’anno dopo con Demi Moore in ”Proposta indecente” (1993) di Adrian Lyne, film stroncato dalla critica. Nel 1994 arriva la seconda nomination agli Oscar come Miglior Regista per “Quiz Show”.

La bella Michelle Pfeiffer sarà sua partner in “Qualcosa di personale” (1996), mentre nel 1998 recita e dirige il cast del romantico “L’uomo che sussurrava ai cavalli” con Sam Neill, Kristin Scott Thomas e una giovanissima Scarlett Johansson. Nel 2000 ritorna dietro la macchina da presa con “La leggenda di Bagger Vance” e nel 2001 ritrova Brad Pitt in “Spy Games” di Tony Scott. Redford è nuovamente un’agente della CIA alla fine di una carriera condotta con freddezza e cinismo, che decide di rimettersi in gioco per liberare un compagno altrimenti abbandonato al suo destino.

Nel 2007 dirige Tom Cruise e Meryl Streep in “Leoni per agnelli”, in cui si ritaglia la parte del professore universitario profondamente colpito dalla decisione di due suoi studenti di andare a combattere in Afghanistan.

Torna dietro e davanti la macchina da presa solo cinque anni dopo, nel 2012, con il thriller "La regola del silenzio - The Company You Keep" sugli ex pacifisti radicali degli anni '70.

Fondatore del Sundance Istitute e del Sundance Film Festival, che dal 1990 promuove e sponsorizza pellicole indipendenti e innovative, Redford è una star indiscussa del cinema mondiale, pluripremiata e ammirata, non più giovanissimo ma ancora saldamente presente nel cuore del pubblico, al quale è ancora in grado di regalare grandi emozioni.

Barbara Mattiuzzo



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